La settimana appena iniziata apre una delle fasi più interessanti dell’estate per chi ama osservare il cielo. La Luna si avvicina alla fase di novilunio, prevista il 14 luglio 2026, mentre dal 17 luglio entrerà ufficialmente nel periodo di attività lo sciame meteorico delle Perseidi, destinato a crescere gradualmente fino al picco di agosto. Non si tratta ancora del momento di massima intensità, ma le condizioni saranno già favorevoli per iniziare a seguire l’evoluzione dello sciame lontano dalle luci delle città.
La Luna Nuova prepara il cielo estivo più scuro
Il novilunio rappresenta una fase particolarmente utile per l’osservazione astronomica perché il nostro satellite, trovandosi nella stessa regione apparente del cielo occupata dal Sole, non illumina la volta notturna. Nel luglio 2026 la Luna Nuova arriverà il 14 luglio alle 09:43 UTC, cioè alle 11:43 in Italia, e renderà più agevole distinguere le stelle meno luminose, la Via Lattea e le scie lasciate dalle meteore. Il vantaggio sarà maggiore nelle aree rurali, montane e costiere lontane dall’inquinamento luminoso.

La finestra più interessante non riguarda soltanto la notte esatta del novilunio. Anche le serate immediatamente successive conserveranno condizioni abbastanza buone, perché la sottile falce crescente resterà inizialmente poco invasiva e tramonterà relativamente presto. Questo permetterà agli osservatori di dedicarsi sia alle prime Perseidi sia agli altri oggetti celesti visibili nel cielo estivo, soprattutto nelle ore più avanzate della notte, quando il cielo diventa progressivamente più scuro e il radiante dello sciame sale sull’orizzonte.
Perseidi attive dal 17 luglio, massimo ad agosto
Le Perseidi saranno attive dal 17 luglio al 24 agosto 2026. Il loro numero aumenterà con gradualità durante le settimane estive, fino a raggiungere il massimo nella notte tra il 12 e il 13 agosto. È quindi importante distinguere l’inizio dello sciame dal suo picco: già da metà luglio potranno comparire alcune meteore riconducibili alle Perseidi, ma l’attività sarà inizialmente più contenuta rispetto a quella attesa nella prima metà di agosto.
Lo sciame nasce dal passaggio della Terra attraverso la nube di particelle lasciata lungo la propria orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando questi piccoli frammenti entrano nell’atmosfera ad alta velocità, si riscaldano e producono le scie luminose che chiamiamo comunemente stelle cadenti. Il nome Perseidi deriva dalla costellazione di Perseo, la zona del cielo dalla quale le meteore sembrano provenire per effetto della prospettiva, anche se possono attraversare ampie porzioni della volta celeste.

Secondo i calendari astronomici, nelle condizioni ideali le Perseidi possono arrivare a produrre fino a circa cento meteore all’ora durante il massimo teorico. Questo valore, tuttavia, non corrisponde a ciò che ogni osservatore vedrà realmente: nuvole, foschia, luci artificiali, posizione del radiante e trasparenza dell’atmosfera possono ridurre sensibilmente il numero delle scie visibili. Anche per questo la qualità del luogo di osservazione conta spesso più dell’attrezzatura utilizzata.
Come organizzare l’osservazione dall’Italia
Per osservare le Perseidi non servono necessariamente telescopi o binocoli. È preferibile scegliere un’area con orizzonte ampio, spegnere le luci nelle vicinanze e lasciare agli occhi almeno venti minuti per adattarsi al buio. Conviene sdraiarsi o utilizzare una sedia reclinabile, guardando una porzione di cielo abbastanza ampia e non fissando soltanto la costellazione di Perseo: le meteore possono comparire lontano dal radiante e attraversare il firmamento con traiettorie molto diverse.
Le ore migliori saranno generalmente quelle dopo la mezzanotte e soprattutto prima dell’alba, quando il radiante delle Perseidi raggiunge una maggiore altezza nel cielo dell’emisfero settentrionale. Nelle prime serate di attività, invece, sarà possibile intercettare soltanto una parte delle meteore potenziali. L’osservazione può comunque essere interessante perché permette di seguire l’incremento dello sciame giorno dopo giorno, in attesa del periodo centrale di agosto.
Il calendario di luglio propone inoltre altri appuntamenti celesti. Le Alfa Capricornidi sono attive dall’inizio del mese fino a metà agosto, mentre le Delta Aquaridi Meridionali iniziano a diventare osservabili proprio nella seconda parte di luglio e raggiungeranno il massimo alla fine del mese. Questi sciami hanno caratteristiche differenti e, alle nostre latitudini, possono offrire qualche meteora aggiuntiva sullo sfondo dell’attività estiva, anche se l’attenzione principale resterà concentrata sulle Perseidi.
Per chi desidera fotografare il cielo, la fase di Luna Nuova è utile perché riduce il chiarore diffuso nelle immagini e migliora il contrasto tra stelle e paesaggio. È consigliabile utilizzare un cavalletto stabile, una lunga esposizione e un’inquadratura che comprenda una parte del terreno, così da dare profondità alla scena. La presenza di una meteora nel fotogramma resta imprevedibile: la pazienza e una sequenza di scatti aumentano le probabilità di ottenere un risultato significativo.
La combinazione tra il novilunio del 14 luglio e l’avvio delle Perseidi dal 17 luglio rende dunque questa settimana un buon momento per ricominciare a guardare il cielo con attenzione. Il vero spettacolo arriverà ad agosto, ma le prime notti senza una Luna luminosa offriranno già un contesto favorevole per riconoscere le costellazioni, individuare il radiante e seguire l’avvicinamento al picco. Serviranno soltanto cieli sereni, pazienza e un luogo sufficientemente buio.




