Il Texas ha trovato il suo nuovo campione del maltempo estremo: un chicco di grandine da 7,1 pollici, pari a circa 18,03 centimetri, è stato accettato come record statale dopo quasi due anni di verifiche. La pietra di ghiaccio cadde il 2 giugno 2024 nel Texas Panhandle, ma l’omologazione arrivata nel 2026 trasforma quell’episodio in una giocata da almanacco, superiore al precedente limite fissato a Hondo nel 2021.

La scoperta ha il sapore del colpo d’occhio del veterano. Val Castor, cacciatore di tempeste, stava seguendo una supercella tornadica quando notò in un fosso qualcosa che gli sembrò un contenitore di plastica. Tornando indietro, capì di avere davanti un enorme chicco di grandine, trovato circa tre miglia a ovest-nordovest di Vigo Park, nella contea di Swisher, e documentato con fotografie prima che il ghiaccio si sciogliesse.
Foto, calcoli e voto unanime: così il record è stato convalidato
La partita decisiva si è giocata lontano dalla nube, sulle immagini. Non essendo stato possibile conservare e misurare direttamente il chicco, gli esperti dell’Insurance Institute for Business and Home Safety hanno lavorato sulle fotografie, usando analisi basate su intelligenza artificiale e fotogrammetria. Le stime hanno oscillato tra 7,06 e 7,25 pollici; alla fine lo State Climate Extremes Committee ha scelto il valore prudente di 7,1 pollici e lo ha approvato all’unanimità.
Dentro la supercella: la fabbrica del gigante
Il contesto meteorologico spiega perché il fenomeno abbia potuto alzare l’asticella. Secondo il National Weather Service di Lubbock, la tempesta si sviluppò lungo la dryline e intercettò un boundary di outflow, trovando umidità, instabilità e venti sudorientali capaci di rafforzare la rotazione. Nelle supercelle, le correnti ascensionali persistenti tengono i chicchi sospesi nella zona di crescita, permettendo nuovi strati di ghiaccio finché il peso non vince la spinta verso l’alto.
La stessa cella temporalesca produsse anche tornado nell’area di Briscoe County e altra grandine di dimensioni notevoli lungo il suo percorso, pur senza danni significativi noti legati al tornado nelle zone aperte attraversate. Il record, però, resta concentrato su quel singolo proiettile di ghiaccio: non una semplice curiosità fotografica, ma il risultato di una dinamica temporalesca capace di sostenere masse di ghiaccio fuori scala.
Non è il record USA, ma il segnale è fortissimo
Il nuovo primato texano non supera il riferimento nazionale statunitense, che resta il chicco di Vivian, nel South Dakota, misurato nel 2010 con 8 pollici di diametro e quasi due libbre di peso. Ma il balzo del Texas è comunque pesante: il precedente record ufficiale dello Stato era il chicco di Hondo del 2021, indicato intorno a 6,4-6,5 pollici. In termini sportivi, non è titolo assoluto, ma è una rimonta fragorosa nella classifica dei fenomeni estremi.
La grandine di questo calibro è anche un promemoria operativo, perché può colpire abitazioni, veicoli, colture e bestiame con danni enormi. Per questo la ricerca statunitense insiste su radar dual-pol, algoritmi di riconoscimento, segnalazioni dal pubblico e strumenti di osservazione sul campo: prevedere meglio la dimensione della grandine significa dare più tempo a comunità, agricoltori e soccorritori per proteggersi prima dell’impatto.
Il verdetto finale è netto: il Texas Panhandle ha consegnato alla climatologia un episodio da copertina, nato in una sera di maltempo severo e confermato soltanto dopo una lunga revisione tecnica. Il nuovo primato non cambia solo una riga negli archivi; ricorda quanto le supercelle delle Grandi Pianure possano produrre fenomeni rapidi, localizzati e impressionanti, dove la differenza tra una foto fortunata e un dato ufficiale la fanno metodo, prove e prudenza.








