All’ordine del giorno del Governo ponte sullo Stretto di Messina e riforma fiscale

All'ordine del giorno il progetto sul Ponte dello Stretto e la nuova riforma fiscale 2023.
All’ordine del giorno del Governo ponte sullo Stretto di Messina e riforma fiscaleSalvini ha presentato il nuovo progetto per il ponte sullo Stretto di Messina

Il Consiglio dei ministri che si terrà oggi pomeriggio vedrà all’ordine del giorno due temi destinati a fare molto discutere: il ponte sullo Stretto di Messina e la riforma fiscale.

Per quanto riguarda il ponte sullo Stretto di Messina, il decreto atteso dovrebbe definire l’assetto societario e gli organi di governo di Stretto di Messina Spa, società liquidata dal governo Conte II e riattivata dall’attuale esecutivo. Secondo il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, l’obiettivo è partire con i lavori entro due anni e completare il ponte entro 5-6 anni.

Tuttavia, il ponte sullo Stretto di Messina è stato oggetto di discussioni politiche per oltre settant’anni, con strappi in avanti e marce indietro, e ci sono ancora molte incertezze sulla fattibilità del progetto e sui costi associati.

Per quanto riguarda la riforma fiscale, il Consiglio dovrebbe licenziare un disegno di legge delega che mira a ridurre la pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese, a creare un nuovo rapporto tra lo Stato e il contribuente basato sulla parità e sulla collaborazione e a combattere l’evasione fiscale.

La proposta di Salvini. Il governo italiano ha presentato oggi, 16 marzo, la bozza del decreto legge per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. L’opera, che ha suscitato numerose polemiche negli ultimi anni, sembra essere stata presa come una battaglia personale dal ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini.

La proposta prevede l’approvazione del progetto entro il 31 luglio 2024 e la ricostituzione della società Stretto di Messina spa, già liquidata dal secondo governo Conte, ma riattivata dal governo Meloni con la legge di bilancio. La società, alla quale partecipano Rete ferroviaria italiana (Rfi), Anas, Sicilia, Calabria e il ministro dell’Economia, avrà la concessione del ponte per trent’anni dalla sua entrata in esercizio, con la possibilità di ricevere eventuali proroghe.

La gestione della pratica è affidata completamente a Salvini, che potrà proporre la nomina di un commissario straordinario al quale attribuire i compiti di affidamento e realizzazione dell’opera in sua vece. La gestione della società sarà affidata a un consiglio di amministrazione di cinque membri, di cui due nominati dai ministeri competenti, uno a testa dalle regioni coinvolte e uno da Rfi e Anas.

La proposta del ponte sullo Stretto di Messina è stata al centro di numerose polemiche negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale e la sicurezza dell’opera. Alcuni esperti, come Legambiente, hanno sollevato dubbi sull’impatto ambientale di un’infrastruttura del genere, mentre altri hanno chiesto di concentrarsi sull’ammodernamento delle infrastrutture già esistenti in Sicilia.

Nonostante le polemiche, Salvini sembra intenzionato a spingere sull’acceleratore per completare l’opera, che lui stesso ha indicato come prioritaria per lo sviluppo del Mezzogiorno. Tuttavia, come per altre grandi opere italiane, come l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, sarà molto difficile prevederne la fine.

La riforma del fisco di quest’anno: attacchi dall’opposizione

La presidente Giorgia Meloni ha anticipato ieri i cardini della riforma durante il question time alla Camera. Secondo Meloni, una fiscalità più equa e una semplificazione del sistema tributario possono alleggerire i carichi che gravano sui contribuenti e fare da volano al rilancio dell’economia, rendendo più competitive le imprese italiane e più attrattivo il sistema italiano per gli investitori esteri.

Tuttavia, il Partito Democratico si oppone fortemente alla riforma fiscale proposta. La segretaria Elly Schlein ha criticato la proposta, affermando che la cosa più preoccupante della delega fiscale è il sorprendente compromesso che è stato raggiunto. Secondo Schlein, la proposta favorisce chi sta meglio, perché chi ha redditi più alti vedrà maggior guadagno. Inoltre, la riforma fiscale è costosa e non si capisce se intendano finanziarla tagliando ulteriormente i fondi destinati all’istruzione e alla sanità.

Mirko Iannarelli

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