Un forte temporale ha raggiunto Milano all’alba di mercoledì 9 settembre 2026, con l’arrivo delle precipitazioni più intense intorno alle 5.30. La pioggia è stata accompagnata da numerosi fulmini, tuoni e raffiche di vento. Il passaggio del sistema perturbato ha spinto il Comune a disporre la chiusura per l’intera giornata dei parchi cittadini e delle attività ospitate al loro interno, in una fase caratterizzata da condizioni potenzialmente rischiose nelle aree alberate.

Il temporale ha raggiunto Milano nelle prime ore del 9 settembre, con pioggia intensa, fulmini e raffiche di vento che hanno spinto il Comune a chiudere i parchi cittadini. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
La misura ha riguardato non soltanto i percorsi verdi, ma anche alcune strutture e servizi presenti all’interno dei parchi. Sono rimasti chiusi il Planetario e le biblioteche ospitate nelle aree verdi, mentre sono stati sospesi i servizi educativi. Il Museo civico di Storia naturale ha mantenuto l’apertura, ma con accesso limitato dal cancello di Porta Venezia e lungo un percorso recintato, distante dagli alberi.
Il provvedimento comunale si inserisce nel quadro dell’allerta di Protezione civile diramata per la Lombardia. Nell’area del Nodo idraulico di Milano è stato indicato un livello arancione per il rischio temporali e un livello giallo per il rischio idrogeologico. Le indicazioni ufficiali invitavano a evitare la sosta sotto gli alberi, vicino a impalcature e strutture provvisorie, oltre a prestare attenzione negli spostamenti e alla guida.
I dati pluviometrici disponibili mostrano una distribuzione disomogenea delle precipitazioni nell’area metropolitana. Dalla mezzanotte sono stati rilevati circa 57 millimetri di pioggia a Limbiate, in provincia di Monza e Brianza, e 40 millimetri a Paderno Dugnano, nel Milanese. Valori di questo tipo, concentrati in poche ore e associati a rovesci intensi, possono determinare criticità locali soprattutto nei punti più vulnerabili della rete urbana e viaria.
Il peggioramento segna anche una discontinuità rispetto alla fase calda che ha caratterizzato l’estate. A Milano le temperature del mattino si sono portate intorno ai 20 gradi, con un calo percepibile dopo le precedenti ondate di afa. Secondo le ricostruzioni meteorologiche, la perturbazione nordatlantica ha attraversato le Isole Britanniche, la Francia e parte dell’Europa centrale prima di raggiungere il Nord Italia durante la notte.
L’evoluzione prevista per la giornata non si esaurisce con il primo passaggio dell’alba. Le indicazioni disponibili segnalano la possibilità di nuove precipitazioni nel corso della mattinata e di un ulteriore impulso temporalesco in serata. Sulla Lombardia restano possibili rovesci di forte intensità, grandinate e raffiche di vento, con una maggiore attenzione richiesta nelle aree già interessate da accumuli rilevanti o da fenomeni ravvicinati.
Le prime conseguenze segnalate in Lombardia sono rimaste per lo più circoscritte. A Milano sono stati riportati alcuni rami caduti in strada senza conseguenze rilevanti, mentre nella zona di Gorgonzola i vigili del fuoco sono intervenuti per situazioni analoghe. Nel Cremonese il maltempo ha provocato disagi alla circolazione ferroviaria, con rami sui binari, ritardi e alcune soppressioni, a conferma dell’impatto che il vento può avere sui collegamenti regionali.
Durante le fasi temporalesche le autorità hanno raccomandato di non sostare sotto alberi, impalcature o strutture provvisorie e di mettere in sicurezza gli oggetti presenti negli spazi esterni. Per eventuali emergenze resta attivo il Numero unico 112, mentre gli aggiornamenti sull’evoluzione dell’allerta sono affidati ai canali ufficiali della Protezione civile regionale, dei Comuni e dell’app AllertaLOM.
Perché gli accumuli sono risultati così diversi
La distanza tra i 57 millimetri registrati a Limbiate e i 40 millimetri di Paderno Dugnano descrive bene il carattere irregolare dei temporali organizzati. Non si tratta di una pioggia uniforme su tutta l’area metropolitana: le celle temporalesche concentrano grandi quantità d’acqua lungo traiettorie ristrette e in intervalli brevi, mentre località poco distanti possono ricevere accumuli inferiori. L’effetto pratico dipende quindi dalla combinazione tra intensità, durata e condizioni del territorio. Nelle zone urbanizzate il deflusso è più rapido e la capacità di drenaggio può essere messa sotto pressione in tempi ridotti. L’interpretazione dei dati deve comunque distinguere il valore puntuale del pluviometro dall’andamento complessivo della giornata: nuovi rovesci potrebbero modificare gli accumuli e spostare il baricentro delle criticità verso altri settori lombardi.
Le prossime ore restano da seguire con attenzione
Il passaggio più intenso dell’alba non consente di considerare conclusa la fase perturbata. Le fonti disponibili indicano altri momenti favorevoli a rovesci e temporali, in particolare durante la mattinata e nella prima serata, ma la distribuzione precisa dei fenomeni resta legata alla traiettoria delle celle. Questo significa che le valutazioni dovranno essere aggiornate con i dati dei radar, dei pluviometri e dei bollettini regionali. Per Milano e l’hinterland l’attenzione principale riguarda la possibile ripetizione di piogge concentrate, le raffiche improvvise e la presenza di grandine. La chiusura dei parchi per il 9 settembre risponde a un criterio preventivo legato soprattutto alla sicurezza sotto gli alberi e non equivale, da sola, alla previsione di danni estesi. Saranno le prossime rilevazioni a chiarire se il peggioramento resterà limitato a episodi temporaleschi intermittenti o produrrà ulteriori criticità sul territorio lombardo.















