La Thailandia si prepara a una fase di maltempo destinata a interessare diverse regioni tra il 23 e il 27 settembre 2026. Il servizio meteorologico nazionale prevede precipitazioni da forti a molto forti, con il rischio che la pioggia accumulata provochi allagamenti improvvisi, rapidi deflussi dalle aree montuose e difficoltà lungo le strade situate vicino ai corsi d’acqua o in zone depresse.

La fase perturbata attesa tra il 23 e il 27 settembre combina piogge molto intense, rischio di alluvioni improvvise e mareggiate nel Golfo superiore. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
All’origine del peggioramento viene indicata una depressione al suolo attiva sulla costa centrale del Vietnam, prevista in movimento verso il basso Nord-Est, l’Est e la regione centrale della Thailandia, compresa Bangkok e l’area circostante. Il sistema si inserisce lungo la saccatura monsonica presente sul Paese e contribuisce a rendere più organizzata la distribuzione delle precipitazioni.
La fase più delicata dovrebbe iniziare dal basso Nord-Est e dalla regione orientale, prima di estendersi progressivamente verso altri settori. Il quadro previsionale comprende anche il Nord, la regione centrale, Bangkok e le province vicine, oltre al Sud. In alcune località sono attesi rovesci molto intensi, ma la distribuzione non sarà uniforme e potrà variare rapidamente durante il passaggio dei temporali.
Per Bangkok e le aree circostanti il periodo più piovoso è indicato tra il 24 e il 27 settembre. Le precipitazioni potranno risultare particolarmente abbondanti nelle fasi temporalesche, con possibili disagi alla viabilità urbana e agli spostamenti. Il rischio non riguarda soltanto la capitale: l’acqua può accumularsi anche nelle pianure centrali e lungo i tratti stradali soggetti a precedenti episodi di allagamento.
Il pericolo principale associato alle piogge persistenti è rappresentato dal flash flood, cioè dall’innesco improvviso di piene e allagamenti dopo rovesci concentrati in tempi brevi. L’attenzione viene rivolta soprattutto ai versanti ai piedi delle montagne, alle aree vicine ai corsi d’acqua e alle zone pianeggianti dove il deflusso può rallentare. La pioggia caduta a monte può inoltre raggiungere rapidamente vallate e abitati più a valle.
Il peggioramento coinvolgerà anche il mare. Nel Golfo superiore della Thailandia le onde sono previste tra 2 e 3 metri, con valori superiori ai 3 metri in presenza di temporali. Nel basso Golfo e nell’alto Mare delle Andamane l’altezza del moto ondoso dovrebbe aggirarsi attorno ai 2 metri, aumentando localmente nelle celle temporalesche. Le condizioni più pericolose coincideranno quindi con i passaggi di rovesci e fulminazioni.
Per questo motivo il servizio meteorologico raccomanda alle piccole imbarcazioni del Golfo superiore di restare a terra dal 24 al 27 settembre. A tutte le unità che navigano nel Golfo di Thailandia e nel Mare delle Andamane viene chiesto di procedere con estrema prudenza e di evitare le aree interessate dai temporali. Anche un mare già agitato può diventare rapidamente più rischioso quando aumentano vento e onde sotto i nuclei convettivi.
Il contesto atmosferico è legato anche al rafforzamento del monsone sud-occidentale sul Mare delle Andamane, sulla Thailandia e sul Golfo. L’afflusso di aria umida alimenta la formazione di rovesci e temporali, mentre la saccatura monsonica favorisce una maggiore persistenza delle precipitazioni. Non è quindi un singolo temporale isolato a determinare il rischio, ma la possibile ripetizione dei fenomeni su territori già sottoposti a piogge precedenti.
Durante i cinque giorni di allerta, l’indicazione più importante riguarda il monitoraggio degli aggiornamenti ufficiali e la prudenza negli spostamenti. Il servizio meteorologico invita a evitare, quando possibile, le strade basse e i percorsi che attraversano aree soggette ad allagamenti ricorrenti. La situazione potrà cambiare in base alla traiettoria della depressione e alla posizione dei temporali, perciò le valutazioni locali dovranno essere aggiornate più volte nel corso della giornata.
Perché il rischio cresce nelle zone ai piedi dei rilievi
Il rischio idrogeologico non dipende soltanto dall’intensità del singolo rovescio. Quando le precipitazioni si ripetono per più giorni, il terreno può assorbire meno acqua e il deflusso superficiale aumenta. Nelle aree montuose questo processo è più rapido: l’acqua scende lungo i pendii, raggiunge i corsi d’acqua e può provocare innalzamenti improvvisi anche lontano dal punto in cui si è verificato il temporale. Per questo le zone di fondovalle e le strade vicine ai torrenti meritano particolare attenzione.
Nelle pianure centrali e nell’area metropolitana di Bangkok il problema può assumere una forma diversa, legata soprattutto al ristagno dell’acqua e alla difficoltà di smaltimento durante i rovesci più intensi. Le previsioni disponibili indicano una fase potenzialmente perturbata, ma non consentono di stabilire in anticipo quali quartieri o quali arterie saranno colpiti. La valutazione più utile resta quindi quella basata sugli aggiornamenti locali e sull’osservazione degli accumuli effettivi.
Cosa monitorare dopo il 27 settembre
L’evoluzione successiva dipenderà soprattutto dalla velocità con cui la depressione si sposterà e da quanto a lungo resterà associata alla saccatura monsonica. Se il sistema rallentasse o i temporali insistessero sugli stessi bacini, il rischio di allagamenti potrebbe prolungarsi oltre le finestre più intense indicate dal bollettino. Si tratta però di uno scenario condizionato, non di una previsione già acquisita: la traiettoria dovrà essere verificata con i successivi aggiornamenti del servizio meteorologico.
Sul fronte marittimo andrà osservato il rapporto tra vento e temporali. Le onde previste nel Golfo superiore sono già sufficienti a creare difficoltà alle piccole unità, ma i picchi oltre 3 metri sono associati soprattutto alle celle temporalesche. Anche dopo il termine della finestra principale, la ripresa delle attività in mare dovrà quindi dipendere dai bollettini aggiornati e non soltanto dalla fine della pioggia sulla terraferma.

















