Una grandinata di eccezionale violenza ha colpito nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio 2026 il Piemonte occidentale, concentrandosi soprattutto nell’area del Pinerolese e in alcuni comuni del Torinese. Tra San Pietro Val Lemina, Cerreto di Carignano e le località vicine, i chicchi di ghiaccio hanno raggiunto dimensioni molto rilevanti, causando danni a numerose automobili, alle coperture degli edifici e alle strutture esposte. Le immagini circolate durante il fenomeno mostrano strade rapidamente ricoperte da uno spesso strato bianco, con acqua e grandine trascinate dal vento.

Il cuore della grandinata nel Pinerolese
Il settore maggiormente interessato è stato quello a nord di Pinerolo, con segnalazioni particolarmente importanti a San Pietro Val Lemina e nei comuni limitrofi. Secondo le prime ricostruzioni, la grandine ha assunto dimensioni comprese in alcuni casi tra 3 e 5 centimetri, mentre a Porte di Pinerolo sarebbero stati osservati chicchi fino a 7-8 centimetri di diametro. Si tratta di grandezze sufficienti a provocare ammaccature profonde sulla carrozzeria, rompere vetri e parabrezza e danneggiare persino elementi più resistenti delle abitazioni.
La distribuzione dei danni appare molto irregolare, come spesso accade con i temporali forti e organizzati: anche a pochi chilometri di distanza l’intensità può cambiare rapidamente. Oltre a San Pietro Val Lemina, sono state citate le aree di Cantalupa, Roletto, Frossasco, San Germano Chisone e Pinerolo. Nel Cuneese, invece, la grandine ha interessato anche Diano d’Alba e altri settori tra Alba e le Langhe, con chicchi segnalati fino a circa 5 centimetri.
Auto, tetti e coltivazioni colpiti
A Cerreto di Carignano la grandine ha trasformato in pochi minuti le strade e le aree di parcheggio in superfici ricoperte di ghiaccio, rendendo difficili e pericolosi gli spostamenti. Le automobili lasciate all’aperto risultano tra i beni più vulnerabili: la forza d’impatto dei chicchi può provocare ammaccature diffuse, rottura degli specchietti, crepe nei vetri e frantumazione dei lunotti. Il bilancio preciso è ancora in aggiornamento, ma le prime immagini restituiscono uno scenario di danni estesi.
Non sono stati risparmiati gli edifici. Le segnalazioni riguardano coperture, tettoie, vetrate e parti esposte delle abitazioni, mentre il vento associato al temporale ha aumentato la capacità distruttiva del fenomeno. Anche l’agricoltura rischia conseguenze pesanti, perché una grandinata di questo tipo può spezzare rami, rovinare frutti e compromettere raccolti già prossimi alla maturazione. Per una valutazione completa serviranno però sopralluoghi e stime ufficiali nelle prossime ore.
Perché il temporale è stato così violento
La dinamica atmosferica era stata individuata dai previsori regionali. Arpa Piemonte aveva evidenziato il cedimento dell’anticiclone sull’arco alpino, l’arrivo di maggiore umidità nei bassi strati e una debole intrusione di aria più fresca in quota. A questi ingredienti si sono aggiunte convergenze dei venti tra correnti provenienti dalle Alpi e dal settore marino, condizioni favorevoli allo sviluppo di una convezione molto intensa e alla formazione di celle temporalesche capaci di produrre grandine di grandi dimensioni.

Il temporale ha avuto caratteristiche organizzate e, secondo le ricostruzioni disponibili, una struttura anche di tipo supercellulare nel Pinerolese. In questi sistemi le correnti ascensionali possono mantenere a lungo i chicchi all’interno della nube, permettendo loro di crescere prima della caduta al suolo. Quando la massa d’aria è molto umida e l’instabilità è elevata, il passaggio dalla fase calda e afosa a quella temporalesca può essere rapido e accompagnato da raffiche, fulminazioni, nubifragi e improvvisi allagamenti.
Allerta e fenomeni attesi nelle prossime ore
Arpa Piemonte aveva emesso una situazione di allerta gialla per temporali, indicando il rischio di raffiche di vento, grandine anche di grandi dimensioni, fulminazioni e locali allagamenti. La previsione sottolineava l’estensione dei temporali dalle Alpi verso le pianure durante il pomeriggio, con i fenomeni più intensi attesi sui settori meridionali e un successivo spostamento verso le zone orientali. In serata, l’attività temporalesca avrebbe potuto interessare soprattutto il Piemonte settentrionale e le pianure.
La situazione richiede prudenza anche dopo la fine della fase più intensa. La grandine accumulata può rendere scivolose le strade, mentre rami spezzati, detriti e vetri infranti ostacolano la circolazione. In caso di nuovi temporali è opportuno evitare di sostare sotto alberi o strutture precarie, non attraversare strade allagate e cercare riparo in edifici solidi. Le autorità locali e i servizi di emergenza dovranno ora completare la ricognizione dei danni e verificare eventuali criticità alla viabilità.
La grandinata del 15 luglio conferma quanto possano essere rapidi e localmente distruttivi i temporali estivi sul Piemonte quando caldo, umidità e aria più fresca in quota entrano in contrasto. Il fenomeno non ha interessato in modo uniforme l’intera regione, ma ha colpito con particolare durezza alcune aree del Torinese e del Pinerolese. Il bilancio resterà provvisorio fino alla conclusione delle verifiche, mentre resta alta l’attenzione per eventuali nuovi nuclei temporaleschi in transito nelle ore successive.





