L’estate entra nella sua fase più calda con una nuova rimonta dell’anticiclone subtropicale. Masse d’aria molto calda provenienti dal Nord Africa stanno infatti risalendo verso il Mediterraneo e nei prossimi giorni tenderanno a consolidarsi sull’Italia. Il quadro atteso è quello di una fase stabile, soleggiata e caratterizzata da temperature nettamente superiori ai valori tipici del periodo, con il Centro-Sud e le due Isole Maggiori maggiormente esposti agli effetti dell’afflusso africano.

L’anticiclone subtropicale torna protagonista
L’evoluzione atmosferica è legata all’espansione verso il Mediterraneo di un promontorio di alta pressione di matrice subtropicale. La sua presenza ostacolerà il passaggio delle perturbazioni atlantiche e favorirà condizioni di tempo stabile su gran parte del territorio nazionale. Il cielo si presenterà quindi prevalentemente sereno o poco nuvoloso, mentre la subsidenza associata all’anticiclone contribuirà a comprimere l’aria nei bassi strati, rendendo più persistente il riscaldamento del suolo e accentuando la sensazione di afa nelle aree urbane e lontane dalle coste.
Il cuore della fase calda è atteso tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, quando l’aria rovente raggiungerà la massima estensione sull’Italia. Le regioni centrali, in particolare Lazio e Toscana, potranno registrare valori prossimi ai 38-39°C nelle aree interne, dove l’azione mitigatrice delle brezze marine sarà meno efficace. Anche il Mezzogiorno e le isole saranno interessati da un riscaldamento marcato, con condizioni particolarmente impegnative durante le ore centrali della giornata.

Le aree più esposte al caldo intenso
La Sardegna sarà tra i territori più direttamente coinvolti dalla risalita delle masse d’aria nordafricane. Nelle zone interne dell’isola la distanza dal mare e la forte insolazione potranno favorire picchi molto elevati, fino a raggiungere o superare localmente la soglia dei 40°C. Temperature elevate sono attese anche in Sicilia, Puglia, Calabria e lungo i settori interni del Centro, mentre sulle coste la ventilazione e l’influenza del mare potranno contenere parzialmente i valori massimi, senza però eliminare il disagio legato all’umidità.
Il Nord Italia non resterà ai margini della fase calda, anche se la situazione potrebbe risultare più articolata rispetto a quella del Centro-Sud. La presenza di aria molto calda alle quote superiori favorirà un generale aumento delle temperature, con punte elevate soprattutto sulle pianure. Tuttavia, lungo l’arco alpino e prealpino non si può escludere qualche episodio temporalesco pomeridiano, legato al contrasto tra il calore accumulato nei bassi strati e infiltrazioni di aria più instabile provenienti dall’Europa centrale.
Una fase calda destinata a durare
Le indicazioni disponibili delineano una fase non limitata a una singola giornata, ma inserita in una sequenza calda destinata a proseguire per diversi giorni. L’anticiclone africano potrebbe mantenere la propria influenza almeno fino alla parte centrale della terza settimana di luglio, anche se l’intensità del caldo potrà oscillare in base alla posizione delle perturbazioni sull’Europa occidentale e alla presenza di eventuali infiltrazioni più fresche sul Nord Italia. Le previsioni a medio termine restano quindi da seguire con attenzione.
Il ritorno dell’aria africana avrà conseguenze anche sul piano del disagio bioclimatico. Le temperature elevate, sommate all’umidità notturna e alla difficoltà di raffreddamento degli edifici, potranno rendere pesanti soprattutto le ore serali nelle grandi città e nelle aree poco ventilate. Per affrontare la fase più intensa sarà utile limitare l’esposizione al sole nelle ore centrali, bere regolarmente e prestare particolare attenzione alle persone anziane, ai bambini piccoli e ai soggetti più vulnerabili.
Il quadro meteo conferma dunque una nuova parentesi pienamente estiva, con il caldo africano destinato a dominare soprattutto sulle regioni centro-meridionali e sulle isole. La stabilità anticiclonica garantirà molte giornate soleggiate, ma non impedirà del tutto qualche temporale sui rilievi settentrionali. L’evoluzione successiva dipenderà dalla capacità dell’alta pressione di restare ancorata al Mediterraneo: eventuali cedimenti potrebbero riportare instabilità al Nord, mentre sul resto d’Italia il caldo potrebbe rimanere intenso ancora a lungo.





