L’Italia si prepara a una fase di forte cambiamento atmosferico. Dopo giorni segnati da temperature eccezionalmente elevate, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole maggiori, tra martedì 21 e mercoledì 22 luglio 2026 il caldo estremo dovrebbe attenuarsi in modo significativo. Il passaggio sarà accompagnato dall’arrivo di temporali anche intensi, inizialmente più probabili al Nord e successivamente in estensione verso le regioni centrali e meridionali. La previsione resta soggetta ai normali aggiornamenti, ma la tendenza generale indica la conclusione della fase più rovente.

Il picco del caldo prima del cambiamento
Nel fine settimana e nella giornata di lunedì 20 luglio l’anticiclone di matrice africana continuerà a mantenere condizioni molto calde su gran parte della penisola. Le situazioni più critiche riguarderanno il Mezzogiorno e le Isole, dove l’aria rovente potrà ancora spingere i valori ben oltre le medie stagionali. Al Nord, invece, il dominio anticiclonico apparirà già meno compatto, con maggiore presenza di nubi e la possibilità di fenomeni temporaleschi soprattutto sui rilievi e nelle aree più esposte agli scambi con l’aria atlantica.
La giornata di domenica 19 luglio rappresenterà ancora una fase di transizione. Mentre al Centro-Sud il caldo resterà intenso e localmente opprimente, sul Settentrione aumenteranno le occasioni per rovesci e temporali, in particolare tra Triveneto, Alpi e Prealpi. I fenomeni potranno svilupparsi nelle ore più calde e, in alcuni casi, raggiungere anche le pianure durante la sera o la notte. Questo contrasto tra la massa d’aria calda presente al suolo e gli impulsi più freschi in quota preparerà il terreno al peggioramento della settimana successiva.
La svolta attesa da martedì 21 luglio
Il cambiamento più evidente è atteso da martedì 21 luglio, quando correnti più fresche provenienti dalle alte latitudini europee tenderanno a scivolare verso il Mediterraneo. L’ingresso dell’aria meno calda, incontrando l’umidità e l’energia accumulate nei bassi strati dell’atmosfera, potrà generare una linea temporalesca più organizzata rispetto ai semplici temporali di calore dei giorni precedenti. Il passaggio non sarà quindi soltanto un normale ricambio d’aria, ma una vera fase di instabilità, con fenomeni localmente intensi.
Secondo la tendenza disponibile, i temporali più forti potrebbero interessare dapprima le regioni settentrionali, per poi muoversi verso il Centro. In questa fase non si può escludere la presenza di grandine, raffiche di vento e precipitazioni intense, anche se la distribuzione dei fenomeni sarà irregolare e dovrà essere definita meglio con gli aggiornamenti dei modelli. Le aree montuose e pedemontane resteranno tra quelle maggiormente esposte, ma alcuni sistemi temporaleschi potrebbero raggiungere anche le zone di pianura e le aree urbane.
Tra mercoledì 22 e giovedì 23 luglio l’instabilità dovrebbe coinvolgere anche una parte del Centro-Sud, seppure con modalità differenti da zona a zona. I rovesci potranno concentrarsi soprattutto lungo i rilievi appenninici, sulle regioni orientali e in alcune aree interne, mentre sulle coste la presenza del sole potrebbe rimanere più frequente. Il calo termico sarà comunque progressivo: prima interesserà il Nord, poi il Centro e infine le regioni meridionali, interrompendo la persistenza dei valori più estremi.
Dove prestare maggiore attenzione
Il passaggio temporalesco richiederà attenzione soprattutto nelle aree dove il caldo sarà stato più persistente e dove l’atmosfera avrà accumulato maggiore umidità. In presenza di contrasti termici accentuati, i temporali estivi possono svilupparsi rapidamente e risultare difficili da localizzare con largo anticipo. Per questo sarà importante seguire i bollettini aggiornati, in particolare per quanto riguarda eventuali allerte relative a rischio idrogeologico, vento forte e grandinate. Le attività all’aperto potranno subire interruzioni improvvise durante il transito delle celle più attive.

La fine del caldo estremo non coinciderà necessariamente con l’arrivo di un clima fresco ovunque. Le temperature resteranno estive e, dopo il passaggio dei temporali, potranno ancora mantenersi elevate in alcune zone, soprattutto al Sud e sulle Isole. Tuttavia verrà meno la componente eccezionale dell’ondata di calore, con una sensibile riduzione dell’afa e condizioni più sopportabili in molte aree. Il beneficio sarà quindi legato non soltanto ai valori massimi, ma anche alla ventilazione e al ricambio dell’aria.
La tendenza per l’inizio della prossima settimana conferma dunque un passaggio netto tra due scenari: prima la prosecuzione della fase africana, con caldo molto intenso al Centro-Sud, poi l’avanzata di correnti più fresche e instabili. Tra il 21 e il 22 luglio il rischio temporali aumenterà su molte regioni, mentre il caldo estremo perderà progressivamente forza. Per valutare con precisione tempi, intensità e traiettoria dei fenomeni sarà indispensabile attendere le prossime emissioni previsionali, soprattutto nelle 48 ore che precederanno il peggioramento.





