La presenza di anidride carbonica nella galleria ferroviaria della Linea 2 tra Napoli Campi Flegrei e Pozzuoli Solfatara torna al centro dell’attenzione, ma l’INGV invita a separare con precisione i dati scientifici dalle decisioni operative sull’infrastruttura. In una nota diffusa oggi, lunedì 13 luglio 2026, l’Osservatorio Vesuviano ha chiarito che il proprio compito è fornire valutazioni strumentali, verificate e aggiornate, senza entrare nei tempi o nelle modalità degli interventi necessari per la riapertura della tratta.

La precisazione dell’Osservatorio Vesuviano
Il punto centrale della precisazione riguarda il metodo. La concentrazione di CO2 all’interno di una galleria non può essere valutata sulla base di impressioni, ricostruzioni indirette o considerazioni legate alla durata della chiusura ferroviaria: servono misure effettuate con strumenti adeguati, ripetute nel tempo e interpretate nel loro specifico contesto. L’INGV ha quindi rivendicato il ruolo di soggetto scientifico incaricato di elaborare dati e analisi, mentre la gestione dell’impianto e le decisioni sulla circolazione spettano agli organismi competenti.
La distinzione è importante perché la CO2 è un gas incolore e inodore, capace di accumularsi negli ambienti chiusi e depressi quando la ventilazione non garantisce un ricambio sufficiente. In una galleria ferroviaria, perciò, il dato da considerare non è soltanto la presenza del gas, ma anche la sua concentrazione, la distribuzione lungo il tracciato, la durata dell’esposizione e l’efficacia dei sistemi di aerazione. Sono elementi tecnici che devono essere verificati prima di qualunque eventuale ripristino del servizio.
Il legame con il bradisismo dei Campi Flegrei
Il fenomeno si inserisce nel più ampio quadro di unrest dei Campi Flegrei, dove il monitoraggio riguarda contemporaneamente terremoti, deformazioni del suolo e parametri geochimici. L’Osservatorio Vesuviano ha spiegato che il sistema idrotermale continua a mostrare segnali di riscaldamento e pressurizzazione, mentre il degassamento rappresenta uno degli indicatori osservati dagli esperti. Questo non significa che ogni aumento locale di CO2 equivalga automaticamente a un’eruzione imminente: il significato scientifico nasce dal confronto tra serie di dati diverse e dalla loro evoluzione nel tempo.

Nel quadro aggiornato al mese di giugno 2026, l’INGV riferisce di 377 terremoti registrati nell’area flegrea, con una magnitudo massima pari a 3.6 più o meno 0.3. Gli eventi sono risultati concentrati soprattutto tra Pozzuoli, Agnano, la zona Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e il Golfo di Pozzuoli, prevalentemente nei primi chilometri di profondità. Lo stesso aggiornamento segnala che il sollevamento del suolo prosegue, pur con una velocità che negli ultimi mesi si è progressivamente ridotta.
Anche il flusso di CO2 dal suolo viene seguito attraverso reti geochimiche permanenti e campagne di misura nelle aree più sensibili. Il dato riferito alla zona interna della Solfatara, pur risultando tra i più bassi degli ultimi mesi, resta elevato se confrontato con i valori tipici di un’area non interessata da attività vulcanica e idrotermale. È però essenziale non sovrapporre automaticamente queste misure al valore rilevato nella galleria: si tratta di ambienti, strumenti e finalità di controllo differenti.
Perché la chiusura della Linea 2 resta una decisione tecnica
La sospensione della circolazione tra Napoli Campi Flegrei e Pozzuoli Solfatara è stata disposta dopo il rilevamento di un accumulo anomalo di CO2 nella galleria, con l’attivazione di collegamenti sostitutivi su gomma. La scelta risponde a un principio di prudenza applicato alla sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori, ma non coincide con una dichiarazione sullo stato generale del vulcano. Per stabilire quando il tratto potrà tornare operativo occorrono verifiche sull’ambiente sotterraneo, interventi di aspirazione o ventilazione e nuove misurazioni.
Il tema della riapertura è stato discusso in diversi tavoli istituzionali, ma l’INGV ha chiarito di non poter trasformare le proprie valutazioni scientifiche in indicazioni sui tempi degli interventi infrastrutturali. La differenza può apparire sottile, ma è decisiva: gli esperti misurano e interpretano il fenomeno, mentre gestori ferroviari, autorità locali e organismi di sicurezza devono tradurre quei risultati in provvedimenti concreti. In questo passaggio, comunicare con precisione riduce il rischio di allarmi ingiustificati e di sottovalutazioni.
Per i cittadini, il messaggio più utile è quindi duplice. Da una parte, la CO2 rilevata in una galleria rappresenta un problema concreto di qualità dell’aria e deve essere affrontata con misure immediate, controlli ripetuti e adeguati sistemi di ricambio. Dall’altra, il monitoraggio vulcanico dei Campi Flegrei richiede una lettura più ampia, basata sull’insieme di sismicità, deformazioni, temperature, composizione dei fluidi e flussi di gas. Un singolo valore, anche anomalo, non può sostituire l’analisi dell’intero quadro.
La vicenda della galleria mostra infine quanto sia complesso vivere e mantenere infrastrutture in un’area vulcanica densamente abitata. Il bradisismo non è soltanto un fenomeno osservato nei bollettini, ma può avere effetti pratici su trasporti, edifici e servizi. Proprio per questo il controllo continuo resta fondamentale: permette di riconoscere le variazioni, confrontarle con le tendenze precedenti e fornire alle autorità informazioni utili. Nel frattempo, ogni decisione sulla Linea 2 dovrà basarsi su nuove misure dentro la galleria e su condizioni di sicurezza documentate.





