Grandine devastante nelle Sierras Chicas: danni a Unquillo e Mendiolaza

La tempesta del 28 settembre ha interessato soprattutto le Sierras Chicas: i resoconti locali descrivono chicchi molto grandi e danni diffusi, mentre l’allerta ufficiale indicava il rischio di grandine.

Una violenta grandinata ha colpito la provincia argentina di Córdoba nella mattina di lunedì 28 settembre 2026, con danni segnalati soprattutto a Unquillo e Mendiolaza, nelle Sierras Chicas. Le cronache locali riferiscono di tegole e coperture danneggiate, vetri rotti, veicoli ammaccati e rami spezzati. L’episodio è avvenuto mentre il Servizio meteorologico nazionale argentino manteneva un’allerta gialla per temporali: un quadro compatibile con il rischio previsto, ma che non equivale a una previsione puntuale della grandinata o dei danni in ciascun comune.

Chicchi di grandine e danni nelle Sierras Chicas, Argentina

A Unquillo e Mendiolaza la grandinata del 28 settembre ha danneggiato abitazioni, auto e alberi; alcuni resoconti hanno paragonato i chicchi a palline da tennis. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Le dimensioni sono descritte in modo diverso dalle fonti. Una cronaca televisiva locale parla di chicchi simili a palline da tennis; altri resoconti li accostano a palline da golf o a frutti. Questi paragoni restituiscono l’eccezionalità percepita dai residenti, ma non sono misurazioni tecniche: nelle fonti consultate non compare un rilevamento ufficiale del diametro dei chicchi né una classificazione strumentale della grandine. È quindi più prudente parlare di grandine di grandi dimensioni riferita dai testimoni, senza attribuire all’intero territorio una misura univoca.

Secondo le ricostruzioni locali, la fase più intensa si è verificata nelle prime ore della giornata, poco prima delle 7, e ha interessato in modo marcato Unquillo e Mendiolaza. Sono stati segnalati danni a case e automobili, alberi e rami colpiti, strade coperte di ghiaccio e problemi alla rete elettrica. Le notizie descrivono inoltre altri episodi di grandine in diverse località della provincia e in settori della città di Córdoba; l’estensione e l’intensità, tuttavia, non risultano uguali ovunque e non vanno dedotte dai danni osservati nei centri più colpiti.

L’avviso ufficiale citato dalle fonti giornalistiche era di livello giallo e indicava temporali di intensità variabile, alcuni localmente forti, con possibile grandine, frequente attività elettrica, raffiche e precipitazioni intense in brevi periodi. La finestra di validità riportata per Córdoba il 28 settembre andava dalle 03:00 alle 14:59, ora locale. L’allerta descriveva dunque una possibilità per una vasta area e un intervallo temporale, non una garanzia che ogni località sarebbe stata interessata. Le fonti consultate non attribuiscono al Servicio Meteorológico Nacional una misura ufficiale dei chicchi osservati a Unquillo o Mendiolaza.

Le notizie descrivono l’episodio nel contesto di una giornata instabile, con temporali in più settori della provincia. Il meteorologo Marcelo Madelón, citato da Canal C, ha spiegato che in primavera le prime fasi temporalesche possono svilupparsi quando aria fredda in quota sovrasta strati più caldi e umidi vicino al suolo. Il contrasto favorisce la convezione: l’aria calda, meno densa, tende a salire e può alimentare nubi temporalesche profonde. È un inquadramento generale coerente con la stagione e con il fenomeno, non una ricostruzione completa del profilo atmosferico locale: non sono disponibili, nelle fonti consultate, radiosondaggi o analisi dettagliate della singola cella responsabile.

La grandine cresce dentro forti temporali. Le correnti ascensionali trasportano gocce d’acqua verso quote dove la temperatura è sotto zero; alcune rimangono liquide per un tratto e diventano sopraffuse. Quando urtano particelle di ghiaccio, congelano e aggiungono strati al chicco. Se l’aria ascendente è abbastanza intensa e la nube offre molta acqua liquida e spazio per la crescita, i chicchi possono restare sospesi più a lungo e aumentare di dimensioni. Quando il loro peso supera la spinta della corrente, precipitano al suolo: il diametro finale dipende quindi dall’equilibrio tra crescita, traiettoria nella nube e sostegno dell’aria.

Le conseguenze documentate comprendono danni a coperture, vetri e automobili, alberi e rami colpiti e interruzioni di energia in alcuni settori. A Unquillo, le cronache hanno riferito anche di strade con accumuli di ghiaccio e di squadre impegnate nella rimozione di rami e detriti. Questi effetti aiutano a comprendere la violenza locale dell’evento, ma non consentono da soli di stabilire la dimensione precisa dei chicchi o l’area complessiva interessata: per farlo servirebbero misure raccolte sul posto e dati meteorologici osservativi. La distinzione è importante, soprattutto quando le comparazioni con oggetti comuni circolano rapidamente sui social e nei resoconti.

La cronaca consente di affermare che nelle Sierras Chicas si è verificato un episodio di grandine distruttiva, con impatti concentrati e danni concreti. Non consente invece, senza una misura ufficiale, di trasformare il paragone con una pallina da tennis in un dato certo valido per tutta la zona. La distribuzione irregolare è normale nei temporali: celle vicine possono produrre precipitazioni e grandine molto diverse, anche a breve distanza. Per questo, la descrizione più solida combina i resoconti locali sui danni con la cautela nell’indicare dimensioni e perimetro dell’evento.

La spiegazione fisica chiarisce perché i temporali possano generare chicchi capaci di rompere vetri o perforare coperture leggere; non permette però di ricostruire da sola le condizioni precise della cella del 28 settembre. Per una diagnosi puntuale servirebbero osservazioni radar, misure del vento in quota e dati termodinamici, insieme a rilevamenti dei chicchi al suolo. L’allerta gialla segnalava il rischio generale di temporali forti e grandine, mentre il danno effettivo dipese dalla traiettoria e dall’intensità delle celle passate sulle singole località. Anche l’eventuale influenza di condizioni climatiche più ampie non è dimostrabile sulla base di questo singolo episodio.

Dopo l’evento, gli elementi da seguire sono la valutazione dei danni da parte dei comuni e gli eventuali aggiornamenti degli avvisi meteorologici ufficiali per la regione. La cronaca del 28 settembre riferiva che l’instabilità poteva proseguire in altre fasi della giornata, ma un’allerta non permette di stabilire in anticipo quali quartieri verranno colpiti né se si ripeterà una grandinata della stessa intensità. Le condizioni possono cambiare rapidamente e i temporali estivi e primaverili sono spesso circoscritti: per indicazioni operative occorre quindi riferirsi agli aggiornamenti del Servicio Meteorológico Nacional e alle autorità locali, non proiettare automaticamente l’episodio sulle ore o sui giorni successivi.

Claudio Gamba

Rimani aggiornato

Ultime notizie