Liguria, temporali nella notte: 21mila fulmini e raffiche fino a 100 km/h

Dopo i temporali della notte, la regione resta sotto osservazione per l'instabilità residua di martedì e per un possibile nuovo peggioramento atteso venerdì.

La Liguria si è lasciata alle spalle una notte segnata da temporali, vento e intensa attività elettrica. Tra la serata di lunedì 24 agosto e le prime ore di martedì 25 agosto sono state registrate circa 21mila fulminazioni sul territorio regionale, mentre le raffiche hanno raggiunto i 100 km/h a Monte Maure, nel territorio di Ventimiglia, e i 93 km/h a Poggio Fearza, nel comune di Montegrosso Pian Latte. Il passaggio instabile ha avuto gli effetti più intensi sulla Costa Azzurra, ma ha coinvolto anche il Ponente e il resto della Liguria.

Temporale notturno sulla costa ligure

La notte tra lunedì 24 e martedì 25 agosto ha portato sulla Liguria circa 21mila fulminazioni e raffiche fino a 100 km/h nel Ponente. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Per la giornata di martedì l’evoluzione prevista è quella di una graduale attenuazione, ma non di un ritorno immediato a condizioni pienamente stabili. ARPAL indica infatti una residua instabilità, con la possibilità di temporali forti sul Levante fino alle ore centrali e fenomeni moderati sulle zone del Centro-Ponente. Nel corso della mattinata la probabilità dei fenomeni più intensi dovrebbe diminuire, pur lasciando aperta la possibilità di rovesci localizzati.

Il quadro resta più dinamico sul settore centrale della regione. Un flusso umido potrà favorire nuove piogge in serata, anche sotto forma di rovescio, con intensità al massimo moderata secondo le indicazioni disponibili. La distribuzione dei fenomeni non sarà quindi uniforme: dopo il passaggio dei temporali notturni, il rischio principale si sposta verso episodi residui sul Levante e verso locali precipitazioni serali sul Centro.

Anche il vento e lo stato del mare richiedono attenzione. I venti sono previsti meridionali, moderati ma con rinforzi intorno ai 40-50 km/h sulle coste più esposte del Ponente e sul settore centrale. Il mare potrà risultare molto mosso sulle coste occidentali e soltanto localmente sul Levante, con una tendenza generale alla diminuzione del moto ondoso dalla serata. Si tratta di una fase meno intensa rispetto al passaggio notturno, ma ancora caratterizzata da condizioni variabili.

All’origine dell’instabilità c’è il contrasto tra una saccatura atlantica in approfondimento sulla Penisola Iberica e la presenza di un’area anticiclonica subtropicale sul Sud Italia. Questa configurazione mantiene attivo un flusso umido e rende più probabile lo sviluppo di strutture temporalesche, soprattutto quando l’aria instabile interagisce con il rilievo e con il calore ancora presente sul Mediterraneo. Il risultato è una sequenza di fasi perturbate intervallate da temporanee attenuazioni.

Nel passaggio tra la tarda serata e la mattinata, le celle temporalesche hanno mostrato caratteristiche potenzialmente insidiose: oltre ai fulmini, ARPAL aveva indicato la possibilità di forti raffiche lineari, fenomeni vorticosi isolati e grandinate con chicchi di piccole o medie dimensioni. Le raffiche lineari associate ai temporali, spesso definite downburst, possono produrre improvvisi aumenti del vento anche lontano dal nucleo principale della precipitazione.

L’allerta gialla per temporali sul Levante, inizialmente prevista fino alle 13 di martedì 25 agosto, è stata anticipata alle 12 sulla base dell’evoluzione osservata. La decisione non cancella la presenza di instabilità residua, ma segnala una riduzione della probabilità dei fenomeni più intensi nel corso della mattinata. La Sala Operativa Regionale resta comunque un riferimento durante le fasi di allerta, insieme ai monitoraggi pubblicati dagli organismi regionali competenti.

Lo sguardo va ora alla seconda parte della settimana. Le indicazioni di ARPAL descrivono un possibile peggioramento nella giornata di venerdì, ma non definiscono ancora uno scenario sufficientemente preciso per attribuire intensità, orari e aree esatte dei fenomeni. La previsione dovrà essere aggiornata nei prossimi bollettini, soprattutto per capire se il nuovo impulso instabile interesserà principalmente la costa, l’entroterra o il Levante regionale.

La sequenza osservata conferma quanto il territorio ligure possa passare rapidamente da condizioni relativamente tranquille a temporali organizzati, con effetti diversi tra costa, vallate interne e crinali. Le fulminazioni numerose e le raffiche registrate nella notte sono indicatori di una convezione atmosferica attiva, mentre la presenza di piogge concentrate in intervalli brevi mantiene significativo il rischio di disagi localizzati. Per questo la lettura dei dati in tempo reale resta più utile di una valutazione basata soltanto sulla previsione generale regionale.

Il dato delle circa 21mila fulminazioni non descrive da solo la quantità di pioggia caduta, ma restituisce la vivacità del sistema temporalesco. L’attività elettrica è infatti legata allo sviluppo verticale delle nubi e può accompagnare rovesci intensi e improvvise raffiche. In questo episodio il vento ha rappresentato uno degli elementi più rilevanti, con valori prossimi o superiori ai 100 km/h nelle stazioni più esposte del Ponente, mentre il nucleo più severo del passaggio ha interessato la vicina Costa Azzurra.

Il passaggio perturbato si inserisce in una fase di fine agosto caratterizzata da una marcata variabilità atmosferica sul Nord-Ovest italiano. La presenza simultanea di aria umida, contrasti di pressione e temperature ancora estive può favorire temporali rapidi e localmente intensi, senza necessariamente produrre un peggioramento uniforme su tutta la regione. La giornata di martedì appare dunque orientata a un’attenuazione solo parziale, mentre venerdì rappresenta il prossimo passaggio da seguire con maggiore attenzione.

La combinazione tra 21mila fulminazioni e raffiche fino a 100 km/h mostra che l’episodio non va letto soltanto come una normale notte di pioggia estiva. Il numero dei fulmini segnala un’attività convettiva estesa, mentre i valori del vento evidenziano la capacità delle celle temporalesche di generare impulsi improvvisi e disomogenei. L’impatto può quindi cambiare molto anche a breve distanza: una località può ricevere precipitazioni moderate, mentre un’altra, raggiunta da una raffica discendente, può sperimentare condizioni decisamente più severe. Questa è un’interpretazione coerente con la natura irregolare dei temporali, non una previsione puntuale per ogni comune.

Il principale elemento da monitorare resta l’evoluzione del possibile peggioramento di venerdì. Al momento si tratta di una tendenza indicata dai bollettini, non di una certezza già definita nei dettagli. Saranno decisivi i prossimi aggiornamenti per stabilire se aumenteranno la probabilità di temporali forti, la durata dei fenomeni e l’estensione delle aree coinvolte. Fino ad allora, la situazione più probabile è una Liguria ancora variabile, con instabilità residua martedì e una nuova fase di attenzione verso la fine della settimana.

La gestione del rischio dipenderà soprattutto dalla rapidità con cui cambieranno le condizioni. In caso di nuovi temporali, il passaggio da cielo nuvoloso a pioggia intensa e vento forte potrà essere veloce, mentre l’attività elettrica potrebbe restare significativa anche in presenza di precipitazioni non continue. Il quadro sarà più chiaro con l’avvicinarsi di venerdì, quando i modelli e le osservazioni consentiranno di definire meglio tempi e settori maggiormente esposti.

Federica Cavalera

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