Maltempo in Friuli-Venezia Giulia, 38 segnalazioni per allagamenti e alberi caduti

La nuova fase perturbata ha interessato soprattutto la bassa pianura e la costa, con disagi alla viabilità e numerosi interventi richiesti ai soccorritori.

Una nuova ondata di maltempo ha interessato il Friuli-Venezia Giulia nella giornata di giovedì 17 settembre, riportando piogge intense, allagamenti e cadute di alberi o rami in più aree della regione. La Sala operativa regionale della Protezione Civile e il numero unico 112 hanno ricevuto complessivamente 38 segnalazioni a partire dalle prime ore del mattino. L’allerta gialla era attiva sull’intero territorio regionale per tutta la giornata.

Strada allagata in Friuli-Venezia Giulia durante il maltempo

Piogge intense e vento hanno provocato allagamenti e cadute di alberi in diversi comuni del Friuli-Venezia Giulia, dalla costa alla pianura. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Le criticità più evidenti hanno riguardato la fascia della bassa pianura e il settore costiero. Allagamenti sono stati segnalati a Latisana, Marano Lagunare e Lignano Sabbiadoro, comuni già interessati da una precedente fase perturbata nel corso del mese. Le precipitazioni hanno coinvolto anche Aprilia Marittima e Bevazzana, dove le squadre della Protezione Civile sono state chiamate a intervenire più volte per ridurre i disagi e ripristinare le condizioni di sicurezza.

La pioggia ha creato problemi anche a Trieste, dove diverse strade sono risultate allagate e la circolazione veicolare ha subito rallentamenti. Il quadro è coerente con una giornata caratterizzata da precipitazioni localmente intense e da una maggiore instabilità lungo la costa. In queste situazioni gli effetti possono concentrarsi in tempi brevi, mettendo sotto pressione la rete urbana di drenaggio e la viabilità nei punti più esposti agli accumuli d’acqua.

Le segnalazioni non si sono limitate alla costa. Altri allagamenti sono stati registrati nei territori di Aviano, Pordenone, Casarsa della Delizia, Udine e Majano, a conferma di una distribuzione irregolare dei fenomeni tra pianura, aree pedemontane e centri urbani. Il maltempo ha quindi prodotto effetti differenti in base alla durata degli scrosci, alla capacità di smaltimento locale e alla presenza di sottopassi o strade depresse.

Pioggia e vento hanno inoltre provocato la caduta di alberi, rami e altri arbusti. Gli episodi sono stati segnalati a Udine, Gorizia, San Giorgio di Nogaro, Grado e Trieste, con possibili ripercussioni sulla circolazione e sulle attività di messa in sicurezza. Secondo le informazioni disponibili, le raffiche più elevate sono state rilevate a Grado, dove il vento ha raggiunto 84 chilometri orari.

Lungo la costa il vento ha assunto una componente di bora, mentre le precipitazioni sono rimaste più probabili proprio sul litorale e sulla bassa pianura. La combinazione tra rovesci e ventilazione può aumentare rapidamente i disagi, soprattutto quando l’acqua si accumula sulla sede stradale o quando la vegetazione, già sottoposta a piogge e raffiche, ostacola carreggiate e marciapiedi. Non risultano invece criticità per i fiumi, che sono stati indicati sotto il livello di guardia.

L’evoluzione prevista per la giornata indicava ancora la possibilità di precipitazioni, anche a carattere temporalesco, con maggiore probabilità sulla costa e nella bassa pianura. Verso sera era atteso un graduale miglioramento, ma il quadro non sarebbe tornato completamente stabile. Per venerdì 18 settembre restava infatti possibile qualche rovescio sulla fascia costiera, con fenomeni che tra il pomeriggio e la sera avrebbero potuto estendersi anche ad altre zone della regione.

La gestione dell’evento si è concentrata sul monitoraggio delle segnalazioni e sugli interventi nei comuni maggiormente coinvolti. L’allerta gialla non equivale all’assenza di rischio: indica una situazione nella quale fenomeni localmente intensi possono produrre effetti circoscritti, soprattutto su viabilità, sottopassi, scantinati e aree soggette a ristagni. Per questo la Protezione Civile mantiene un ruolo centrale nella raccolta delle richieste e nel coordinamento delle squadre sul territorio.

Il nuovo episodio conferma la rapidità con cui, in Friuli-Venezia Giulia, una fase instabile può produrre conseguenze molto diverse a breve distanza. La costa e la bassa pianura hanno mostrato le difficoltà più immediate legate agli allagamenti, mentre nelle città e nei centri dell’interno il vento ha aggiunto il rischio della caduta di rami e alberi. L’assenza di criticità fluviali diffuse distingue questa situazione dagli scenari di piena, ma non riduce l’impatto dei fenomeni intensi sulle infrastrutture urbane.

La distribuzione dei danni suggerisce che il tema principale non sia soltanto la quantità complessiva di pioggia, ma anche la sua concentrazione temporale e il contesto territoriale nel quale cade. Nelle località costiere e lagunari, dove la rete idraulica deve gestire contemporaneamente precipitazioni, ristagni e vento, anche un evento breve può rallentare il deflusso. Nelle aree urbane, invece, sottopassi e strade depresse diventano rapidamente punti sensibili. Si tratta di una lettura interpretativa basata sulla localizzazione delle segnalazioni, non di una misura tecnica uniforme per tutti i comuni.

L’elemento da seguire nelle prossime ore è la persistenza dell’instabilità sulla costa. Il miglioramento serale previsto può ridurre progressivamente i fenomeni, ma non esclude nuovi rovesci nella giornata successiva. La possibile estensione dei fenomeni verso altre zone rende importante verificare gli aggiornamenti di Osmer e della Protezione Civile, soprattutto per chi deve percorrere strade già interessate da acqua o rami. Le previsioni disponibili non consentono di stabilire in anticipo dove si concentreranno eventuali nuovi episodi.

Federica Cavalera

Rimani aggiornato

Ultime notizie