Tonno rosso da 338 kg nel Mare del Nord: la cattura record a Whitby dopo decenni

La cattura di un esemplare da 338 chilogrammi al largo di Whitby riporta l'attenzione sul possibile recupero del tonno rosso nelle acque settentrionali europee.

Un tonno rosso atlantico di 338 chilogrammi è stato catturato e portato a riva a Whitby, sulla costa dello Yorkshire, nel Regno Unito. L’episodio è stato presentato come il primo sbarco di questo tipo nell’area da circa sessant’anni. Il pesce è stato preso a una distanza stimata di circa 16 chilometri dalla costa, nel Mare del Nord, da un equipaggio di cinque persone imbarcato sul peschereccio The Dominator. Il giorno successivo la stessa barca avrebbe portato a terra un secondo esemplare, leggermente più piccolo.

Tonno rosso gigante nel Mare del Nord

Un esemplare di tonno rosso atlantico da 338 chilogrammi è stato portato a riva a Whitby, sulla costa dello Yorkshire, in una cattura considerata eccezionale dopo decenni di assenza. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Il riferimento ai sessant’anni non indica che il tonno rosso sia scomparso da tutto il Mare del Nord, ma descrive soprattutto la lunga assenza di catture commerciali documentate lungo la costa dello Yorkshire. La specie era stata osservata con maggiore frequenza nella prima metà del Novecento, mentre dagli anni Sessanta la sua presenza settentrionale si era ridotta drasticamente. Gli studi storici collegano il declino a più fattori, tra cui la pressione di pesca sulle popolazioni adulte e la diminuzione delle principali prede disponibili nelle acque settentrionali.

Una delle chiavi per interpretare il ritorno riguarda la disponibilità di cibo. Le aringhe, un’importante preda del tonno rosso, avevano subito un forte impoverimento a causa della pesca intensiva. Secondo il Marine Laboratory dell’Università di Hull, il recupero degli stock di aringa dopo anni di restrizioni ha contribuito a rendere nuovamente attrattive alcune aree del Mare del Nord. Il tonno, specie migratrice e grande predatore, può infatti spostarsi rapidamente seguendo la concentrazione stagionale delle prede, senza che ciò significhi automaticamente la nascita di una popolazione residente.

La cattura di Whitby si inserisce in una gestione oggi molto diversa rispetto al passato. Le informazioni disponibili descrivono una pesca commerciale autorizzata e regolamentata, con un numero limitato di imbarcazioni e sistemi di cattura controllati. Oltre al tonno da 338 chilogrammi, il secondo esemplare sbarcato il giorno seguente avrebbe pesato circa 320 chilogrammi. La doppia cattura ha amplificato l’interesse mediatico, ma non basta da sola a dimostrare che il tonno rosso abbia ricostituito uno stock stabile davanti alle coste britanniche.

Gli scienziati dell’Università di Hull considerano il ritorno di questi grandi pesci compatibile con un miglioramento della gestione internazionale del tonno rosso atlantico. Negli ultimi anni le quote e le regole di pesca sono state utilizzate per ridurre la pressione sugli stock, soprattutto dopo il forte declino registrato nel passato. La relazione tra tutela e ricomparsa è plausibile, ma va formulata con cautela: un esemplare adulto può percorrere grandi distanze e una cattura locale rappresenta soltanto un’indicazione, non una prova conclusiva sull’intero stato della popolazione.

Il fenomeno non riguarda esclusivamente la costa inglese. Studi sulle acque norvegesi hanno documentato, a partire dal 2012, una nuova presenza del tonno rosso dopo diversi decenni di rarefazione. Gli esemplari osservati o catturati accidentalmente in quel contesto erano soprattutto adulti di grandi dimensioni, con pesi compresi in un intervallo molto ampio, da circa 120 a 465 chilogrammi. Questi dati rafforzano l’idea di un ritorno verso antiche rotte alimentari del Nord Atlantico, pur lasciando aperta la questione sulla durata e sulla regolarità del fenomeno.

Nel dibattito scientifico compare anche il ruolo delle trasformazioni ambientali del Mare del Nord. L’aumento delle temperature marine può modificare la distribuzione di prede, correnti e aree favorevoli alla ricerca del cibo, ma non è corretto attribuire a un solo fattore la presenza del tonno rosso. La specie ha una storia migratoria complessa e la sua ricomparsa può dipendere dalla combinazione tra recupero degli stock, maggiore disponibilità di aringhe e condizioni oceanografiche più favorevoli. Il dato più solido resta quindi l’osservazione di grandi individui in acque dove gli sbarchi erano diventati rarissimi.

La notizia assume un valore particolare perché unisce cronaca della pesca e cambiamento dell’ecosistema marino. Da un lato, un tonno rosso di queste dimensioni testimonia che esemplari adulti stanno raggiungendo nuovamente il Nord del continente. Dall’altro, la cattura ricorda quanto sia delicato il rapporto tra recupero della fauna e sfruttamento commerciale. Un ritorno osservato in una stagione non equivale a una presenza permanente: per verificare la tendenza servono serie di avvistamenti, dati sulle catture, marcature e informazioni sulla provenienza degli animali.

Il passaggio decisivo sarà capire se le catture di Whitby resteranno episodi isolati o se diventeranno parte di un modello ricorrente. Sarà utile confrontare negli anni la frequenza degli avvistamenti, la taglia degli esemplari, il periodo di presenza e la distribuzione delle prede. Anche i programmi di marcatura possono chiarire le rotte percorse e distinguere tra pesci diretti temporaneamente verso nord e individui che utilizzano il Mare del Nord come area alimentare abituale. Per ora la lettura più prudente è quella di un ritorno significativo, ma ancora da consolidare con osservazioni indipendenti e continuative.

Se la presenza del tonno rosso continuerà, la gestione dovrà mantenere un equilibrio tra opportunità per i pescatori e tutela di una specie che in passato ha pagato un prezzo elevato alla pressione di pesca. Le quote regolamentate possono favorire un utilizzo controllato della risorsa, ma la sostenibilità dipende dalla qualità dei dati e dal rispetto delle regole nei diversi Paesi attraversati dalle migrazioni. La cattura da 338 chilogrammi è dunque una notizia eccezionale, non un lasciapassare per considerare conclusa la fase di conservazione.

Alessandro Cortini

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