La notte di Baikonur ha consegnato alla Russia una partenza pesante, di quelle che nel linguaggio dello sport valgono come un esordio vincente davanti a uno stadio pieno. Il Soyuz 5, chiamato anche Sunkar nella cornice kazaka del progetto, ha lasciato la rampa il 30 aprile alle 21:00 di Mosca, le 18:00 GMT, inaugurando il suo primo test dal cosmodromo in Kazakistan senza anomalie segnalate dalle agenzie spaziali coinvolte.

Baikonur accende i riflettori sul nuovo vettore russo
Il debutto non era una missione commerciale, ma una prova di maturita tecnica: un lancio suborbitale pensato per misurare il comportamento del complesso, dei motori, dei sistemi di bordo e del software. Secondo le ricostruzioni disponibili, il primo e il secondo stadio hanno lavorato in modo nominale, mentre un modello di carico utile e stato indirizzato verso la traiettoria prevista, con rientro in un’area del Pacifico chiusa in anticipo a navigazione e aviazione.
Il motore della sfida e i numeri del nuovo Soyuz
Sul piano tecnico, la carta calata da Mosca e un vettore medio a due stadi, costruito per portare fino a 17 tonnellate in orbita bassa terrestre. Il primo stadio impiega l’RD-171MV, indicato da Roscosmos come il piu potente motore a razzo a propellente liquido oggi in servizio, mentre il secondo stadio utilizza l’RD-0124MS. La configurazione con cherosene e ossigeno liquido viene presentata dalle autorita kazake come una soluzione meno tossica rispetto ai propellenti storicamente piu problematici.
La partita si e giocata anche a terra. Il complesso Baiterek ha debuttato come infrastruttura modernizzata del Sito 45, con sistemi di lancio, controllo, rifornimento e sicurezza adattati al nuovo razzo. Le autorita kazake hanno parlato di oltre 40 sistemi tecnici integrati, di automazione elevata nelle operazioni pre-lancio e di un passaggio utile a rafforzare la presenza del Paese nel mercato internazionale dei servizi spaziali.
Una rincorsa lunga, tra industria nazionale e mercato dei lanci
Il successo pesa perche arriva dopo anni di sviluppo, rinvii e verifiche. Soyuz 5 e stato pensato per prendere il posto della famiglia Zenit, legata alla filiera ucraina, e per offrire alla Russia un vettore nazionale di nuova generazione. Prima del lancio, il capo di Roscosmos Dmitry Bakanov lo aveva gia descritto come il primo nuovo lanciatore sviluppato dal Paese dal 2014 e come un progetto congiunto con il Kazakistan ormai pronto alla prova.
Nel racconto russo, il colpo messo a segno dovrebbe abbassare il costo specifico dei carichi immessi nello spazio e rendere piu efficace il piazzamento di satelliti e veicoli in orbita vicina alla Terra. Il contesto resta pero una gara durissima: il Soyuz 5 e un lanciatore expendable, mentre il confronto internazionale passa ormai anche dalla riutilizzabilita, terreno sul quale Falcon 9 ha cambiato il ritmo del campionato commerciale.
Kazakistan al centro, Mosca prova a riaprire il gioco
Per il Kazakistan il valore politico e industriale dell’operazione e evidente: il nuovo complesso non e solo una rampa concessa alla tradizione spaziale russa, ma una piattaforma che Astana presenta come strumento per entrare con piu forza nella filiera dei lanci. Funzionari kazaki hanno salutato il risultato come una base per progetti piu ambiziosi, mentre Roscosmos ha parlato di nuove opportunita e posti di lavoro nei due Paesi.
Il verdetto del primo giro, dunque, e favorevole: il razzo si e acceso, la sequenza di volo ha retto e il Baiterek ha superato il suo esame d’ingresso. Ora comincia la parte meno spettacolare ma decisiva, quella della continuita. Per trasformare un debutto riuscito in una vera rimonta industriale, Russia e Kazakistan dovranno dimostrare che il nuovo Soyuz puo ripetersi, trovare missioni credibili e reggere una concorrenza globale che corre a velocita altissima.















