Il Regno Unito potrebbe andare incontro a una nuova fase di caldo intenso nella seconda parte di agosto. Le indicazioni disponibili non confermano ancora in modo definitivo una quinta ondata di calore, ma mostrano un aumento della probabilità di condizioni più asciutte, stabili e calde, soprattutto su Inghilterra meridionale e Galles. In questo scenario, le temperature potrebbero avvicinarsi ai 36°C nelle aree più esposte, mentre il rischio di nuovi primati dipenderà dalla durata dell’alta pressione e dalla provenienza dell’aria.

Il Met Office segnala una possibile nuova fase calda nella seconda parte di agosto, con valori più elevati soprattutto su Inghilterra meridionale e Galles. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
Agosto può diventare più stabile e caldo nella seconda parte del mese
Il Met Office descrive un passaggio graduale da una fase ancora variabile a un periodo potenzialmente più soleggiato e caldo. L’inizio di agosto può infatti mantenere condizioni miste, con passaggi perturbati e qualche rovescio, soprattutto nelle zone settentrionali e occidentali. Successivamente, però, l’alta pressione potrebbe assumere un ruolo più importante, favorendo una diminuzione delle piogge e un aumento delle temperature. La tendenza resta probabilistica e non consente ancora di stabilire con precisione date, durata o aree più colpite.
La parte più esposta sarebbe quella meridionale del Paese, in particolare l’Inghilterra e il Galles, dove l’aria più calda può concentrarsi più facilmente durante le fasi anticicloniche. Il nord e le aree occidentali potrebbero invece risentire maggiormente di eventuali fronti atlantici, con maggiore variabilità e temperature meno elevate. Anche in presenza di una risalita termica significativa, quindi, il Regno Unito non vivrebbe necessariamente una situazione uniforme: le differenze territoriali resterebbero marcate tra sud-est, regioni centrali, Galles e settore settentrionale.

La stagione 2026 ha già registrato temperature eccezionali in maggio, giugno e luglio, aumentando il rischio di ulteriori episodi caldi ad agosto.
Una stagione già caratterizzata da numerosi record termici
Il possibile ritorno del caldo si inserisce in un’estate britannica fuori dall’ordinario. Il 2026 ha già registrato temperature di almeno 35°C in maggio, giugno e luglio, una sequenza mai osservata prima nella serie climatica del Regno Unito. Il Met Office ha inoltre segnalato un numero record di giornate oltre i 34°C. Questi dati spiegano perché una nuova fase calda ad agosto venga considerata un’evoluzione concreta, anche se non ancora certa, e perché l’attenzione sia rivolta soprattutto alla persistenza del caldo.
Nel mese di giugno il Regno Unito ha raggiunto provvisoriamente 36,1°C, superando il precedente primato nazionale di giugno, pari a 35,6°C. Il dato non rappresenta una previsione per agosto, ma offre un riferimento importante sull’intensità raggiunta dalle ondate di calore di questa stagione. Se una configurazione anticiclonica simile dovesse ripresentarsi nel periodo statisticamente più caldo dell’estate, il superamento di alcuni record locali non sarebbe escluso. Tuttavia, la distanza temporale rende ancora ampi i margini di incertezza.
Il criterio ufficiale di ondata di calore non dipende soltanto dal valore massimo raggiunto in una singola giornata. Viene considerata anche la soglia locale e la persistenza delle temperature per almeno tre giorni consecutivi. Per questo motivo, una punta isolata di 35 o 36°C non sarebbe automaticamente sufficiente a definire una nuova ondata su tutto il Paese. Sarebbe necessario valutare la continuità del caldo, la distribuzione geografica e il superamento delle soglie previste per le diverse contee.
Salute e servizi sotto pressione dopo le ondate di maggio e giugno
La successione degli episodi caldi ha già avuto conseguenze rilevanti sul piano sanitario. Secondo le stime diffuse dal Met Office, in Inghilterra e Galles si sarebbero verificati oltre 2.700 decessi in eccesso durante le ondate di calore di maggio e giugno. Il dato riguarda eventi già conclusi e non rappresenta una previsione per agosto, ma mostra quanto il caldo prolungato possa incidere sulla popolazione, soprattutto quando le temperature notturne restano elevate e limitano il recupero fisico.
Una nuova fase calda avrebbe effetti anche su trasporti, scuole, ospedali e infrastrutture, ambiti già messi alla prova dagli episodi precedenti. Il rischio aumenta soprattutto quando il caldo si ripete a breve distanza, perché edifici e superfici urbane non riescono a raffreddarsi completamente. In caso di temperature prossime ai 36°C, l’impatto dipenderebbe quindi non soltanto dal picco pomeridiano, ma anche dalla durata complessiva, dall’umidità, dalla ventilazione e dalla capacità dei servizi di attivare misure di protezione.
Cosa può cambiare prima della possibile fase calda di agosto
La previsione più prudente indica che il caldo può tornare, ma non garantisce ancora una quinta ondata nazionale né nuovi record assoluti. Il risultato dipenderà dalla posizione dell’alta pressione, dall’origine dell’aria e dalla presenza di eventuali disturbi atlantici o temporaleschi. Anche pochi giorni di maggiore instabilità potrebbero ridurre i valori massimi e interrompere la persistenza necessaria per raggiungere i criteri ufficiali di heatwave.
I prossimi aggiornamenti dovranno quindi chiarire tre elementi: la collocazione del centro anticiclonico, l’estensione del caldo verso il Galles e le regioni centrali e la durata delle notti più miti. Solo con una configurazione stabile sarà possibile valutare in modo affidabile la possibilità di 36°C e di nuovi record ad agosto. Per ora, il segnale più solido è quello di un mese ancora favorevole a temperature sopra la media, con il rischio di ulteriori episodi caldi soprattutto nel sud del Regno Unito.









