Caldo intenso, 18 città ancora in rosso: dal 21 luglio arrivano temporali e temperature in calo

L'ondata di calore raggiunge il suo apice mentre una perturbazione determina temporali al Nord, lungo l'Adriatico e sull'Appennino centrale.

L’Italia si prepara a vivere una giornata ancora molto calda, ma con i primi segnali concreti di cambiamento. Martedì 21 luglio 2026 saranno 18 le città interessate dal bollino rosso del Ministero della Salute, il livello associato al rischio massimo per la salute durante un’ondata di calore. Nello stesso quadro, otto città saranno invece contrassegnate dal bollino verde, mentre l’ingresso di aria più fresca favorirà temporali anche intensi e una graduale diminuzione delle temperature.

Caldo intenso e temporali in Italia

Il 21 luglio 2026 resteranno 18 città con bollino rosso, mentre temporali e aria più fresca inizieranno a interessare diverse zone italiane.

Il picco del caldo non coincide con la fine dell’emergenza sanitaria

Il dato dei 18 bollini rossi indica che l’ondata di calore non è ancora terminata. Il sistema nazionale considera infatti non soltanto la temperatura massima, ma l’insieme delle condizioni che possono aggravare gli effetti sulla salute, comprese la persistenza del caldo e la difficoltà di recupero durante la notte. Per questo il passaggio dei temporali non comporterà automaticamente un sollievo uniforme in ogni area del Paese.

Il bollettino del Ministero della Salute viene elaborato per 27 città e offre una previsione a 24, 48 e 72 ore. La presenza contemporanea di zone rosse e verdi fotografa quindi un’Italia meteorologicamente divisa: mentre alcune aree restano esposte alla massa d’aria calda, altre iniziano a risentire dell’avanzata di correnti più instabili. Le persone fragili, gli anziani, i bambini piccoli e chi soffre di patologie croniche dovranno mantenere particolare prudenza anche durante la fase di transizione.

Temporali più probabili tra Nord-Est, Adriatico e Appennino

Il cambiamento più evidente riguarderà il settore centro-settentrionale. Il contrasto tra il calore accumulato nei bassi strati e l’arrivo di aria più fresca in quota potrà favorire rovesci e temporali diffusi, con una maggiore probabilità sulle pianure del Nord-Est, lungo le coste adriatiche e sulla dorsale appenninica centrale. In presenza di celle temporalesche organizzate non sono esclusi fenomeni localmente intensi, come grandinate e raffiche di vento.

La distribuzione dei fenomeni non sarà necessariamente omogenea. I temporali estivi possono svilupparsi in modo irregolare, lasciando alcune località ai margini e colpendo altre con precipitazioni concentrate in tempi brevi. Il rischio principale, oltre ai fulmini, riguarda quindi gli effetti improvvisi sul territorio: allagamenti localizzati, caduta di rami, difficoltà nella viabilità e possibili danni alle coltivazioni, soprattutto nelle aree già interessate da fenomeni intensi nei giorni precedenti.

Per la giornata di martedì 21 luglio la Protezione Civile invita a fare riferimento ai bollettini regionali e alle mappe ufficiali, perché il livello di criticità viene definito per zone omogenee e non per l’intero territorio nazionale. La presenza di temporali non equivale automaticamente a un’allerta elevata, ma può determinare criticità puntuali quando i fenomeni risultano intensi o persistenti. La valutazione deve quindi essere seguita localmente, soprattutto nelle aree urbane e nei bacini più vulnerabili.

Centro e Sud restano più esposti alla coda dell’anticiclone

Mentre il Nord e parte del Centro saranno raggiunti dall’instabilità, il caldo continuerà a pesare soprattutto sulle regioni meridionali e sulle isole maggiori. Le coste tirreniche e le aree insulari potranno conservare condizioni più stabili rispetto ai settori interessati dai temporali, con temperature ancora elevate e una sensazione di afa localmente marcata. Il calo termico, dunque, sarà progressivo e non simultaneo: in alcune zone arriverà con le precipitazioni, in altre soltanto nei giorni successivi.

La dinamica prevista conferma una fase di passaggio, nella quale il caldo intenso e i temporali convivono sul territorio nazionale. Non si tratta ancora di una rottura definitiva dell’estate: l’energia disponibile nell’atmosfera resta elevata e può alimentare fenomeni improvvisi, mentre l’anticiclone conserva una presenza più resistente sul Mediterraneo meridionale. La lettura corretta è quella di una svolta graduale, con una riduzione del disagio in alcune aree ma senza un’immediata normalizzazione ovunque.

Perché il contrasto tra caldo e temporali può aumentare i rischi

Il passaggio da una fase molto calda a una più instabile non deve essere interpretato soltanto come un beneficio meteorologico. L’aria rovente presente nei bassi strati fornisce infatti energia ai sistemi temporaleschi quando entra in contatto con correnti più fresche. Da questo contrasto possono nascere fenomeni brevi ma violenti, capaci di produrre raffiche, grandinate e precipitazioni intense anche su aree ristrette. La diminuzione della temperatura media non cancella quindi il rischio associato al maltempo.

Sul piano pratico, la giornata richiede due attenzioni diverse. Nelle città ancora sotto bollino rosso restano valide le raccomandazioni contro il caldo, come limitare l’esposizione nelle ore più calde, idratarsi e proteggere le persone vulnerabili. Nelle zone temporalesche sarà invece importante evitare comportamenti esposti a fulmini, vento forte e allagamenti improvvisi. La combinazione dei due rischi rende poco efficace una lettura uniforme del quadro nazionale.

Cosa osservare nei prossimi aggiornamenti meteo

L’evoluzione dei prossimi giorni dipenderà soprattutto dalla traiettoria dell’aria più fresca e dalla capacità dell’instabilità di estendersi verso le regioni meridionali. Gli elementi da monitorare saranno l’eventuale persistenza dei temporali sul Nord-Est e sull’Adriatico, l’intensità delle raffiche e la rapidità con cui il bollino rosso verrà ridimensionato nelle città ancora esposte. Le previsioni a breve termine potranno definire meglio sia la distribuzione dei fenomeni sia l’effettiva durata del sollievo termico.

Al momento il quadro suggerisce un alleggerimento graduale, non una conclusione immediata dell’estate rovente. Le aree settentrionali e adriatiche sembrano le prime candidate a sperimentare un cambiamento più netto, mentre Sud e isole potrebbero conservare temperature elevate più a lungo. Ogni ulteriore valutazione dovrà comunque distinguere tra previsioni generali e condizioni locali, perché nei temporali estivi pochi chilometri possono modificare sensibilmente gli effetti al suolo.

Enrico D'Orsi

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