La settimana compresa tra lunedì 13 e domenica 19 luglio 2026 si aprirà con un nuovo consolidamento dell’anticiclone subtropicale sul Mediterraneo centrale. La struttura verrà alimentata da aria nordafricana molto calda, destinata a favorire condizioni in prevalenza soleggiate e un progressivo rialzo delle temperature su gran parte dell’Italia. Il segnale più robusto riguarda quindi la persistenza del caldo, mentre le precipitazioni resteranno generalmente scarse fuori dalle aree settentrionali più esposte alle infiltrazioni instabili.

L’alta pressione torna a occupare il Mediterraneo
Il caldo intenso dovrebbe accentuarsi soprattutto dalla parte centrale della settimana, con il Centro-Sud e le Isole maggiori in prima linea. Le aree interne della Sardegna risultano candidate ai valori più elevati, con stime modellistiche comprese indicativamente tra 42 e 45 gradi, mentre in diverse zone interne del Mezzogiorno e del Centro potranno essere raggiunte o superate localmente soglie prossime ai 40 gradi. Al Nord i picchi saranno in genere inferiori, ma l’umidità crescente potrà rendere l’afa più pesante e favorire notti tropicali nelle città e lungo le coste.
Temporali in riattivazione lungo il bordo settentrionale
La presenza dell’alta pressione non impedirà lo sviluppo di temporali alpini. Lunedì il rischio resterà contenuto e concentrato soprattutto sui rilievi, mentre martedì 14 un impulso più instabile in transito sull’Europa centrale potrà rendere i fenomeni più frequenti dalle Alpi occidentali al Nord-Est. I settori orientali appaiono tra i più esposti a rovesci localmente intensi, con possibili sconfinamenti verso le pianure vicine. Nei nuclei più organizzati non si possono escludere grandine e raffiche improvvise, mentre il resto del Paese conserverà condizioni molto più stabili.
Tra mercoledì e la seconda parte della settimana l’instabilità potrebbe riproporsi a più riprese sull’arco alpino e, a tratti, sulla Val Padana, alternandosi a fasi soleggiate. Il contrasto tra l’aria molto calda accumulata nei bassi strati e correnti relativamente più fresche in quota manterrà il potenziale per episodi localmente forti, senza però configurare al momento una svolta generalizzata. L’incertezza previsionale aumenta avvicinandosi al fine settimana: alcune simulazioni ipotizzano un passaggio più incisivo al Nord, mentre altre mantengono la saccatura oltre le Alpi e confermano la prevalenza del caldo.
Un’estate già segnata da anomalie termiche
La nuova fase calda si inserisce in una stagione già caratterizzata da valori eccezionali su ampie porzioni del continente. Secondo Copernicus, giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale, accompagnato da temperature marine particolarmente elevate. Questo dato non consente di attribuire automaticamente ogni singolo episodio al cambiamento climatico, ma descrive un contesto di fondo favorevole alla ripetizione e alla persistenza delle ondate di calore, rendendo più rilevanti durata, temperature notturne e stress termico complessivo.
Fino a domenica 19 luglio lo scenario più probabile resta quello di una settimana dominata dal sole e dal caldo severo al Centro-Sud e sulle Isole, mentre il Nord dovrà fare i conti con una maggiore alternanza tra stabilità e temporali, soprattutto vicino ai rilievi e sulle pianure adiacenti. Gli aggiornamenti locali saranno decisivi per definire intensità e traiettoria dei fenomeni convettivi, così come i bollettini sul disagio termico andranno controllati quotidianamente nelle aree urbane e nelle zone interne più calde.















