Tifone Saudel, nuove inondazioni in Cina: studenti isolati e allerta nel Fujian

Il sistema tropicale ha nuovamente raggiunto la costa del Fujian dopo aver già interessato lo Zhejiang, con piogge persistenti, scuole chiuse e rischio di nuove piene rapide.

Il tifone Saudel ha riacquistato forza sul Mar Cinese Meridionale e ha raggiunto per la terza volta la costa della Cina orientale, aggravando una fase di maltempo già responsabile di allagamenti nello Zhejiang e nel Fujian. L’impatto più evidente riguarda la provincia dello Zhejiang, dove piogge estremamente intense hanno isolato oltre 2.500 studenti e insegnanti all’interno di un complesso scolastico nella città di Wenzhou. L’acqua ha rapidamente invaso le zone più basse, rendendo difficili gli spostamenti e imponendo l’intervento delle autorità.

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Secondo le informazioni diffuse dai media statali cinesi e riprese da Reuters, le persone bloccate nel complesso scolastico sono state rifornite con viveri e acqua potabile trasportati tramite droni. La soluzione ha consentito di mantenere i collegamenti essenziali mentre l’acqua impediva un’evacuazione ordinaria e sicura. Il caso di Wenzhou mostra come, durante le piogge associate ai cicloni tropicali, anche strutture non direttamente esposte al mare possano diventare temporaneamente isolate quando il deflusso si concentra nelle aree pianeggianti.

La nuova fase del sistema ha avuto un passaggio decisivo nel Fujian. Saudel è approdato giovedì 3 settembre 2026 lungo la costa della contea di Zhangpu, nell’area di Zhangzhou, intorno alle 6:30 locali. L’osservatorio meteorologico provinciale ha indicato venti massimi sostenuti vicino al centro pari a 23 metri al secondo. Il landfall nel Fujian è arrivato dopo due precedenti passaggi sulla costa dello Zhejiang, registrati il 28 agosto, a conferma di un’evoluzione insolitamente articolata del sistema tropicale.

Le autorità hanno mantenuto alta l’attenzione sul rischio di piene improvvise, soprattutto nel Fujian. Il Centro meteorologico nazionale cinese ha emesso un’allerta blu per il tifone e ha previsto uno spostamento verso ovest, con graduale indebolimento. La traiettoria attesa porta il sistema in direzione del Guangdong, mentre la fascia di precipitazioni può interessare anche il Jiangxi meridionale e lo Hunan meridionale. Le piogge forti o torrenziali sono attese tra il pomeriggio di giovedì e quello di venerdì.

Nel Fujian la risposta istituzionale ha coinvolto una parte significativa della popolazione esposta. Le autorità provinciali hanno comunicato l’evacuazione di oltre 83.000 persone entro le prime ore di giovedì. Le piogge hanno inoltre determinato la sospensione di attività lavorative, commerciali e scolastiche in alcune zone di Zhangzhou, mentre le scuole sono state chiuse anche in altre città, tra cui Fuzhou, Quanzhou e Ningde. La prudenza ha riguardato anche la mobilità: diversi tratti stradali sono stati chiusi e centinaia di servizi di trasporto sospesi.

Le conseguenze sul territorio sono apparse particolarmente rilevanti nelle aree depresse del Fujian. A Fuding, immagini diffuse dai media hanno mostrato acqua marrone che copriva i veicoli e scorreva lungo le strade trascinando detriti. Il quadro è compatibile con una situazione nella quale le precipitazioni intense si sommano al rapido accumulo dell’acqua nei settori più bassi e al contributo dei corsi d’acqua in crescita. Per questo il pericolo non è legato soltanto alla pioggia in atto, ma anche alla possibilità che l’acqua continui a convergere dopo la fase più intensa.

La distribuzione degli effetti evidenzia una differenza tra l’impatto immediato sulle comunità e la scala più ampia dell’emergenza. Nello Zhejiang il caso più emblematico è quello del complesso scolastico isolato a Wenzhou; nel Fujian, invece, il problema assume dimensioni territoriali più estese, con evacuazioni, chiusure, interruzioni dei trasporti e allarmi per possibili inondazioni improvvise. La persistenza delle precipitazioni aumenta il rischio di saturazione dei terreni e rende più complessa la riapertura delle strade e delle strutture pubbliche.

La previsione ufficiale indica che Saudel dovrebbe muoversi verso ovest a una velocità compresa tra 15 e 20 chilometri orari, perdendo progressivamente intensità. Tuttavia, l’indebolimento del vento non coincide necessariamente con la fine del pericolo: un sistema tropicale meno organizzato può continuare a produrre precipitazioni molto abbondanti, soprattutto quando interagisce con rilievi, umidità elevata e bacini già sottoposti a piogge precedenti. L’attenzione resta quindi concentrata sulla distribuzione delle piogge e sulla risposta dei fiumi più che sulla sola categoria del tifone.

Per la popolazione, la fase più delicata riguarda le ore successive al landfall e il transito verso l’interno. La chiusura preventiva delle scuole e la sospensione delle attività riducono l’esposizione negli spostamenti, ma non eliminano il rischio per chi si trova già in edifici isolati o in aree dove la rete stradale è stata interrotta. L’esperienza di Wenzhou dimostra inoltre che la gestione dell’emergenza può richiedere rifornimenti alternativi e una sorveglianza continua, soprattutto quando l’acqua impedisce l’accesso dei mezzi terrestri.

La traiettoria di Saudel descrive una dinamica atmosferica complessa: dopo i passaggi sulla costa dello Zhejiang, il sistema ha attraversato il Mar Cinese Meridionale e ha recuperato parte della propria organizzazione prima del nuovo approdo nel Fujian. Questo comportamento spiega perché il rischio si sia mantenuto elevato anche dopo il primo impatto sulla terraferma. La lettura meteorologica più prudente consiste nel separare la forza dei venti dalla capacità di produrre pioggia: in questa fase è soprattutto l’acqua, con i suoi effetti cumulativi, a determinare le conseguenze più gravi.

Il passaggio successivo dovrà essere valutato sulla base di tre indicatori: la durata effettiva delle piogge nel Fujian e nel Guangdong, l’andamento dei livelli dei corsi d’acqua e la possibilità di riaprire in sicurezza strade e servizi. Anche se la circolazione di Saudel è prevista in graduale attenuazione, le aree già allagate possono restare vulnerabili per diverse ore. Le autorità dovranno quindi verificare non soltanto la posizione del centro del sistema, ma anche l’evoluzione delle piene rapide e dei fenomeni di ristagno.

L’incertezza principale riguarda la quantità di precipitazione che potrà ancora concentrarsi lungo il percorso verso ovest. Un rallentamento locale, un’interazione con i rilievi o la persistenza di bande temporalesche possono prolungare gli effetti al suolo anche mentre il tifone perde struttura. Per questo, la riduzione dell’intensità del vento non dovrebbe essere interpretata come un immediato ritorno alla normalità. Fino alla conclusione della fase piovosa, restano centrali gli aggiornamenti meteorologici e gli eventuali avvisi contro le inondazioni improvvise.

Ugo Bellini

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