Lala verso le Hawaii, possibile un uragano sulla Big Island (dopo oltre un secolo dall’ultimo evento)

La tempesta tropicale Lala si avvicina alla principale isola delle Hawaii con una traiettoria meridionale e condizioni favorevoli al rafforzamento.

La tempesta tropicale Lala si sta avvicinando all’arcipelago delle Hawaii e, secondo le previsioni disponibili venerdì 14 agosto 2026, potrebbe raggiungere la forza di uragano prima di arrivare sulla Big Island. Il sistema si muove verso ovest-nordovest e concentra la maggiore minaccia sull’isola più orientale e meridionale dell’arcipelago, dove sono possibili venti dannosi, piogge torrenziali, mareggiate e allagamenti improvvisi.

Tempesta tropicale Lala verso la Big Island delle Hawaii

La tempesta tropicale Lala potrebbe raggiungere la forza di uragano prima di avvicinarsi alla Big Island, con piogge intense e mareggiate. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Una traiettoria sempre più vicina alla Big Island

Lala presentava venti massimi sostenuti intorno a 65 miglia orarie, equivalenti a circa 100 chilometri orari, e avanzava a una velocità di circa 22 chilometri orari. La soglia per la categoria 1 degli uragani è fissata a 74 miglia orarie, poco meno di 120 chilometri orari. Il margine di intensificazione, quindi, resta relativamente contenuto, ma il passaggio sopra acque oceaniche calde può consentire al vortice di rafforzarsi rapidamente nelle ore precedenti all’impatto.

Le autorità hanno emesso un avviso di uragano per la contea di Hawaii, che comprende la Big Island, mentre per Maui County risultava attivo un avviso legato alla tempesta tropicale. L’area comprende Maui, Molokai, Lanai e Kahoolawe. Anche quando il centro di un ciclone non attraversa direttamente un’isola, le fasce nuvolose esterne possono produrre condizioni pericolose a grande distanza dal nucleo, soprattutto lungo i versanti esposti e sulle coste.

Piogge intense, frane e onde pericolose

Il rischio principale non dipende soltanto dalla velocità del vento. Le proiezioni indicavano accumuli compresi tra 20 e 30 centimetri su Maui e sulla Big Island, con punte locali potenzialmente vicine ai 63 centimetri sull’isola maggiore. Una simile distribuzione, inserita in un territorio montuoso e caratterizzato da forti differenze di quota, può favorire piene improvvise, colate di fango e frane sui pendii più ripidi.

Il mare rappresenta un ulteriore elemento di pericolo. L’avvicinamento del ciclone può generare una combinazione di risacca, onde lunghe e correnti di ritorno molto forti, con condizioni critiche anche lontano dal punto esatto di eventuale landfall. Per questo la valutazione del rischio deve comprendere l’intero arcipelago e non limitarsi alla sola linea prevista per il centro della tempesta.

La combinazione fra vento e pioggia può inoltre produrre conseguenze differenti da un’isola all’altra. I versanti orientati verso il flusso umido tendono a ricevere precipitazioni più abbondanti, mentre le aree sottovento possono essere raggiunte da raffiche improvvise e da una maggiore propagazione degli incendi se la vegetazione è secca. Il passaggio di Lala rende quindi necessaria una preparazione articolata, non concentrata su un solo tipo di fenomeno.

Perché l’evento avrebbe un valore storico

Un eventuale landfall di Lala sulla Big Island avrebbe un peso storico rilevante. Le ricostruzioni basate su giornali hawaiani dell’Ottocento indicano che il 9 agosto 1871 un grande uragano colpì le isole di Hawaii e Maui, causando distruzioni estese tra Hilo e Lahaina. Gli studi successivi hanno classificato quel sistema come equivalente a un uragano di categoria 3, pur in assenza delle moderne osservazioni satellitari.

Da allora la Big Island è stata interessata da diversi cicloni tropicali, ma non da un landfall di uragano paragonabile a quello ricostruito per il 1871. L’arcipelago non è comunque estraneo agli impatti severi: nel 1992 l’uragano Iniki raggiunse Kauai come categoria 4, provocando danni ingenti e vittime. Il precedente ricorda che anche una variazione della traiettoria nelle ultime ore può modificare radicalmente l’impatto sul territorio.

La rarità dell’evento non riduce il rischio immediato

Il carattere eccezionale della traiettoria attesa può attirare l’attenzione sul record storico, ma dal punto di vista della protezione civile il dato più importante resta la combinazione fra pioggia, mare e vento. Un ciclone non deve necessariamente attraversare il centro di un’isola per causare danni rilevanti: le precipitazioni possono innescare frane, le onde possono isolare le coste e le raffiche possono interrompere collegamenti e servizi essenziali.

La situazione mostra anche quanto sia complessa la previsione dei cicloni tropicali in prossimità delle isole. La Big Island modifica il flusso dell’aria, mentre la posizione del centro rispetto alle montagne può cambiare la distribuzione delle piogge in poche ore. Per questo gli avvisi ufficiali possono essere aggiornati rapidamente e devono essere letti insieme alle indicazioni locali su evacuazioni, ripari, viabilità e condizioni costiere.

Le prossime ore decisive per intensità e impatto

L’elemento da monitorare è il rapporto fra la velocità di spostamento e il rafforzamento del vortice. Se Lala manterrà una progressione relativamente rapida, il tempo disponibile sopra il mare potrebbe limitare l’intensificazione; se invece rallenterà o conserverà una struttura più organizzata, la probabilità di condizioni da uragano vicino alla Big Island aumenterà. Si tratta di uno scenario condizionato, non di una certezza già acquisita.

Anche la direzione finale resta decisiva. Le previsioni disponibili mostravano una tendenza della traiettoria verso sud, con il possibile avvicinamento alla parte meridionale della Big Island. Piccoli scarti possono modificare le aree più esposte al vento, la durata delle piogge e l’entità della mareggiata. La priorità, dunque, non è stabilire in anticipo un punto preciso, ma seguire gli aggiornamenti e prepararsi agli effetti già indicati dagli avvisi.

Ugo Bellini

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