Il 26 marzo torna l’ora legale: è ancora così utile? È vero che sarà abolita? Facciamo luce sulla questione

Il dibattito sull'ora legale è ormai diventato una vera e propria questions time sull'ambiente e sui rischi per la nostra salute. Introdotta due secoli fa l'ora legale rischia di fare più danni che risparmi.

Il prossimo 26 marzo si entrerà ufficialmente nell’ora legale, e le lancette dell’orologio dovranno essere spostate in avanti di un’ora alle 2:00 del mattino. Questo significa dormire un’ora in meno, ma beneficiare di un’ora di luce in più al termine della giornata. Tuttavia, nonostante la pratica sia in vigore da molti anni, diversi studi hanno dimostrato che il passaggio all’ora legale ha effetti negativi sulla salute umana, tra cui un aumento di ictus, attacchi di cuore e privazione del sonno. Molti individui si sentono scompensati e hanno bisogno di alcuni giorni per riprendersi, avvertendo stress, stanchezza, riduzione dell’attenzione e alterazioni dell’umore.

Perché venne introdotta l’ora legale

Tuttavia, l’ora legale è stata introdotta inizialmente per il risparmio energetico, poiché spostando le lancette in avanti di un’ora si riduce l’uso dell’illuminazione elettrica. Secondo uno studio, mantenere l’ora legale per tutto l’anno in Italia permetterebbe un risparmio di 2,7 miliardi di euro sui consumi elettrici nel 2023, oltre a una riduzione di circa 215.000 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno.

È veramente così utile l’ora legale?

Ci sono stati dibattiti riguardo all’abolizione dell’ora legale o alla sua adozione per tutto l’anno. Nel 2018, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che prevede l’abolizione dell’obbligo per i vari paesi membri di passare da un’ora all’altra due volte all’anno, permettendo di scegliere se adottare o meno l’orario legale o quello solare. Tuttavia, la proposta non è mai stata discussa e non ci sono state ulteriori novità in merito. L’Italia ha deciso di mantenere il cambio dell’ora, almeno per il momento, il che potrebbe creare discrepanze con gli altri paesi europei.

Nonostante gli effetti negativi sulla salute, l’ora legale rimane in vigore, poiché il risparmio energetico che essa garantisce è ancora ritenuto di valore. Tuttavia, c’è la possibilità che si verifichino cambiamenti in futuro, poiché il dibattito sull’abolizione dell’ora legale o la sua adozione per tutto l’anno rimane aperto.

Un accenno storico. L’ora legale è una pratica adottata da molti paesi nel mondo per risparmiare energia elettrica durante i mesi estivi. L’idea di un cambio d’ora per risparmiare energia risale al 1784, quando Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine, pubblicò una proposta di cambio d’ora sul quotidiano francese Journal de Paris. Tuttavia, la sua proposta non trovò seguito fino al 1907, quando l’idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willett. Nel 1916, la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che prevedeva lo spostamento delle lancette dell’orologio un’ora in avanti durante l’estate.

Molti paesi hanno seguito l’esempio della Gran Bretagna, soprattutto durante la Prima Guerra Mondiale, quando il risparmio energetico era una priorità. Tuttavia, i paesi della fascia tropicale non adottano l’ora legale, poiché la variazione delle ore di luce durante l’anno è minima e non giustifica uno spostamento delle lancette dell’orologio. Inoltre, nell’emisfero australe, le stagioni sono invertite rispetto all’emisfero boreale, quindi l’ora legale segue un calendario invertito.

I rischi per la nostra salute

Anche se l’ora legale è considerata una pratica positiva per il risparmio energetico, ci sono alcuni rischi associati al cambio di lancette. In particolare, ci sono cinque rischi principali che le persone potrebbero incontrare. Il primo rischio è l’incremento degli incidenti stradali. Secondo alcuni studi, il cambio di orario può provocare un abbassamento del livello di attenzione e un aumento della fatica, causando micro-svegli e alterazioni dei ritmi circadiani. Tuttavia, uno studio del 2010 del Journal of Environmental Public Health ha dimostrato che non ci sono stati incrementi di incidentalità in Finlandia durante il periodo di cambio d’ora.

Il secondo rischio è l’aumento degli infortuni sul lavoro, soprattutto per le persone che svolgono attività ad alto rischio come i minatori. Uno studio del 2009 pubblicato sul Journal of Applied Psychology ha dimostrato che molti minatori avevano avuto 40 minuti in meno di sonno dopo il cambio di orario, causando un aumento del 5,7% di lesioni nella settimana successiva.

Il terzo rischio è il “cyber-ozio“, ovvero l’overdose di navigazione su internet durante le ore di lavoro. Uno studio del 2012 pubblicato sul Journal of Applied Psychology ha dimostrato che il “cyberloafing” aumenta significativamente dopo il cambio di orario, causando un abbassamento di concentrazione che può danneggiare le casse dell’impresa.

Il quarto rischio è legato alla salute. Alcune persone potrebbero risentire del cambio di orario e subire un aumento di cefalea a grappolo o attacchi di cuore. Infine, il quinto rischio è la difficoltà nel regolare il sonno, a causa dei cambiamenti di orari che incidono nel regolare ritmo circadiano.

Mirko Iannarelli

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