Vietnam, le alluvioni lasciano migliaia di case sott’acqua: fiumi ancora in piena

Le piogge cadute tra il 13 e il 19 settembre hanno provocato vittime, evacuazioni, danni alle coltivazioni e livelli fluviali ancora elevati in diverse province vietnamite.

Il Vietnam affronta una vasta emergenza idrogeologica dopo giorni di piogge intense che hanno colpito il Nord e il Centro-settentrionale del Paese. Il bilancio più aggiornato disponibile indica almeno quattro vittime, oltre 16.000 abitazioni invase dall’acqua e più di 24.000 ettari tra risaie, orti e altre coltivazioni sommersi o danneggiati. Le aree più colpite comprendono Thanh Hoa e Ninh Binh, mentre allagamenti e interruzioni hanno interessato anche Hanoi e altre località lungo i bacini fluviali.

Case e campi allagati dalle piogge in Vietnam

Le piogge intense hanno sommerso oltre 16.000 abitazioni tra il Vietnam settentrionale e centro-settentrionale, con Thanh Hoa e Ninh Binh tra le province più colpite. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

La fase perturbata si è sviluppata soprattutto tra il 13 e il 17 settembre, quando le precipitazioni hanno interessato le province del bacino del Fiume Rosso, il medio corso dei fiumi settentrionali e il settore di Thanh Hoa. Secondo il bilancio della Protezione civile vietnamita, le piogge sono state generalmente comprese tra 40 e 80 millimetri, ma hanno raggiunto 80-120 millimetri in Phu Tho, Ninh Binh e Thanh Hoa. Per le ore successive erano ancora previste nuove precipitazioni localmente superiori a 180 millimetri.

La distribuzione dei danni mostra una forte concentrazione nelle pianure alluvionali e nelle aree poste fuori dagli argini. Nel bilancio del 17 settembre, Thanh Hoa contava 8.419 case allagate, Ninh Binh 4.787 e Hanoi 2.204. Le autorità hanno disposto il trasferimento di oltre 1.700 abitazioni verso luoghi più sicuri, con l’impiego di forze locali e militari. In alcune aree rurali il problema non è stato soltanto l’ingresso dell’acqua nelle case, ma anche l’isolamento temporaneo di interi nuclei abitati e la difficoltà di raggiungere scuole, strade e servizi essenziali.

Il bilancio umano è legato sia all’acqua alta sia ai dissesti provocati dalla saturazione dei terreni. Tre persone della stessa famiglia sono morte a causa di una frana nell’area di Da Bac, nella provincia di Phu Tho, a nord-ovest di Hanoi. Un quarto decesso è stato attribuito alla scomparsa di uno studente, il cui corpo è stato ritrovato vicino all’ingresso di un sistema di drenaggio collegato al fiume. L’episodio evidenzia i rischi che persistono anche quando la pioggia diminuisce, soprattutto presso canali, scarichi e corsi d’acqua in piena.

L’elemento più delicato resta l’evoluzione dei fiumi. Il 17 settembre diversi corsi d’acqua di Hanoi, Ninh Binh e Thanh Hoa risultavano sopra il terzo livello di guardia. Il fiume Tich aveva raggiunto 8,81 metri, il Bui 7,54, l’Hoang Long 4,65 e il Day 4,77. Nel settore di Thanh Hoa, il Buoi aveva toccato 13,44 metri, con livelli elevati anche per Len e Yen. Le autorità hanno segnalato una possibile variazione lenta nelle 24 ore successive, mantenendo alta l’attenzione su argini, aree depresse e tratti soggetti a ristagno.

L’agricoltura ha subito conseguenze estese. Un aggiornamento governativo del 19 settembre quantificava in 23.365 ettari la superficie di riso, ortaggi e altre colture allagata o danneggiata, a cui si aggiungevano 3.929 ettari di altre piantagioni e 4.765,9 ettari di acquacoltura interessata. Le acque hanno inoltre trascinato via quasi 50.000 capi di pollame e 294 animali da allevamento. Questi numeri non descrivono soltanto una perdita produttiva immediata: indicano anche difficoltà nella ripresa delle attività, nella pulizia dei campi e nella ricostituzione degli allevamenti.

L’emergenza ha inciso anche sui collegamenti e sulla vita quotidiana. Diverse strade nazionali e provinciali sono rimaste interrotte da acqua e frane, mentre la ferrovia Hanoi-Ho Chi Minh ha dovuto trasferire i passeggeri su strada in un tratto colpito da un allagamento profondo circa un metro. A Thanh Hoa gli studenti sono stati invitati a non recarsi a scuola, mentre ad Hanoi alcune università e scuole superiori hanno sospeso le lezioni in presenza o sono passate temporaneamente alla didattica online. Il quadro conferma quanto la piena fluviale possa amplificare rapidamente gli effetti delle precipitazioni sulla mobilità urbana e rurale.

Al 19 settembre la situazione mostrava segnali di graduale miglioramento nel Nord, ma non ancora una conclusione dell’emergenza. I livelli di diversi fiumi a Hanoi, Ninh Binh e Thanh Hoa erano in calo; tuttavia circa 15.750 abitazioni risultavano ancora allagate, soprattutto nelle zone basse e fuori dagli argini. Nel frattempo il maltempo si spostava o insisteva più a sud: tra Nghệ An e Hà Tĩnh erano attese nuove piogge, mentre tra Quảng Trị e Huế restava possibile una fase localmente intensa. La diminuzione della pioggia, quindi, non coincideva automaticamente con il rapido ritorno alla normalità.

Perché l’acqua resta a lungo nelle aree colpite

La dinamica osservata è compatibile con una combinazione di fattori: precipitazioni concentrate in pochi giorni, terreni già saturi, corsi d’acqua oltre soglia e presenza di vaste pianure dove il deflusso è naturalmente più lento. Le cifre ufficiali mostrano che l’impatto maggiore si è concentrato proprio nei territori bassi di Thanh Hoa, Ninh Binh e della periferia di Hanoi, dove l’acqua può continuare a ristagnare anche dopo la fine delle piogge più intense. L’interpretazione non attribuisce a un singolo elemento l’intero disastro: la pioggia ha innescato l’evento, mentre la conformazione del territorio e la contemporanea crescita dei fiumi ne hanno amplificato la durata. Per la popolazione, questo significa che il rischio non termina con il miglioramento del radar meteorologico, perché restano possibili cedimenti degli argini, correnti nei canali e nuove frane sui versanti saturi.

Il passaggio decisivo sarà il ritorno sotto soglia

Lo scenario più probabile, sulla base degli aggiornamenti disponibili, è una lenta riduzione delle piene nei bacini settentrionali, accompagnata però da tempi diversi tra una provincia e l’altra. Il monitoraggio dovrà concentrarsi sui fiumi ancora sopra il terzo livello di guardia, sulle aree fuori dagli argini e sui tratti dove il deflusso è rallentato. Particolare attenzione è richiesta nel Centro-settentrionale, dove le nuove piogge previste tra Nghệ An, Hà Tĩnh, Quảng Trị e Huế possono mantenere elevato il rischio di allagamenti e frane. Non è possibile stabilire in anticipo quanto durerà il completo ritorno alla normalità: dipenderà dall’intensità delle precipitazioni residue, dalla velocità di discesa dei fiumi e dalla capacità delle autorità di ripristinare strade, argini, scuole e reti agricole.

La fase successiva sarà quella della ricognizione dei danni e del ripristino. Nei campi allagati bisognerà distinguere le colture perdute da quelle recuperabili, mentre nelle aree di acquacoltura saranno necessarie verifiche sulle strutture e sulla qualità dell’acqua. Anche la riapertura dei collegamenti resterà condizionata alla stabilità dei terreni e degli argini. Le autorità vietnamite hanno chiesto di mantenere turni operativi continui e di preparare mezzi e materiali per nuovi interventi, soprattutto lungo i sistemi fluviali di Ninh Binh, Thanh Hoa e Hanoi. Il bilancio potrà quindi cambiare ancora, non necessariamente per un aumento delle vittime, ma per l’emersione dei danni indiretti a infrastrutture e attività produttive.

Mirko Iannarelli

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