Nubifragio in Liguria di giovedì 20 agosto, piogge intense tra Rapallo e Chiavari: allagamenti nel Tigullio

Piogge molto abbondanti hanno colpito il Levante genovese, con allagamenti tra Chiavari e Lavagna e un monitoraggio costante dei livelli idrometrici.

Una fase di maltempo intensa ha interessato la Liguria nella giornata di giovedì 20 agosto 2026, con il settore centrale e il Levante particolarmente esposti a rovesci e temporali. Nel Tigullio le precipitazioni hanno provocato allagamenti a Chiavari e Lavagna, mentre la Protezione Civile regionale ha seguito l’evoluzione di una cella temporalesca persistente tra Rapallo, Cicagna, Coreglia e Orero. Il dato più prudente disponibile indica accumuli compresi nella notte tra 120 e 140 millimetri, variabili secondo la zona.

Temporale intenso sul Tigullio tra Rapallo e Chiavari

Un sistema temporalesco persistente ha scaricato precipitazioni molto abbondanti sul Tigullio, favorendo allagamenti e una rapida risposta dei corsi d’acqua nel Levante genovese. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Gli effetti più concreti sono stati osservati nella viabilità urbana e negli spazi interrati. Diversi scantinati sono risultati allagati a Chiavari e Lavagna, mentre alcuni sottopassi hanno raccolto rapidamente l’acqua piovana. In via Nino Bixio, a Lavagna, i Vigili del Fuoco hanno soccorso una persona rimasta bloccata all’interno del proprio furgone. L’intervento conferma la rapidità con cui le precipitazioni intense possono trasformare in pochi minuti una criticità locale in un problema per la circolazione.

Sul Centro-Levante ligure era attiva un’allerta gialla, associata al rischio di fenomeni temporaleschi intensi e di effetti locali sul territorio. In Liguria il sistema di allertamento viene costruito su valutazioni meteorologiche e idrologiche aggiornate per zone e fasce orarie. Questo significa che la situazione può cambiare rapidamente anche quando il livello di allerta resta moderato, soprattutto in presenza di nuclei temporaleschi stazionari o molto lenti.

La risposta dei corsi d’acqua rappresenta l’aspetto più delicato nelle ore successive agli scrosci. Quando il terreno è già saturo e le precipitazioni insistono sugli stessi bacini, i livelli idrometrici possono aumentare in modo repentino, con tempi di reazione molto brevi nei torrenti più piccoli. Il monitoraggio non riguarda quindi soltanto la quantità totale di pioggia, ma anche la sua intensità, la durata e la concentrazione sui singoli bacini.

Le indicazioni operative diffuse durante la mattinata descrivevano rovesci e temporali sparsi, localmente intensi, con la possibilità di grandinate di piccole o medie dimensioni. La presenza di una cella persistente rende più complessa la previsione puntuale: il fenomeno può rimanere circoscritto, ma scaricare in breve tempo quantità elevate di acqua sulla stessa area. Per questo le segnalazioni vengono valutate insieme ai dati radar, alle stazioni pluviometriche e all’osservazione diretta del territorio.

Il peggioramento non è rimasto confinato al Tigullio. Altri temporali di forte intensità hanno interessato anche l’Imperiese, inserendosi in un quadro regionale caratterizzato da instabilità diffusa. La distribuzione dei fenomeni è stata irregolare: alcune località hanno ricevuto precipitazioni molto consistenti, mentre altre sono state coinvolte solo marginalmente. Questa differenza territoriale è tipica delle configurazioni temporalesche estive, nelle quali pochi chilometri possono separare accumuli rilevanti da aree con piogge più contenute.

Tra Rapallo e Chiavari l’attenzione si è concentrata sulla persistenza della struttura temporalesca e sulla possibile ricaduta sui bacini del Levante genovese. Il termine supercella, utilizzato per descrivere una struttura convettiva organizzata e dotata di una rotazione interna, richiede comunque una conferma tecnica basata sull’analisi radar e meteorologica. Le informazioni disponibili documentano una cella persistente, ma non consentono di trasformare automaticamente ogni segnalazione in una classificazione definitiva dell’evento.

La Sala Operativa regionale della Protezione Civile ha mantenuto il controllo sull’evoluzione delle precipitazioni e dei possibili effetti al suolo. Nelle prime informazioni diffuse non risultavano criticità generalizzate, ma la situazione restava dinamica e soggetta a nuovi aggiornamenti. In presenza di temporali autorigeneranti, infatti, l’assenza di problemi estesi non esclude episodi circoscritti di allagamento, difficoltà nei sottopassi o innalzamenti improvvisi dei torrenti.

L’episodio mostra ancora una volta la differenza tra la scala regionale dell’allerta e quella molto più minuta degli impatti. Un’allerta gialla segnala la possibilità di fenomeni ed effetti locali, non l’assenza di pericolo. Nel Levante ligure la conformazione dei bacini, la vicinanza tra rilievi e costa e la presenza di aree urbane attraversate da corsi d’acqua rendono particolarmente importante seguire gli aggiornamenti ufficiali e non sottovalutare le precipitazioni concentrate.

La combinazione tra temporali organizzati, piogge ripetute e bacini di piccole dimensioni spiega perché gli effetti possano risultare sproporzionati rispetto alla durata apparente del singolo rovescio. Non è soltanto l’accumulo finale a determinare il rischio: conta soprattutto dove e con quale intensità l’acqua cade. L’interpretazione più solida, alla luce dei dati disponibili, è quella di un evento a forte variabilità spaziale, nel quale la persistenza locale ha avuto un ruolo decisivo.

Nelle ore successive il principale elemento da osservare è l’eventuale formazione di nuovi nuclei temporaleschi sulle stesse aree già colpite. Se le precipitazioni dovessero concentrarsi ancora sui bacini del Centro-Levante, i livelli dei torrenti potrebbero continuare a rispondere rapidamente; se invece le celle si spostassero o si indebolissero, la pressione sul reticolo idrografico diminuirebbe gradualmente. Le previsioni puntuali restano subordinate all’evoluzione radar e agli aggiornamenti di Arpal e Protezione Civile.

Il quadro operativo richiede quindi attenzione soprattutto nelle aree soggette ad allagamenti ricorrenti, nei sottopassi e lungo i corsi d’acqua minori. La possibilità di grandinate e rovesci intensi rende inoltre prudente limitare gli spostamenti non necessari durante il passaggio dei temporali. Ogni valutazione sui danni complessivi, sugli accumuli definitivi e sull’eventuale estensione delle criticità dovrà attendere i dati consolidati e le comunicazioni ufficiali successive.

Giancarlo Colapinto

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