Domenica 2 agosto, caldo africano sull’Italia: fino a 40 gradi e notti tropicali

La massa d'aria subtropicale mantiene temperature eccezionali sulle pianure e nelle città, mentre l'instabilità resta confinata soprattutto ai rilievi.

Domenica 2 agosto 2026 l’Italia sarà alle prese con una fase di caldo molto intenso, sostenuta dall’afflusso di aria subtropicale di matrice africana. Le temperature potranno raggiungere punte prossime ai 40°C in diverse aree interne e sulla Pianura Padana, con valori indicati fino a 40°C a Bologna e intorno ai 39°C a Firenze, Roma, Milano, Padova e Foggia. Il disagio sarà accentuato dall’umidità elevata e dal debole ricambio d’aria, mentre sui rilievi alpini e appenninici crescerà la possibilità di temporali di calore pomeridiani.

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La domenica più calda tra pianure e grandi città

Il quadro meteorologico sarà dominato dall’alta pressione e da una massa d’aria calda proveniente dal Nord Africa, una configurazione che favorisce cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi e un forte riscaldamento del suolo. Le aree interne, lontane dall’effetto mitigatore del mare, saranno quelle più esposte ai picchi termici. In questo contesto, le grandi città potranno vivere le ore centrali con una combinazione particolarmente pesante di calore, umidità e ventilazione scarsa.

A Bologna la colonnina di mercurio potrebbe avvicinarsi ai 40°C, mentre Firenze, Roma, Milano, Padova e Foggia sono tra i centri indicati per valori prossimi ai 39°C. Si tratta di stime riferite alle singole località e non di temperature uniformi sull’intera regione: le differenze tra centro urbano, periferie, campagne, fondovalle e zone costiere possono essere rilevanti. Anche per questo la previsione deve essere letta su scala territoriale, senza estendere automaticamente il dato di una città alle aree circostanti.

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Il caldo risulterà più gravoso soprattutto nelle aree densamente urbanizzate. Asfalto, cemento e edifici assorbono energia durante il giorno e la rilasciano lentamente dopo il tramonto, contribuendo al fenomeno dell’isola di calore urbana. La conseguenza è un raffreddamento notturno meno efficace rispetto alle zone rurali, con una sensazione di afa che può proseguire anche dopo il calo della radiazione solare.

Notti tropicali e disagio che continua dopo il tramonto

Uno degli aspetti più delicati della giornata sarà rappresentato dalle temperature minime. In diverse località, soprattutto urbane e nelle pianure più umide, l’aria potrebbe non scendere sotto i 25°C fino all’alba, dando luogo a notti definite super tropicali. Quando il calore resta elevato anche nelle ore notturne, l’organismo dispone di meno tempo per recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno e il sonno può risultare più difficile e meno ristoratore.

L’afa dipenderà non soltanto dal valore della temperatura, ma anche dall’umidità e dalla ventilazione. A parità di gradi misurati, una maggiore quantità di vapore acqueo nell’aria ostacola l’evaporazione del sudore e rende più difficile la dispersione del calore corporeo. Il disagio potrà quindi risultare più intenso nelle città della Pianura Padana e nelle aree dove il ricambio d’aria sarà limitato, mentre brezze locali potranno attenuarlo parzialmente lungo alcuni tratti costieri.

In presenza di condizioni così calde, il Ministero della Salute considera particolarmente esposte le persone anziane, i bambini piccoli, chi soffre di patologie croniche e chi svolge attività fisica o lavori intensi all’aperto. Le indicazioni di prevenzione invitano a ridurre l’esposizione nelle ore più calde, evitare lo sforzo fisico durante il pomeriggio, bere regolarmente e mantenere gli ambienti domestici il più possibile schermati e ventilati nelle ore fresche.

Temporali di calore su Alpi e Appennini

La stabilità non sarà completa. Il riscaldamento diurno, associato alla presenza di umidità e a condizioni più instabili in quota, potrà favorire la formazione di nubi a sviluppo verticale sui rilievi. I temporali saranno più probabili nelle ore pomeridiane lungo l’arco alpino, le Prealpi e la dorsale appenninica, con fenomeni localizzati e distribuzione irregolare. Molte pianure e città potranno restare asciutte anche a breve distanza da un rovescio.

La natura locale dei fenomeni rende difficile stabilire con largo anticipo quali comuni saranno interessati. Dove il temporale riuscirà a svilupparsi, potranno verificarsi rovesci intensi in brevi intervalli, raffiche di vento e, nei casi più energici, anche grandine. Il passaggio di una cella temporalesca potrà determinare un calo termico temporaneo, ma non basterà necessariamente a interrompere la fase calda su scala regionale.

Nel Centro Italia il contrasto sarà particolarmente evidente tra le città e le zone montuose. Roma e Firenze resteranno inserite in un contesto prevalentemente caldo e stabile, mentre lungo l’Appennino l’instabilità diurna potrà generare addensamenti e brevi rovesci. Sulle coste la presenza delle brezze potrà contenere in parte i picchi pomeridiani, senza però eliminare la sensazione di caldo, soprattutto nelle ore centrali.

Perché il caldo sarà più difficile da sopportare nelle città

La combinazione tra temperature massime elevate, umidità e minime notturne molto alte rappresenta l’elemento più significativo di questa domenica. Il valore di 40°C, da solo, non descrive completamente il disagio: contano anche la durata della fase calda, la possibilità di recupero durante la notte, l’assenza di ventilazione e le caratteristiche dell’ambiente urbano. Una città può quindi risultare più opprimente di una località rurale vicina anche con differenze termiche relativamente contenute.

L’isola di calore tende infatti a mantenere più alte le temperature serali e notturne, mentre l’umidità riduce l’efficacia della sudorazione. Il risultato è un carico termico prolungato, particolarmente rilevante per chi vive in abitazioni poco ventilate, per gli anziani soli e per le persone con problemi cardiovascolari o respiratori. In questo scenario, la gestione del caldo non riguarda soltanto le ore di massima insolazione, ma l’intero arco delle ventiquattro ore.

Cosa monitorare dopo il picco di domenica

L’evoluzione successiva dipenderà dal comportamento delle correnti più fresche e instabili presenti in quota. Se gli impulsi provenienti dall’Europa centrale riusciranno a spingersi verso sud, i temporali potranno aumentare di frequenza e interessare anche parte delle pianure; se invece resteranno confinati all’arco alpino e ai rilievi, il caldo potrebbe proseguire con una riduzione soltanto locale e temporanea. Al momento, l’elemento più incerto resta dunque l’estensione dei fenomeni temporaleschi.

Gli aggiornamenti ravvicinati saranno importanti soprattutto per chi frequenterà montagne, vallate e sentieri durante il pomeriggio. La previsione consente di individuare le aree potenzialmente più esposte, ma non sempre può definire con precisione l’orario o il comune colpito da un temporale di calore. Per le città, invece, il segnale più solido resta quello di una domenica molto calda, afosa e seguita da una notte difficilmente fresca.

Giancarlo Colapinto

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