COP28, i negoziati sul clima passeranno necessariamente dalla revisione dei sistemi alimentari

I negoziati globali sul clima stanno finalmente puntando l'attenzione sui sistemi alimentari, rappresentando un elemento prioritario per la COP28, inizierà il 30 novembre a Dubai.

È previsto che i leader sottoscriveranno una dichiarazione senza precedenti, riconoscendo i collegamenti indiscutibili tra i sistemi alimentari, l’agricoltura e i cambiamenti climatici al Summit sull’Azione per il Clima Mondiale, un evento collaterale della COP28 che avrà luogo il 1-2 dicembre 2023. Inoltre, la COP28 sarà la prima a dedicare un giorno tematico ai sistemi alimentari, previsto per il 10 dicembre.

Alla prossima COP28 di dicembre si parlerà di cibo e sistemi alimentari

Prima dell’evento, esperti dei sistemi alimentari hanno presentato il caso di un’azione urgente per ridurre le emissioni e costruire la resilienza al fine di garantire la sicurezza alimentare. Un crescente corpo di evidenze scientifiche suggerisce che le soluzioni legate ai sistemi alimentari debbano essere al centro della lotta contro le crisi climatiche e della biodiversità.

C’è anche un crescente collegamento tra la cattiva salute umana e la cattiva salute del pianeta. Uno dei problemi principali è che gran parte del cibo che le persone consumano non è benefico per la loro salute. A titolo di esempio, il settore agricolo è ora responsabile dell’81% dell’inquinamento da ammoniaca nel mondo, una sostanza che provoca circa la metà delle morti per problemi respiratori in Europa.

La COP28 rappresenta un’opportunità unica per affrontare la questione dei sistemi alimentari su scala globale, un passo importante verso il raggiungimento degli obiettivi climatici e alimentari.

La trasformazione dei sistemi alimentari è quindi fondamentale non solo per affrontare i cambiamenti climatici, ma anche la perdita di biodiversità, l’inquinamento e il benessere umano.

Un altro aspetto rilevante riguarda il cambiamento climatico, che sta colpendo la produttività agricola, riducendo la sicurezza alimentare e interrompendo le catene di approvvigionamento alimentare.

Logo della COP28

Patty Fong, Direttore del Programma presso la Global Alliance for the Future of Food, ha dichiarato: “Il proseguire con il ‘business as usual’ non è più un’opzione. Se vogliamo fornire cibo nutriente a una popolazione globale in crescita e raggiungere gli obiettivi climatici e naturalistici globali, alla COP28 c’è l’opportunità per i sistemi alimentari di ottenere finalmente il riconoscimento che merita come soluzione critica per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici“.

Il professor Sir David Nabarro, Direttore Strategico presso la 4SD Foundation, ha accolto con favore il crescente focus internazionale sui sistemi alimentari, iniziato con il summit ONU sui sistemi alimentari del 2021 che ha gettato le basi per la trasformazione globale dei sistemi alimentari per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030.

Nabarro ha evidenziato che la COP28 darà una notevole attenzione ai sistemi alimentari, più di quanto abbia mai visto in precedenza in una conferenza climatica annuale. La dichiarazione dei leader è fondamentale per un processo biennale durante il quale i paesi convergeranno il loro lavoro sui cambiamenti climatici e sui sistemi alimentari a beneficio degli agricoltori e dei consumatori.

La quantità esatta di leader che firmerà la dichiarazione rimane sconosciuta, ma si prevede che sarà significativa. Questo impegno a livello di capi di stato e di governo è cruciale per integrare gli obiettivi climatici e quelli alimentari. Coloro che non si uniranno a questo sforzo potrebbero essere chiamati a spiegare le ragioni del loro rifiuto.

Sfide importanti includono l’adozione di pratiche più sostenibili tra gli agricoltori a livello mondiale. È necessario ottenere maggiori impegni finanziari da parte dei governi, delle banche e delle imprese per raggiungere gli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, per proteggere la natura e trasformare i sistemi alimentari.

Le attuali politiche e regolamentazioni devono essere riviste per favorire il mercato e le condizioni commerciali a favore di cibi sani e sostenibili. Attualmente, solo il 3% dei finanziamenti climatici è dedicato ai sistemi alimentari, nonostante essi siano responsabili di un terzo delle emissioni di gas serra. Solamente l’1,7% è destinato agli agricoltori a piccola scala, che producono circa un terzo del cibo mondiale.

Questo mette in evidenza la necessità per i decisori politici e gli attori di mercato di rivedere la distribuzione dei profitti in modo più equo, permettendo ai contadini di operare in modo più adatto alle condizioni locali.

Un’altra sfida derivante dalla trasformazione dei sistemi alimentari è l’aumento previsto dei costi per i produttori e, di conseguenza, gli aumenti dei prezzi per i consumatori. È una questione che richiede un’attenzione particolare e una risposta efficace.

Le prospettive sono incoraggianti, sempre più aziende sembrano orientate verso la produzione di beni sostenibili, a dispetto del modello predominante in passato.

Ugo Bellini

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