Meteo, nuova fiammata africana tra 27 e 29 agosto: quando calerà il caldo al Sud

La rimonta subtropicale raggiungerà il massimo tra giovedì 27 e sabato 29 agosto, ma il cedimento dell'alta pressione sarà graduale e più lento al Sud.

L’Italia si prepara a una nuova fase di caldo intenso proprio nella parte conclusiva di agosto. Dopo la parentesi più respirabile indicata tra il 17 e il 22 del mese, l’anticiclone di matrice nordafricana tornerà a espandersi verso la Penisola, con effetti più marcati sulle regioni meridionali e sulle isole maggiori. Le proiezioni disponibili individuano tra giovedì 27 e sabato 29 agosto il passaggio più delicato, anche se intensità e durata non saranno uguali dappertutto.

Anticiclone africano sull'Italia durante il picco di caldo

La rimonta dell’anticiclone nordafricano raggiungerà il culmine tra il 27 e il 29 agosto, con i valori più elevati attesi al Sud e sulle isole maggiori. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Secondo gli ultimi aggiornamenti previsionali, il culmine dovrebbe concentrarsi tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto, quando la massa d’aria più calda investirà soprattutto Calabria, Sicilia, Sardegna e altre zone del Centro-Sud. Le stime non sono identiche in tutte le fonti: alcune indicano punte di 42-43 gradi, altre spingono i valori potenziali verso 44-46 gradi nelle aree più esposte. Si tratta comunque di scenari previsionali, da confermare con gli aggiornamenti successivi.

Il Sud sarà il settore maggiormente coinvolto anche nella lettura proposta da Mario Giuliacci. Le aree interne della Puglia, della Basilicata, della Calabria ionica e delle due isole maggiori risultano più esposte ai picchi, con valori localmente prossimi ai 40 gradi o superiori. Il Foggiano e il Materano sono tra i territori citati nelle proiezioni, mentre lungo le coste il calore potrebbe risultare più pesante per la maggiore umidità accumulata dalla massa d’aria durante il passaggio sul Mediterraneo.

La rimonta subtropicale non resterà confinata al Mezzogiorno. Tra il 27 e il 28 agosto l’aria calda raggiungerà anche il Centro, dove sono previste massime generalmente comprese tra 34 e 36 gradi, con punte più elevate tra Lazio e Umbria secondo le indicazioni attribuite a Giuliacci. Al Nord l’effetto sarà più irregolare: l’Emilia-Romagna potrebbe avvicinarsi ai 34-35 gradi, mentre le regioni settentrionali resteranno in parte ai margini dell’ondata.

La configurazione atmosferica descritta dai modelli è legata a una profonda ondulazione del flusso atlantico sull’Europa occidentale. Sul lato anteriore di questa struttura si attiverebbe la risalita verso nord dell’anticiclone subtropicale, alimentato da aria molto calda proveniente dal Nord Africa. L’alta pressione favorisce cieli spesso sereni e limita il ricambio dell’aria; nei bassi strati, soprattutto sulle coste e durante la notte, l’umidità può aumentare la sensazione di afa rispetto alla sola temperatura misurata.

Il contrasto territoriale sarà uno degli elementi più evidenti della fase. Mentre il Centro-Sud sperimenterà il caldo più persistente, il Nord-Ovest potrebbe risentire maggiormente delle correnti atlantiche, con maggiore variabilità e possibilità di precipitazioni sui settori alpini e sulle pianure vicine. Anche tra venerdì e sabato non è quindi esclusa instabilità al Nord, in un contesto diverso da quello stabile e molto caldo previsto sulle regioni meridionali.

La domanda principale riguarda la fine dell’anticiclone africano. Le indicazioni più recenti non descrivono un crollo simultaneo su tutta la Penisola, ma un arretramento progressivo. Tra il 29 e il 30 agosto il caldo dovrebbe ridimensionarsi prima al Centro-Nord e in Sardegna, mentre il nucleo più rovente tenderà a concentrarsi verso le regioni meridionali. In queste zone il calo potrebbe essere più lento, con valori ancora elevati anche nei primi giorni di settembre.

La possibile svolta definitiva per il Sud viene collocata tra l’1 e il 4 settembre, con una prima diminuzione delle temperature tra l’1 e il 3 e valori più contenuti successivamente. La previsione resta però soggetta ai normali margini di errore delle tendenze a medio termine, soprattutto per stabilire quanto rapidamente l’aria fresca riuscirà a penetrare nel Mezzogiorno. Per questo la data va letta come una finestra evolutiva, non come un confine netto e garantito.

Anche se l’estate astronomica non è ancora terminata, alla fine di agosto la durata delle ore di luce diminuisce e le notti diventano progressivamente più lunghe. Questo non basta a interrompere da solo una rimonta africana, ma può contribuire a rendere più rapido il calo termico quando la struttura anticiclonica perde forza. Nel frattempo, la persistenza di notti calde e l’afa nelle aree costiere rappresentano gli aspetti da considerare con maggiore attenzione, soprattutto per anziani e persone fragili.

Il quadro complessivo suggerisce che la definizione di “ultima fiammata” debba essere interpretata con cautela. L’episodio più intenso potrebbe effettivamente concentrarsi tra il 27 e il 29 agosto, ma la fine del caldo non coinciderà nello stesso momento per tutte le regioni. Centro e Nord potranno osservare un ridimensionamento già tra il 29 e il 30, mentre Sud e isole maggiori resteranno più a lungo sotto l’influenza subtropicale. La notizia, dunque, riguarda soprattutto la tempistica differenziata del cambiamento.

Dal punto di vista pratico, la fase più intensa richiede attenzione agli effetti combinati di temperature elevate, irraggiamento e umidità. Le condizioni potranno risultare più gravose nelle aree urbane e costiere, dove il calore tende a smaltirsi più lentamente durante la notte. Le indicazioni operative dovranno comunque essere ricavate dai bollettini ufficiali e dai servizi sanitari locali, perché il disagio effettivo dipenderà dall’evoluzione dell’umidità, della ventilazione e della durata della fase calda.

La dinamica prevista conferma una caratteristica tipica delle rimonte subtropicali mediterranee: l’espansione verso nord può coinvolgere vaste porzioni d’Italia, ma il rientro avviene spesso per gradi. In questo caso la struttura anticiclonica dovrebbe perdere progressivamente il controllo del Centro-Nord, lasciando inizialmente il Sud in una posizione più esposta. L’interpretazione più prudente è quindi quella di un picco concentrato nel prossimo fine settimana seguito da una lenta normalizzazione, non di una rottura istantanea dell’estate.

I prossimi aggiornamenti saranno decisivi soprattutto per restringere l’intervallo dei massimi attesi e per chiarire il passaggio tra la fase rovente e il successivo calo. Le differenze già presenti tra le stime, che oscillano tra valori oltre i 40 gradi e punte più elevate in alcune aree interne e insulari, mostrano perché non sia corretto trasformare ogni scenario modellistico in una certezza. Il segnale più solido resta la persistenza del caldo al Sud fino ai primi giorni di settembre, con possibile attenuazione progressiva.

Il confronto tra le fonti porta a distinguere due elementi. Il primo è condiviso: tra il 27 e il 29 agosto l’Italia centro-meridionale, soprattutto il Sud e le isole, sarà interessata da una nuova risalita di aria molto calda. Il secondo riguarda l’entità dei picchi, che cambia in base al modello, all’aggiornamento e alla zona considerata. Perciò i valori più estremi vanno riferiti come possibilità locali, mentre la tendenza generale appare più robusta.

L’evoluzione da seguire è quella del graduale spostamento verso sud della massa d’aria calda. Se il segnale verrà confermato, tra il 29 e il 30 agosto il Centro-Nord dovrebbe sperimentare condizioni meno estreme, mentre il Mezzogiorno potrebbe restare caldo fino all’inizio di settembre. Il punto decisivo sarà la velocità con cui le correnti atlantiche riusciranno a erodere l’anticiclone: una penetrazione più rapida anticiperebbe il sollievo, una struttura più resistente prolungherebbe il disagio al Sud.

Diego Lucatelli

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