Alle ore 6:07 del 26 agosto 2025, una scossa tellurica di magnitudo ML 4.7 ha avuto luogo nel cuore del Tirreno Meridionale, a circa 88 chilometri dalla costa di Favignana, nell’arcipelago delle Egadi, in provincia di Trapani. Il fenomeno, registrato con precisione dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, si è verificato a una profondità di 10 chilometri, con coordinate di 38.1913 di latitudine nord e 11.3808 di longitudine est. La scossa ha raggiunto diverse aree della Sicilia occidentale, in particolare i territori di Trapani e Palermo, suscitando preoccupazione tra la popolazione locale e i visitatori, pur senza causare, secondo le prime rilevazioni, danni a infrastrutture o persone.

La posizione in mare e la profondità dell’ipocentro hanno contenuto l’impatto sulle aree abitate, ma il sisma rappresenta un monito sulla necessità di mantenere alta la vigilanza. L’INGV continua a svolgere un ruolo cruciale nel monitoraggio e nell’analisi della dinamica sismica, fornendo dati preziosi per la sicurezza della popolazione © INGV
Impatto e percezione del sisma
Il terremoto è stato percepito chiaramente lungo il litorale occidentale siciliano, con effetti più marcati nei piani superiori degli edifici di località come Favignana, Marsala e alcune zone di Palermo. I questionari macrosismici raccolti tramite il portale www.hsit.it, gestito dall’INGV, indicano un’intensità compresa tra il III e il IV grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS). Questo livello suggerisce un impatto moderato, capace di generare leggere vibrazioni di oggetti e un senso di inquietudine tra la popolazione, ma senza conseguenze distruttive. La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), elaborata utilizzando i dati delle reti sismiche e accelerometriche dell’INGV e del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), evidenzia che l’energia del sisma si è dissipata prevalentemente in mare, limitando gli effetti sulle aree terrestri.
Storia sismica dell’area delle Egadi
La zona al largo delle Isole Egadi è caratterizzata da un’attività sismica documentata nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15 v. 4.0). In passato, la Sicilia occidentale ha sperimentato eventi tellurici di maggiore entità rispetto a quello odierno. Tra i più rilevanti si ricordano i sismi del 1823 (Mw 4.9) e del 1828 (Mw 5.1), oltre a due episodi significativi nel secolo scorso: il terremoto del 16 marzo 1941 (Mw 5.9), con epicentro leggermente spostato a nord-est rispetto all’attuale, e quello dell’8 dicembre 1979 (Mw 5.3), collocato nella stessa area del sisma di oggi. Questi precedenti confermano che la regione è interessata da una sismicità regolare, con epicentri spesso localizzati in mare.
A partire dal 1985, la Rete Sismica Nazionale ha rilevato in quest’area una sismicità poco frequente e generalmente di bassa o media intensità. Tra gli eventi degni di nota si annoverano i terremoti del 29 maggio 1995 e del 30 dicembre 1999, entrambi di magnitudo 4.3, oltre a due scosse più recenti: una di magnitudo ML 4.1 il 21 settembre 2024 e un’altra di ML 4.0 il 15 marzo 2025, quest’ultima a una profondità di circa 6 chilometri. Questi dati confermano che la regione rimane sismicamente attiva, anche se con eventi di magnitudo contenuta. L’INGV monitora costantemente la zona grazie a una rete di strumenti avanzati, che consentono una localizzazione precisa dei terremoti e una valutazione rapida dei loro effetti.





