Massime prossime ai 40°C hanno interessato alcune località della Cina meridionale tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, in una fase insolitamente calda per il periodo. Le segnalazioni disponibili indicano 39,5°C a Qiaojia, nello Yunnan, e 39,1°C a Xianshi, nel distretto di Yongding, nel Fujian. I valori sono attribuiti a stazioni e osservatori locali: il loro significato va letto come primato locale, non come record nazionale. L’episodio ha interessato più province, ma si è esaurito rapidamente con l’arrivo di aria fredda e precipitazioni.

Tra il 25 settembre e i primi giorni di ottobre il caldo ha interessato diverse province meridionali cinesi; in alcune stazioni le massime sono arrivate vicino ai 40°C. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
Le ricostruzioni pubblicate collocano la fase più estesa tra il 25 e il 30 settembre. Il caldo umido ha coinvolto Jiangnan e la Cina meridionale: tra le aree citate figurano Zhejiang, Fujian, Jiangxi, il sud-est dello Hunan, il nord del Guangxi e porzioni centrali e orientali del Guangdong. In diverse località si sono contati quattro o cinque giorni con temperature elevate; alcune massime si sono spinte tra 37 e 38°C. È quindi più corretto parlare di un episodio regionale, composto da intensità e durata non uniformi, anziché di temperature estreme diffuse in modo omogeneo su tutto il Sud cinese.
Anche lo Jiangxi ha registrato valori notevoli: il centro climatico provinciale ha riportato 38°C a Guangxin il 28 settembre, durante una fase calda indicata tra il 25 e il 29 del mese. La temperatura media provinciale dal primo al 29 settembre è stata di 26,4°C, circa 1,4°C sopra la norma. Questo dato descrive l’anomalia media mensile della provincia e non misura da solo l’intensità del singolo picco. La distinzione è importante: una giornata eccezionale in una stazione e una media superiore alla climatologia sono indicatori diversi, entrambi utili per ricostruire l’episodio.
Un’analisi indipendente delle osservazioni ha segnalato numerosi primati locali: il primo ottobre 62 stazioni avrebbero stabilito o eguagliato il proprio record di massima per ottobre, mentre 49 avrebbero registrato la minima giornaliera più alta del mese. Per il 2 ottobre vengono riportate altre 18 stazioni con record di massima e 19 con record di minima elevata. Queste cifre non equivalgono a un bilancio ufficiale nazionale della China Meteorological Administration: le fonti consultate precisano che le autorità non hanno diffuso un conteggio equivalente. Anche il dato di 39,4°C attribuito a Yuanyang, nello Yunnan, è presentato come possibile primato provinciale, non come record nazionale verificato.
La configurazione meteorologica indicata come responsabile è l’anticiclone subtropicale del Pacifico occidentale. Quando questa struttura si estende o persiste sopra una regione, può favorire condizioni più stabili e limitare il ricambio dell’aria; la subsidenza, cioè il movimento discendente, tende inoltre a ostacolare lo sviluppo di nubi e piogge in alcune aree. Le segnalazioni sull’episodio collegano a questa circolazione il caldo umido tra Jiangnan e il Sud. Si tratta di una spiegazione sinottica coerente con la durata di più giorni, ma non basta da sola a descrivere le differenze locali: altitudine, nuvolosità e precipitazioni possono modificare sensibilmente le temperature da una zona all’altra.
La fase calda non è proseguita senza interruzioni. Con l’ingresso di aria fredda e piogge diffuse, entro il 2 ottobre alcune aree hanno registrato una diminuzione delle temperature stimata tra 8 e 12°C. Le zone citate comprendono parti dello Hunan sud-occidentale, del Guangxi settentrionale, dello Jiangxi occidentale, del Fujian nord-occidentale e del Guangdong nord-orientale. Il contrasto, in pochi giorni, tra massime quasi estive e un raffreddamento marcato evidenzia il passaggio stagionale in corso, ma non autorizza a estendere lo stesso andamento a ogni provincia o località.
Il caldo estivo del 2026 aveva già messo sotto pressione la rete elettrica cinese, ma i dati disponibili non dimostrano che i picchi registrati durante l’estate siano stati causati proprio dall’ondata di fine settembre. A luglio la domanda nazionale istantanea ha raggiunto un nuovo massimo, spinta da più fattori: attività industriale, ricarica dei veicoli elettrici, servizi digitali e uso dei condizionatori. La commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme ha indicato che il raffrescamento rappresenta una quota importante del carico di punta, con differenze tra province. Il collegamento con l’episodio autunnale è dunque plausibile sul piano dei consumi locali, ma non va confuso con una prova di nuovi record elettrici a ottobre.
Un esempio provinciale viene dal Guangdong: il 18 agosto il carico elettrico di punta ha toccato 183 gigawatt, quinto record del 2026 per la rete locale secondo una comunicazione delle autorità della provincia. La stessa fonte riferisce che l’aria condizionata rappresentava oltre il 30% del carico del Guangdong e che un aumento di un grado poteva associarsi a una crescita della domanda regionale. Questi numeri descrivono la stagione estiva, non l’inizio di ottobre. Inoltre il picco dipende insieme dalla temperatura, dai consumi industriali e dall’organizzazione della rete: attribuirlo a una sola causa semplificherebbe un sistema complesso.
La domanda elettrica non segue però soltanto il termometro. I dati nazionali sugli otto primi mesi dell’anno mostrano la crescita dei consumi complessivi, con contributi distinti di industria, servizi e nuove attività; ad agosto, invece, i consumi residenziali sono diminuiti rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in un contesto di più tifoni e piogge che hanno ridotto la necessità di raffrescamento. Questo confronto aiuta a leggere i picchi: le temperature possono far salire rapidamente il carico dei condizionatori, ma precipitazioni, nuvolosità e andamento economico cambiano il risultato osservato. Non sono disponibili, nelle fonti consultate, dati specifici che quantifichino il contributo del caldo tardivo di settembre alla domanda elettrica.
L’elemento più rilevante dell’episodio è la combinazione tra calendario e intensità locale. Massime di 39°C a cavallo tra settembre e ottobre sono anomale rispetto alle condizioni attese nella stagione di transizione; i record di singole stazioni mostrano quanto possano spingersi gli estremi, ma non descrivono da soli il clima medio di un’intera provincia o della Cina. Il dato dello Jiangxi, con una media mensile sopra la norma, aggiunge invece un’indicazione di contesto più ampia. Insieme, le due scale suggeriscono un episodio significativo senza trasformarlo impropriamente in un primato nazionale certificato. Il successivo raffreddamento conferma inoltre che l’ondata è stata limitata nel tempo.
Sul fronte energetico, i primati estivi e le temperature autunnali appartengono a due piani di analisi da tenere separati. È ragionevole attendersi che il caldo aumenti l’uso del raffrescamento negli edifici, ma per stabilire l’impatto effettivo servono serie giornaliere di carico e dati di consumo confrontati con meteo, attività industriale e calendario. Le fonti disponibili documentano picchi estivi e descrivono il peso dei condizionatori, ma non attribuiscono un nuovo massimo di rete al caldo di ottobre. La prudenza, qui, non riduce la portata del fenomeno: evita di presentare come accertato un nesso che richiede misurazioni specifiche.
Per valutare l’eventuale seguito occorre osservare le rilevazioni giornaliere degli osservatori meteorologici e gli aggiornamenti del centro meteorologico nazionale, distinguendo i record di singola stazione dalle medie regionali. Sul piano elettrico servono invece comunicazioni dei gestori e statistiche di carico riferite alle stesse date dell’ondata. Le informazioni disponibili indicano che aria fredda e piogge hanno già interrotto la fase più intensa in varie aree; non consentono di prevedere una nuova recrudescenza né di quantificare i consumi legati al caldo autunnale. Il dato certo, allo stato delle fonti consultate, è quindi un episodio breve ma marcato, seguito da un raffreddamento e accompagnato da record locali riportati.








