In Abruzzo la stagione operativa degli incendi boschivi arriva a un passaggio importante, ma non si considera ancora conclusa la fase di attenzione. Lo stato di grave pericolosità dichiarato dalla Regione resta infatti valido su tutto il territorio regionale fino al 15 ottobre 2026. La campagna antincendio boschivo regionale, invece, ha come data prevista di chiusura domenica 13 settembre, salvo proroghe o anticipi stabiliti in base all’andamento delle condizioni meteorologiche e del rischio.

A fine estate l’Abruzzo mantiene alta l’attenzione sugli incendi: la campagna operativa termina il 13 settembre, ma lo stato di grave pericolosità resta in vigore fino al 15 ottobre. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
Il provvedimento regionale ha fatto decorrere lo stato di grave pericolosità dal 22 giugno, mentre l’attivazione ufficiale della campagna AIB è stata fissata al 6 luglio. La distinzione tra i due periodi è rilevante: la conclusione del dispositivo operativo estivo non comporta automaticamente la revoca delle prescrizioni previste dall’ordinanza. Fino al 15 ottobre resta quindi una cornice regionale di prevenzione, pensata per accompagnare la transizione tra la fase più calda dell’estate e l’autunno.
Nel periodo di grave pericolosità sono vietate le attività che possono produrre fiamme, faville o braci nelle aree boscate e nei contesti esposti. Le prescrizioni comprendono il divieto di accendere fuochi, utilizzare apparecchi potenzialmente innescanti, gettare mozziconi accesi o compiere gesti imprudenti. È inoltre vietata, salvo autorizzazione, la circolazione dei veicoli a motore nei boschi e sui prati quando questa possa aumentare il rischio di innesco o danneggiare la vegetazione.
L’ordinanza prevede misure specifiche anche per le discariche, che devono adottare sistemi di prevenzione e ricoprire i rifiuti con materiale inerte. Attorno agli impianti deve essere mantenuta una fascia di sicurezza larga almeno 40 metri, libera da sterpaglie, erba secca e altri materiali infiammabili. L’obiettivo è ridurre la possibilità che un eventuale focolaio si propaghi rapidamente verso aree vegetate o infrastrutture vicine.
Durante la campagna operativa il coordinamento passa dalla Sala Operativa Unificata Permanente dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, alla quale collaborano Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali, personale regionale e organizzazioni di volontariato convenzionate. Per segnalare un incendio boschivo o una situazione di emergenza ambientale è indicato il numero verde gratuito 800 861 016. Una comunicazione rapida, accompagnata da informazioni precise sul luogo, può favorire l’intervento delle strutture competenti.
Il rischio residuo di fine estate non può essere valutato soltanto guardando la data sul calendario. I bollettini regionali sulla suscettività all’innesco considerano le condizioni meteorologiche, la vegetazione, lo stato fisico e l’uso del suolo, la morfologia e l’organizzazione del territorio. Le valutazioni indicano livelli di pericolosità bassa, media o alta sulle province abruzzesi, con una stima riferita alle 24 ore successive e una tendenza sulle 48 ore.
Il quadro abruzzese si inserisce nella campagna antincendio boschivo nazionale 2026, programmata dal 15 giugno al 15 ottobre. Il Dipartimento della Protezione civile richiama il ruolo congiunto di Regioni, enti territoriali e strutture operative, con dispositivi modulati sulla base delle previsioni meteorologiche, delle statistiche storiche, della disponibilità di mezzi e delle fonti idriche. La fine di una fase regionale non elimina quindi la necessità di mantenere attive prevenzione e sorveglianza.
Tra gli strumenti previsti nel dispositivo 2026 figura anche l’impiego di droni in Abruzzo, insieme a Puglia e Campania, per la prevenzione, il monitoraggio del territorio e la raccolta di elementi utili alle successive attività investigative. Si tratta di un supporto tecnologico che può aumentare la capacità di osservazione, ma che non sostituisce il presidio sul terreno, la prudenza dei cittadini e il rispetto delle norme nelle aree boscate e rurali.
Il punto centrale, a metà settembre, è dunque la differenza tra la conclusione prevista della campagna AIB regionale e la permanenza dello stato di grave pericolosità. Anche se l’autunno può portare un progressivo aumento dell’umidità e precipitazioni più frequenti, il rischio può restare significativo in presenza di vegetazione secca, assenza di piogge efficaci, vento o nuove fasi calde. Per questo le prescrizioni continuano a rappresentare una misura concreta di prevenzione e non un semplice adempimento formale.
La lettura dei dati disponibili suggerisce che il passaggio stagionale debba essere seguito con attenzione soprattutto nelle giornate ancora asciutte e ventilate. Il rischio non è uniforme nel tempo e nello spazio: varia in funzione della risposta della vegetazione alle piogge, dell’esposizione dei versanti, dell’uso del suolo e della presenza di attività umane. In questo contesto, il rispetto dei divieti assume un peso decisivo perché molti inneschi possono essere evitati prima ancora dell’intervento delle squadre operative.
La campagna 2026 mostra inoltre come la gestione degli incendi boschivi richieda una continuità che va oltre il calendario operativo. Il coordinamento tra istituzioni, volontariato e forze impegnate nel controllo del territorio serve a ridurre i tempi di risposta, mentre i bollettini aiutano a interpretare l’evoluzione quotidiana della suscettività. La permanenza dello stato di grave pericolosità fino al 15 ottobre mantiene quindi attivo un livello di cautela coerente con la variabilità meteorologica di fine estate.
Nelle prossime settimane sarà importante verificare se l’evoluzione meteorologica porterà piogge regolari e sufficienti a ridurre la secchezza della vegetazione oppure se si presenteranno nuove finestre asciutte e miti. In assenza di indicazioni ufficiali diverse, la condotta più prudente resta quella prevista dall’ordinanza: evitare ogni possibile fonte di innesco, seguire i bollettini regionali e segnalare subito fumo o fiamme alla Sala Operativa Unificata Permanente. La data del 13 settembre segna la fine programmata della campagna, non la fine dell’attenzione.
La fase di settembre evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: il rischio incendi non si interrompe automaticamente con la fine dell’estate astronomica né con la chiusura di un programma operativo. L’eventuale riduzione dipenderà soprattutto dalla combinazione tra precipitazioni, umidità, vento e stato della vegetazione. Per questo la scadenza del 15 ottobre va interpretata come un termine amministrativo e preventivo dello stato dichiarato, mentre la pericolosità concreta dovrà essere valutata giorno per giorno attraverso gli strumenti regionali.
Un’eventuale proroga o modifica della campagna operativa potrà essere valutata soltanto dalle autorità competenti sulla base delle condizioni effettive e delle necessità del territorio. Al momento, il dato verificato è la chiusura prevista per il 13 settembre, mentre lo stato di grave pericolosità resta fissato fino al 15 ottobre. Il monitoraggio dovrà concentrarsi sulle giornate più asciutte, sulle aree dove la vegetazione conserva maggiore vulnerabilità e sulle comunicazioni ufficiali della Protezione civile.
















