Grecia sotto assedio degli incendi: due pompieri morti a Creta, evacuazioni a Paros

Le fiamme alimentate dal vento hanno aperto nuovi fronti sulle isole greche nel pieno della stagione turistica, con soccorsi impegnati anche dal cielo.

La Grecia affronta una nuova emergenza incendi nel cuore dell’estate 2026. Due pompieri sono morti mentre partecipavano alle operazioni contro un vasto rogo nella regione di Rethymno, a Creta, mentre sull’isola di Paros le autorità hanno disposto evacuazioni precauzionali in dieci aree tra martedì 28 e mercoledì 29 luglio. Il quadro resta complesso per la combinazione di vegetazione secca, temperature elevate e vento, fattori che possono rendere instabile l’evoluzione dei fronti anche dopo le prime azioni di contenimento.

Incendi in Grecia tra Creta e Paros

Due pompieri sono morti durante le operazioni contro un incendio nella regione di Rethymno, a Creta, mentre le squadre affrontavano vento e fumo.

La tragedia nel territorio di Rethymno, a Creta

I due vigili del fuoco sono deceduti durante il contrasto alle fiamme nel territorio di Rethymno, nella parte meridionale di Creta. Secondo il servizio antincendio greco, nell’area erano impegnati oltre 150 operatori, affiancati da quattro elicotteri e quattro aerei per il lancio dell’acqua. Le autorità hanno segnalato che il vento stava complicando il lavoro delle squadre e hanno disposto ordini di evacuazione per alcune località vicine al rogo.

Le circostanze esatte della morte dei due pompieri non sono state chiarite immediatamente. Le prime ricostruzioni riportate dai media locali indicavano che gli operatori avrebbero potuto essere rimasti intrappolati nel loro veicolo dopo aver perso l’orientamento a causa del fumo. Si tratta però di un elemento ancora da verificare attraverso gli accertamenti ufficiali, mentre il Corpo nazionale ha definito i due soccorritori caduti nell’adempimento del dovere per proteggere persone, abitazioni e ambiente naturale.

Emergenza incendi sulle isole greche

A Paros le autorità hanno disposto evacuazioni precauzionali in dieci aree attraverso il sistema di emergenza 112, nel pieno della stagione turistica.

A Paros evacuate dieci zone durante la notte

A Paros, nelle Cicladi, l’incendio è divampato martedì 28 luglio nella zona di Kambi, interessando vegetazione bassa e materiale accumulato. In una prima fase il sistema di emergenza 112 ha inviato avvisi per quattro aree, mentre le successive disposizioni hanno esteso l’evacuazione ad altri territori. Nel complesso, secondo le informazioni diffuse dalle autorità, sono state coinvolte dieci zone, cinque durante la giornata e altre cinque nelle prime ore di mercoledì.

L’isola, molto frequentata nella stagione estiva, ha ricevuto rinforzi dal continente e dalle vicine isole di Syros e Naxos. Le squadre specializzate nelle emergenze boschive sono state trasferite da Atene, mentre sul campo hanno operato quasi 90 vigili del fuoco con mezzi terrestri. Il dispositivo aereo comprendeva due velivoli per il lancio dell’acqua e cinque elicotteri. Le evacuazioni sono state definite precauzionali, senza indicazioni immediate di un coinvolgimento diretto delle strutture turistiche più esposte.

La situazione di Paros è stata resa più delicata dalla presenza del vento, che sulle isole dell’Egeo può modificare rapidamente la direzione delle fiamme e trasportare faville verso aree non ancora interessate. Le notizie disponibili non indicano, al momento, un bilancio di vittime legato a questo rogo né danni estesi agli insediamenti. Resta comunque necessario attendere gli aggiornamenti delle autorità, perché la riduzione delle fiamme non coincide automaticamente con la completa cessazione del rischio.

Caldo, siccità e vento aumentano la pericolosità

Gli incendi si sviluppano in una fase stagionale particolarmente sensibile per la Grecia, dove il clima estivo è normalmente caldo e asciutto, ma può diventare ancora più favorevole alla propagazione delle fiamme quando alla scarsità di umidità si aggiungono ventilazione sostenuta e vegetazione già disseccata. Le autorità greche avevano indicato per Creta e per diverse isole dell’Egeo un rischio di incendio molto elevato, classificato nella categoria 4 su una scala di cinque livelli.

Il contesto meteorologico aiuta a comprendere perché le operazioni richiedano contemporaneamente mezzi terrestri e aerei. Il calore asciuga rapidamente gli strati superficiali del suolo e la vegetazione, mentre il vento può ostacolare i lanci d’acqua, alimentare nuovi focolai e rendere più difficile l’accesso alle zone colpite. Non significa che ogni incendio abbia la stessa origine o la stessa dinamica, ma spiega la rapidità con cui un fronte può diventare pericoloso per abitazioni, strade e aree turistiche.

Perché le evacuazioni sono decisive sulle isole turistiche

Sulle isole greche la gestione dell’emergenza presenta difficoltà specifiche: la disponibilità di mezzi e personale può essere più limitata rispetto alla terraferma, mentre la rete stradale e i collegamenti marittimi concentrano in pochi corridoi gli spostamenti di residenti e visitatori. A Paros, l’uso del sistema 112 ha consentito di allontanare preventivamente le persone dalle aree ritenute più esposte senza attendere che le fiamme raggiungessero gli insediamenti. È una strategia fondata sulla prudenza, particolarmente importante in presenza di vento e informazioni che possono cambiare rapidamente.

L’evacuazione non rappresenta necessariamente la prova che un’area sia già stata colpita dal fuoco. In molti casi viene decisa per creare margini di sicurezza, liberare le strade ai mezzi di soccorso e ridurre il rischio di interventi dell’ultimo momento. Per i turisti significa seguire soltanto le comunicazioni ufficiali, evitare di avvicinarsi ai fronti e non rientrare nelle zone interdette fino alla revoca formale degli ordini. Il ritorno alla normalità dipenderà dall’assenza di riaccensioni e dalla verifica delle infrastrutture.

Per Creta il punto centrale resta l’evoluzione del rogo nella regione di Rethymno e la sicurezza delle squadre impegnate sul terreno. Saranno determinanti l’intensità del vento, l’eventuale apertura di nuovi fronti e la possibilità di mantenere operativi elicotteri e aerei. In assenza di dati ufficiali conclusivi non è possibile stabilire in anticipo quando l’incendio potrà essere dichiarato completamente sotto controllo. Anche dopo il contenimento delle fiamme visibili, le autorità dovranno sorvegliare le aree bruciate per individuare eventuali ripartenze.

A Paros, invece, l’attenzione sarà rivolta alla conferma del contenimento e alla revoca graduale delle evacuazioni. Il fatto che le disposizioni siano state adottate in dieci zone mostra quanto la risposta sia stata calibrata sull’incertezza della situazione, non soltanto sulla posizione iniziale dell’incendio. Le prossime comunicazioni dovranno chiarire se restano limitazioni alla mobilità, quali aree sono accessibili e se il vento continua a mantenere alto il pericolo. Per residenti e visitatori, la prudenza rimane la misura più efficace fino alla conclusione dell’emergenza.

Redazione

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