Venerdì 17 luglio 2026 si apre con una nuova giornata di caldo intenso in gran parte d’Italia. Il bollettino del Ministero della Salute assegna il bollino rosso, cioè il livello massimo di rischio per la salute, a 16 città. L’elenco comprende Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Il quadro conferma una fase di forte sofferenza termica, con condizioni che possono diventare critiche soprattutto nelle aree urbane e per le persone più vulnerabili.

Il caldo mantiene elevato il disagio nelle città interessate dal bollino rosso
L’elenco delle città in emergenza caldo
Il bollino rosso non descrive soltanto una temperatura massima elevata, ma una situazione nella quale gli effetti negativi del caldo possono interessare l’intera popolazione, non esclusivamente anziani, bambini o persone con patologie. Per questo motivo la segnalazione riguarda centri distribuiti in più aree del Paese: dalla Pianura Padana al Centro, fino alle isole e a diversi capoluoghi del Mezzogiorno. La presenza contemporanea di città settentrionali, centrali e meridionali evidenzia l’ampiezza della massa d’aria calda.
Nella fascia settentrionale compaiono Bologna, Brescia, Genova, Milano e Torino, mentre il Centro è rappresentato da Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma e Viterbo. Campobasso e Pescara completano il quadro dell’area centro-meridionale, insieme a Cagliari e Palermo. L’elenco va letto come una previsione sanitaria riferita alle città monitorate dal sistema nazionale: non coincide necessariamente con una graduatoria delle temperature massime registrate dalle singole stazioni meteorologiche.
La classifica delle città più calde
Per la giornata di venerdì non esiste, nelle fonti istituzionali consultate, una classifica nazionale unica e ufficiale delle temperature massime città per città paragonabile all’elenco dei bollini. Il dato più significativo riguarda quindi la distribuzione del rischio e non una graduatoria assoluta. Le aree interne, le pianure lontane dalle brezze e i grandi centri densamente urbanizzati sono i contesti nei quali il calore può risultare più persistente, anche quando la massima ufficiale non rappresenta da sola tutta la sensazione di disagio.
Un riferimento utile per comprendere la severità della fase arriva dalla Sardegna, dove nelle ultime ore sono stati segnalati valori fino a 46 gradi nel Nuorese. Si tratta di un dato riferito a un’area interna e non a una delle 16 città presenti nel bollettino ministeriale di venerdì, ma aiuta a descrivere la portata dell’afflusso caldo sull’Italia. In altri settori, soprattutto nelle conche e nelle pianure, l’effetto dell’irraggiamento e la scarsa ventilazione possono mantenere condizioni opprimenti anche dopo il tramonto.
Il confronto con i giorni precedenti mostra una progressione dell’emergenza. Dopo l’aumento delle città a rischio registrato nella parte centrale della settimana, venerdì il numero dei bollini rossi raggiunge quota 16. Il segnale più importante è però quello atteso per sabato 18 luglio, quando il totale dovrebbe salire a 19 con l’ingresso di Ancona, Catania e Civitavecchia. La fase di massima espansione del caldo non si esaurisce quindi nella giornata odierna.
Perché il bollino rosso richiede prudenza
Il livello 3 del sistema ministeriale indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute. Il rischio aumenta quando il caldo dura più giorni, le temperature minime restano elevate e l’aria notturna non consente agli ambienti domestici di raffreddarsi. Nelle città, cemento e asfalto accumulano energia durante il giorno e la restituiscono lentamente, contribuendo all’isola di calore urbana. Anche l’umidità può accentuare la difficoltà del corpo nel disperdere calore.
Le indicazioni pratiche restano quelle di limitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, generalmente tra le 11 e le 18, bere regolarmente e prestare attenzione alle persone anziane, ai bambini piccoli e a chi soffre di malattie croniche. È inoltre opportuno evitare attività fisiche intense durante il pomeriggio e controllare quotidianamente il bollettino della propria città, perché il livello di rischio può cambiare rapidamente tra una giornata e l’altra.
Il quadro di venerdì 17 luglio va quindi interpretato come il culmine di una fase calda ancora in evoluzione. Le 16 città da bollino rosso rappresentano il nucleo urbano più esposto secondo il sistema sanitario, mentre i picchi osservati nelle aree interne confermano una situazione più ampia e articolata. La tendenza prevista per sabato indica un ulteriore allargamento dell’emergenza, prima di una possibile attenuazione nei giorni successivi, che dovrà comunque essere verificata dai prossimi aggiornamenti ufficiali.















