Mercoledì 23 settembre 2026 l’attenzione meteorologica si concentra su Calabria, Sicilia e Sardegna. Il bollettino nazionale della Protezione Civile indica una situazione di ordinaria criticità, corrispondente al livello di allerta gialla, per fenomeni temporaleschi e rischio idrogeologico in diversi settori delle tre regioni. La previsione descrive precipitazioni locali, anche a carattere di rovescio o temporale, all’interno di un quadro ancora instabile ma non uniforme.

L’allerta gialla riguarda mercoledì 23 settembre 2026 diversi settori di Calabria, Sicilia e Sardegna, con possibili rovesci e temporali localizzati. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
In Calabria l’allerta per temporali e rischio idraulico riguarda il versante tirrenico meridionale e il versante jonico meridionale. La delimitazione per zone omogenee significa che il provvedimento non descrive allo stesso modo ogni comune della regione, ma individua i settori nei quali le condizioni atmosferiche previste possono produrre effetti più rilevanti. La prudenza resta quindi necessaria soprattutto durante il passaggio dei rovesci più intensi e nelle aree già sensibili al deflusso dell’acqua.
La Sicilia presenta il quadro più articolato, perché l’allerta gialla per rischio temporali comprende numerose zone dell’isola e delle isole minori. Sono interessati, tra gli altri, i settori sud-orientali, nord-orientali, tirrenici, nord-occidentali e centro-meridionali, oltre al bacino del Simeto e alle isole Eolie, Egadi, Ustica, Pantelleria e Pelagie. La distribuzione ampia non implica precipitazioni continue ovunque: i fenomeni sono attesi in modo irregolare e con intensità variabile.
In Sardegna la criticità indicata per mercoledì riguarda il rischio idrogeologico in quattro ambiti: Iglesiente, Campidano, bacini Montevecchio-Pischilappiu e bacino del Tirso. Il bollettino non estende automaticamente lo stesso livello a tutta l’isola, ma segnala le aree nelle quali la combinazione tra precipitazioni previste e caratteristiche del territorio può favorire problemi localizzati. La valutazione riguarda dunque gli effetti potenziali al suolo, non soltanto la presenza delle nubi.
L’origine del peggioramento è collegata alla presenza di aria più fresca in quota e a una circolazione ciclonica ancora attiva sui Balcani e sul Mediterraneo meridionale. Il contrasto tra masse d’aria differenti può favorire lo sviluppo di convezione, soprattutto dove il riscaldamento del suolo e la disponibilità di umidità contribuiscono alla formazione di nubi a maggiore sviluppo verticale. Si tratta di un meccanismo tipico delle fasi di transizione stagionale, quando il quadro può cambiare rapidamente anche nell’arco della stessa giornata.
Le indicazioni previsionali disponibili descrivono precipitazioni da isolate a sparse, con quantitativi generalmente deboli ma localmente moderati nelle aree più esposte. Il carattere temporalesco rende difficile stabilire in anticipo la posizione precisa dei nuclei, perché celle vicine possono produrre piogge molto diverse in pochi chilometri. Per questo l’allerta non va interpretata come la certezza di un nubifragio generalizzato, ma come un avviso sui possibili effetti di fenomeni localmente intensi.
Sul piano termico, l’ingresso di correnti settentrionali ha già favorito un calo delle temperature massime in parte del Paese, mentre i valori sono destinati a rientrare progressivamente nella normalità stagionale. Le aree ioniche e la Sicilia orientale restano più esposte all’influenza dell’aria fresca, mentre sul resto dell’Italia prevalgono condizioni più stabili. Il passaggio segna quindi un cambio di assetto rispetto alla fase ancora tardo-estiva, senza configurare un raffreddamento uniforme e duraturo su tutta la penisola.
Durante i temporali è opportuno evitare di sostare presso corsi d’acqua, sottopassi, valloni e aree depresse, oltre a prestare attenzione alla guida su strade già bagnate. La Protezione Civile raccomanda di seguire gli aggiornamenti ufficiali e le indicazioni delle autorità locali, perché le criticità possono essere molto circoscritte. In presenza di fulminazioni, vento improvviso o visibilità ridotta, la scelta più sicura è interrompere le attività esposte e cercare riparo in un edificio.
L’instabilità sulle regioni meridionali non esaurisce il quadro della settimana. Le previsioni indicano infatti il possibile passaggio, tra la serata di giovedì e venerdì 25 settembre, di un nuovo nucleo di aria fresca di matrice nord-europea. Il sistema potrebbe interessare soprattutto il versante orientale della penisola, con un aumento della ventilazione e nuove piogge o temporali lungo l’Adriatico e fino al Meridione. Si tratta però di una tendenza da verificare con i successivi aggiornamenti.
La lettura complessiva dei bollettini suggerisce un episodio a distribuzione irregolare, nel quale la criticità dipende più dalla localizzazione dei rovesci che dall’estensione uniforme del maltempo. Anche precipitazioni non eccezionali, se concentrate in breve tempo, possono determinare ruscellamenti, innalzamenti rapidi dei piccoli corsi d’acqua e difficoltà temporanee nella viabilità. L’attenzione deve quindi concentrarsi sull’evoluzione radar e sugli aggiornamenti regionali, non soltanto sull’aspetto del cielo.
Il livello giallo rappresenta una criticità ordinaria e non equivale a una situazione di emergenza generalizzata. È tuttavia un segnale operativo che invita a considerare possibili disagi localizzati e a mantenere attive le procedure di monitoraggio. Calabria, Sicilia e Sardegna presentano caratteristiche territoriali differenti, perciò la risposta concreta può cambiare tra aree costiere, bacini fluviali, zone collinari e settori urbanizzati. La prudenza dovrà essere modulata sulle comunicazioni degli enti competenti.
Nelle prossime ore sarà importante verificare se i temporali resteranno brevi e isolati oppure se alcune celle tenderanno a insistere sulle stesse aree. Questo secondo scenario, non dato per certo, aumenterebbe la possibilità di effetti al suolo, soprattutto nei bacini già indicati dal bollettino. Altrettanto rilevante sarà osservare l’eventuale estensione dell’instabilità verso nuove zone, perché la previsione convettiva mantiene margini di incertezza più elevati rispetto a quella delle precipitazioni stratiformi.
Il passaggio del 23 settembre si colloca nella fase di transizione verso l’autunno astronomico e meteorologico, con un’atmosfera più favorevole agli scambi tra aria calda e aria fresca. L’eventuale peggioramento atteso tra giovedì sera e venerdì potrebbe rappresentare una nuova occasione di instabilità, ma non consente ancora di definire intensità e distribuzione dei fenomeni. Le valutazioni dovranno quindi essere aggiornate sulla base dei bollettini ufficiali e delle osservazioni locali.
Il dato più significativo non è l’idea di un’ondata di maltempo uniforme, ma la presenza di una vulnerabilità differenziata. La Protezione Civile segnala infatti aree precise in cui temporali, piogge concentrate e risposta dei bacini possono creare disagi. L’allerta gialla funziona come uno strumento di prevenzione: non anticipa necessariamente danni, ma richiama l’attenzione su una combinazione di fattori atmosferici e territoriali che merita sorveglianza.
Lo scenario più concreto da seguire riguarda il possibile nuovo impulso fresco previsto tra il 24 e il 25 settembre. Se la traiettoria verrà confermata, l’instabilità potrebbe trasferirsi o ampliarsi verso il versante orientale italiano, accompagnata da venti più vivaci e da un calo termico più percepibile. Al momento non è possibile stabilire se il sistema produrrà criticità paragonabili a quelle del 23 settembre: la valutazione dipenderà dall’evoluzione dei modelli e dagli avvisi regionali.


















