Enrico D'Orsi, 2 Agosto 2026 - Tempo di lettura: meno di 5 minuti
Caldo intenso in Veneto, allerta per disagio fisico fino a lunedì: temporali solo sui rilievi
Il fine settimana resta segnato da temperature elevate e umidità persistente, mentre l'instabilità pomeridiana rimane confinata soprattutto alle aree montane.
Il Veneto si prepara ad affrontare un nuovo fine settimana caratterizzato da caldo intenso, afa diffusa e condizioni di disagio fisico. Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale ha diramato una nuova segnalazione legata allo stress termico, valida fino a lunedì, mentre le previsioni indicano una fase ancora molto calda soprattutto sulle aree di pianura. I temporali attesi nelle prossime ore dovrebbero invece interessare in prevalenza la montagna, senza modificare in modo significativo il quadro rovente del resto della regione.
Approfondimento collegato all’articolo “Caldo intenso in Veneto, allerta per disagio fisico fino a lunedì: temporali solo sui rilievi”.
Allerta climatica e condizioni di disagio diffuse sul territorio regionale
La comunicazione della Protezione Civile non equivale a un’allerta per fenomeni violenti estesa a tutto il territorio, ma segnala una situazione meteorologica potenzialmente gravosa per la salute. Il disagio fisico viene valutato considerando non soltanto la temperatura dell’aria, ma anche l’umidità relativa e la ventilazione. Quando il calore si combina con notti poco rinfrescanti e scarsa ventilazione, l’organismo fatica maggiormente a disperdere il calore accumulato durante il giorno.
Caldo. Confermato l’allarme per disagio fisico in Veneto fino al 16 agosto
La fase più delicata riguarda le zone pianeggianti e pedemontane, dove la combinazione tra temperature elevate e umidità può rendere l’afa più persistente rispetto alle aree montane. In questi contesti il disagio tende ad aumentare nelle ore centrali e nel primo pomeriggio, ma può restare sensibile anche dopo il tramonto se le temperature minime non scendono abbastanza. La situazione richiede particolare attenzione per anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche e lavoratori esposti al sole.
Approfondimento collegato all’articolo “Caldo intenso in Veneto, allerta per disagio fisico fino a lunedì: temporali solo sui rilievi”.
Tra i compiti del Datore di Lavoro vi è la redazione e l’aggiornamento del Documento di Valutazione del Rischio (DVR) nel quale devono essere presi in considerazione e gestiti tutti i rischi degli ambienti di lavoro. Tra tali rischi vi è anche quello legato all’esposizione a elevate temperature: un utile supporto è fornito dalle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” (approvate in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nella seduta del 19 giugno 2025).Il datore di lavoro deve inoltre garantire ai lavoratori sufficiente e adeguata informazione sugli effetti del calore, in una lingua comprensibile al lavoratore.Particolarmente a rischio sono i lavoratori che svolgono attività all’aperto, ai quali è raccomandato di:non lavorare a torso nudo;indossare abiti leggeri a trama fitta, traspirante e di colore non bianco, a meno che non si tratti di abbigliamento tecnico con certificata protezione dalla radiazione UV;fare pause in zone ombreggiate anche se non si è particolarmente stanchi. Altre importanti misure di protezione sono:limitare i tempi di esposizione mediante rotazione del personale;definire specifiche procedure aziendali per la gestione del rischio;favorire l’acclimatamento quando esiste uno sbalzo termico fra ambienti diversi, ad esempio utilizzando ambienti di passaggio con condizioni termiche intermedie;rendere disponibile acqua fresca sul posto di lavoro, con la raccomandazione che i lavoratori facciano la massima attenzione al loro stato di idratazione;adeguare l’alimentazione sia durante l’attività lavorativa che in previsione di condizioni termiche complesse. Il datore di lavoro, laddove previsto, deve garantire la sorveglianza sanitaria per valutare lo stato di salute dei lavoratori a rischio in particolare quelli portatori di patologie croniche o che assumono farmaci, nei confronti dei quali andrebbero adottate particolari precauzioni (cardiopatici, asmatici e broncopatici cronici, ipertesi, diabetici, obesi, etc…).Nei periodi in cui si prevede caldo intenso, è necessario verificare ogni giorno le previsioni e le condizioni meteorologiche - mediante consultazione del portale https://www.worklimate.it - e valutare attentamente la temperatura dell’aria e l'umidità relativa.In tutte le lavorazioni all’aperto e nelle lavorazioni che avvengono in ambienti chiusi non climatizzati, ove le condizioni termiche siano influenzate dalle condizioni meteoclimatiche esterne, è raccomandato il rispetto delle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”.Con Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 58 del 16 giugno 2026 è stato vietato lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia a partire dal 17 giugno 2026 e fino al 31 agosto 2026, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, qualora - nonostante l’adozione di specifiche misure di prevenzione da parte del Datore di lavoro come previste dalle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” - lo stress da calore comporti rischi rilevanti per la salute del lavoratore, limitatamente ai soli giorni e alle aree in cui la mappa del rischio indicata sul sito Worklimate riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”.Il divieto non trova applicazione per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità purché siano applicate idonee misure organizzative ed operative che riducano il rischio ad un livello accettabile. In questo contesto, le interruzioni dell'attività lavorativa dovute all'esecuzione dell’Ordinanza possono rientrare nella fattispecie di cui all'art. 121, comma 6 del D.Lgs. n. 36/2023, con la possibilità di rinegoziare i termini concordati per l'adempimento, senza applicazione di penali e senza comportare la risoluzione del contratto.Con OPGR N. 71 del 1 luglio 2026 tale divieto è stato esteso anche alle attività lavorative svolte nei cantieri stradali, nella logistica di piazzale e nella consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano, con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote che comportano una esposizione prolungata al sole, ed altresì nei luoghi di produzione del vetro artistico che determinano l’esposizione ad ambienti termici severi.Inoltre, si raccomanda ai Datori di lavoro di valutare, nell'ambito dell'organizzazione del lavoro, la rimodulazione degli orari di lavoro e l'adozione di ogni ulteriore misura organizzativa idonea a ridurre l'esposizione dei lavoratori alle alte temperature, con particolare riguardo alle fasce orarie caratterizzate da maggiore rischio, esercitando il proprio ruolo con senso di responsabilità e privilegiando, ove possibile, le soluzioni più idonee a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratoriFAQ ORDINANZA N. 58 DEL 16 GIUGNO 2026 E ORDINANZA N. 71 DEL 1 LUGLIO 20261.- Lavoratori autonomi: applicazione dell'ordinanza nei loro confronti (distinzione tra autonomi che operano all'interno di un cantiere e gli altri)Le Ordinanze del Presidente della Giunta Regionale n. 58 del 16 giugno 2026 e n. 71 del 1 luglio 2026 non si applicano ai lavoratori autonomi a meno che non esercitino la propria attività all’interno di un cantiere (edile e stradale o di ingegneria civile) temporaneo o mobile dove, ai sensi dell’art. 94 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., dovranno adeguarsi alle indicazioni fornite del coordinatore per l’esecuzione dei lavori.2.- Cantieri edili e stradali o di ingegneria civile: le ordinanze si applicano a tutte le imprese/lavoratori autonomi che operano all’interno del cantiere o solo a quelle il cui codice ATECO è riferibile alle attività edili?Le Ordinanze del Presidente della Giunta Regionale n. 58 del 16 giugno 2026 e n. 71 del 1 luglio 2026 si applicano a tutte le imprese, afferenti a qualsiasi codice ATECO, che prestano la loro opera all’interno di cantieri edili e stradali o di ingegneria civile. In particolare, per quanto riguarda i lavoratori autonomi si faccia riferimento alla FAQ “Lavoratori autonomi: si applica l'ordinanza nei loro confronti (distinzione tra autonomi che operano all'interno di un cantiere e gli altri)”.3.- Cantieri edili e stradali o di ingegneria civile: cosa si intende per attività lavorative all'apertoSi intendono i lavori previsti dall'Allegato X del D.Lgs. 81/08. Tra essi rientrano, a mero titolo esemplificativo, i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, ristrutturazione di opere edilizie, il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati, che, come tali, si svolgono all’aperto con conseguente esposizione prolungata al sole. Per "esposizione prolungata al sole" si intende lo svolgimento di attività lavorativa sotto diretto irraggiamento solare, non transitorio ma protratto nel tempo, nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00.4.- Lavorazioni indoor ad alte temperature, senza (o con insufficienti) impianti di raffreddamento.Premesso che il rischio calore è uno dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro e come tale deve essere valutato e gestito dal Datore di Lavoro nell’ambito del DVR, le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” adottate da ultimo con DGR n. 568 del 16 giugno 2026 e richiamate anche dall'Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 71 del 1 luglio 2026, forniscono utili indicazioni per i datori di lavoro ed i lavoratori da mettere in atto per contrastare i fenomeni correlati all’esposizione a temperature elevate. Tra le indicazioni vi sono la rimodulazione degli orari di lavoro e l'adozione di ogni ulteriore misura organizzativa idonea a ridurre l'esposizione dei lavoratori alle alte temperature, con particolare riguardo alle fasce orarie caratterizzate da maggiore rischio, esercitando il proprio ruolo con senso di responsabilità e privilegiando, ove possibile, le soluzioni più idonee a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.5.- Nel centro logistico dove lavoro non sono presenti sistemi di condizionamento o comunque luoghi freschi, come mi possono tutelare? Si veda il quesito precedente “Lavorazioni indoor ad alte temperature, senza (o con insufficienti) impianti di raffreddamento”. 6.- Si possono anticipare le lavorazioni outdoor anche laddove i regolamenti comunali non lo prevedano?L’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 71 del 1 luglio 2026 raccomanda, in via generale, ai Comuni del Veneto di valutare l’opportunità di derogare, temporaneamente e previa verifica della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche. In ogni caso per conoscere gli orari in cui sono possibili le lavorazioni che si svolgono all’aperto o nei cantieri edili e stradali o di ingegneria civile, ci si deve sempre riferire a quanto previsto dai singoli Regolamenti comunali.7.- Ho un'attività di manutenzione del verde pubblico e privato, chiedo se è possibile anticipare l'inizio delle attività al mattino ore 5:00 - 5:30 - cercando di utilizzare il più possibile attrezzatura elettrica - senza incorrere in sanzioni per il disturbo della quiete pubblica.Si veda il quesito precedente “Anticipo delle lavorazioni outdoor in contrasto con i regolamenti comunali?”.8.- L'Ordinanza si applica a lavori all'aperto diversi da Agricoltura ed Edilizia (ausiliare sosta, ecocentri, etc.)? Come ci si può proteggere?L’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 71 del 1 luglio 2026 si applica ai seguenti settori:agricoloflorovivaistico cantieri edili all’aperto cantieri stradalicave logistica di piazzaleconsegna di beni per conto altrui, in ambito urbano, con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote che comportano una esposizione prolungata al soleluoghi di produzione del vetro artistico che determinano l’esposizione ad ambienti termici severi.Inoltre, come già richiamato nei quesiti precedenti, la medesima Ordinanza prevede che, in tutte le lavorazioni all’aperto e che avvengono in ambienti chiusi non climatizzati, ove le condizioni termiche siano influenzate dalle condizioni meteoclimatiche esterne, è raccomandato il rispetto delle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” - adottate da ultimo con DGR n. 568 del 16 giugno 2026 - all’interno delle quali si ritrovano delle utili indicazioni per i datori di lavoro ed i lavoratori da mettere in atto per contrastare i fenomeni correlati all’esposizione a temperature elevate.
Pianura rovente, sollievo limitato dai temporali montani
Il contrasto territoriale più evidente sarà tra la pianura, dove il caldo resterà dominante, e i rilievi, dove l’attività convettiva potrà favorire lo sviluppo di rovesci o temporali nelle ore pomeridiane. La presenza di nubi e precipitazioni sulle montagne non implica però un generale cambiamento della massa d’aria. In pianura il sole dovrebbe continuare a sostenere valori termici elevati, con una sensazione di calore accentuata dall’umidità e dalla scarsa efficacia dei temporanei rimescolamenti.
Meteo, domani si attenua il caldo sulla montagna veneta. Allerta gialla per disagio fisico su pedemontana e pianura
Le aree alpine e prealpine potranno quindi osservare un’evoluzione più variabile, con la possibilità di fenomeni localizzati e difficili da distribuire in modo uniforme. Un temporale di montagna può produrre un calo termico circoscritto e temporaneo, senza estendere automaticamente i suoi effetti alle città e alle campagne della pianura. Per questo motivo le previsioni vanno lette distinguendo chiaramente tra la componente instabile dei rilievi e la persistenza anticiclonica attesa sui settori meridionali e pianeggianti del Veneto.
Secondo il quadro previsionale disponibile, la fase calda non dovrebbe esaurirsi rapidamente: in pianura le temperature potrebbero mantenersi su livelli molto elevati almeno fino al 10 agosto, salvo variazioni locali legate alla nuvolosità o a eventuali passaggi temporaleschi. Il dato più importante non è soltanto il valore massimo raggiunto durante il giorno, ma la durata complessiva dell’episodio. Una sequenza prolungata di giornate afose aumenta infatti il carico termico sull’organismo e rende più difficile recuperare durante la notte.
Perché l’afa può diventare il principale fattore di rischio
Il disagio fisico non dipende esclusivamente dal termometro. L’umidità ostacola l’evaporazione del sudore, che rappresenta uno dei principali meccanismi con cui il corpo disperde il calore. Se l’aria è molto umida, la sudorazione risulta meno efficace e la temperatura percepita può risultare superiore a quella misurata. In un periodo prolungato, questa condizione può favorire spossatezza, disidratazione e peggioramento delle condizioni di salute nelle persone più vulnerabili.
Meteo e salute, Venturini: “Sul sito di Arpav l’indice di disagio fisico in tempo reale. Uno strumento di consapevolezza e tutela contro l’afa”
Le indicazioni di prudenza restano quindi semplici ma importanti: limitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, bere con regolarità e prestare attenzione ai segnali di affaticamento. Particolare cautela è richiesta durante il lavoro all’aperto e nelle attività fisicamente impegnative. La Regione Veneto ha previsto misure specifiche per ridurre il rischio da stress termico nei settori più esposti, subordinandole alle condizioni di rischio indicate dagli strumenti previsionali dedicati.
La durata dell’episodio sarà più importante del singolo picco
L’interpretazione più significativa del quadro attuale riguarda la persistenza. Le informazioni disponibili descrivono una fase nella quale il caldo non si presenta come un episodio isolato, ma come una condizione destinata a ripetersi per più giorni, con un impatto crescente soprattutto nelle aree urbanizzate e nella pianura. L’asfalto e gli edifici trattengono parte dell’energia accumulata durante il giorno, contribuendo a mantenere elevate le temperature serali e notturne. In questo contesto, anche temporali confinati ai rilievi possono offrire un sollievo soltanto locale.
La segnalazione per disagio fisico va dunque letta come un invito a seguire l’evoluzione dei bollettini e non come una previsione uniforme per ogni località. Le condizioni possono cambiare rapidamente tra pianura, pedemontana e montagna, così come possono variare nell’arco della stessa giornata. Il monitoraggio di temperatura, umidità e ventilazione resta essenziale per valutare l’effettivo impatto del caldo, soprattutto quando le massime rimangono elevate per diversi giorni consecutivi.
Cosa osservare nei prossimi giorni tra pianura e rilievi
Fino a lunedì il principale elemento da seguire sarà la conferma dell’allerta climatica e l’eventuale estensione del disagio alle diverse zone regionali. In montagna occorrerà invece prestare attenzione alla localizzazione dei temporali, soprattutto nelle ore pomeridiane, perché la loro presenza potrà essere irregolare e non necessariamente collegata a un rinfrescamento duraturo in pianura. Solo un cambiamento più ampio della circolazione atmosferica potrebbe interrompere in modo netto la sequenza calda, ma le informazioni disponibili non consentono di considerarlo già acquisito.
Il possibile prolungamento delle temperature elevate fino al 10 agosto rende inoltre utile distinguere tra una semplice giornata molto calda e una vera fase di stress termico. Nel secondo caso diventano centrali la continuità dell’idratazione, la riduzione delle attività nelle ore più esposte e la protezione delle persone fragili. L’evoluzione resta affidata ai prossimi aggiornamenti previsionali, con particolare attenzione alle temperature notturne e alla capacità dei temporali montani di sconfinare verso le zone di pianura.