Filippine, il monsone torna a colpire Luzon: alluvioni, evacuazioni e strade chiuse

Le piogge del Habagat continuano a interessare il nord delle Filippine, con allagamenti, trasferimenti precauzionali e difficoltà nei collegamenti stradali.

Le Filippine affrontano una nuova fase di forte maltempo legata al monsone di sud-ovest, noto localmente come Habagat. Sabato 29 agosto 2026 le precipitazioni continue hanno provocato allagamenti in più settori di Luzon, l’isola principale dell’arcipelago, con strade sommerse e famiglie costrette a lasciare temporaneamente le abitazioni nelle località più esposte. La situazione resta dinamica perché i terreni sono già saturi e altri rovesci possono aggravare rapidamente il quadro.

Strade allagate a Luzon durante il monsone

Le piogge persistenti del monsone di sud-ovest hanno sommerso diverse strade di Luzon, mentre le autorità hanno disposto evacuazioni nelle comunità più esposte agli allagamenti. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Secondo le indicazioni meteorologiche diffuse dalle autorità, il flusso umido del Habagat continua a convogliare nubi e precipitazioni verso le aree occidentali e settentrionali di Luzon. A rafforzare il monsone contribuisce anche una zona di bassa pressione situata a est dell’estremo nord dell’isola, che nel fine settimana può mantenere attivo il richiamo di umidità. Il sistema, pur con una probabilità limitata di colpire direttamente il Paese, rappresenta un elemento capace di prolungare le piogge.

Le conseguenze più evidenti sono state segnalate nella provincia di Pangasinan. A Dagupan City diversi assi stradali sono rimasti sommersi e la circolazione è diventata difficoltosa, con alcuni pendolari costretti a utilizzare mezzi di fortuna per attraversare i tratti invasi dall’acqua. Le autorità locali hanno indicato anche l’alta marea, salita oltre i tre piedi, tra i fattori che hanno ostacolato il deflusso e contribuito alla persistenza degli allagamenti.

Piogge monsoniche e alluvioni nelle Filippine

A Luzon l’acqua ha reso impraticabili alcuni collegamenti e complicato gli spostamenti, in una fase ancora segnata da precipitazioni monsoniche e rischio di nuove esondazioni.

Nell’area di Agno, sempre nel Pangasinan, alcune famiglie residenti in zone soggette alle inondazioni hanno lasciato le proprie abitazioni dopo l’invito delle autorità. Un rapporto del locale ufficio per la gestione delle emergenze ha inoltre indicato che la strada diretta verso Cayungnan risultava completamente coperta dall’acqua e impraticabile per ogni tipo di veicolo. Il dato conferma quanto la criticità non riguardi soltanto le abitazioni, ma anche l’accesso ai servizi e i collegamenti tra le comunità.

Il quadro è inserito in una fase di maltempo più ampia, che da settimane coinvolge anche l’Ilocos Region. Il bilancio operativo diffuso dal DSWD Field Office 1 segnalava oltre 451.000 famiglie interessate dagli effetti combinati del monsone e dei precedenti sistemi tropicali, con Pangasinan tra le province più colpite, soprattutto nelle aree pianeggianti e depresse. Nella stessa regione risultavano attivi centri di evacuazione e risultavano danneggiate centinaia di abitazioni.

Le piogge non interessano soltanto le province affacciate sul versante occidentale. Anche Metro Manila e varie aree di Bulacan e Pampanga sono rimaste esposte a nuovi allagamenti, in particolare dove i corsi d’acqua e i canali di drenaggio stanno già ricevendo grandi quantità d’acqua. Le autorità meteorologiche hanno mantenuto livelli di attenzione elevati perché, in presenza di precipitazioni persistenti, il passaggio da semplici ristagni a inondazioni più estese può avvenire in tempi brevi.

Sul fronte dei soccorsi, il Dipartimento per il Welfare e lo Sviluppo Sociale ha rafforzato il monitoraggio e ha mantenuto lo stato di allerta per seguire l’evoluzione degli effetti del Habagat. Le operazioni comprendono la distribuzione di pacchi alimentari e beni essenziali, il controllo delle persone ospitate nei centri di evacuazione e il coordinamento con le amministrazioni locali. La priorità rimane raggiungere le famiglie isolate e garantire trasferimenti tempestivi nelle aree dove l’acqua continua a salire.

Le condizioni meteorologiche hanno avuto ripercussioni anche sulla mobilità. In più porti di Luzon sono state sospese alcune attività di collegamento marittimo a causa del cattivo tempo, mentre sulle strade gli allagamenti hanno creato rallentamenti, deviazioni e interruzioni locali. In questa fase la viabilità resta uno degli indicatori più sensibili: quando un’arteria viene dichiarata non percorribile, aumentano i tempi necessari per soccorsi, rifornimenti e spostamenti verso le strutture di accoglienza.

Il rischio non è limitato all’acqua sui tratti pianeggianti. La durata delle piogge può aumentare la saturazione dei terreni e rendere più vulnerabili i versanti collinari e montuosi, soprattutto nelle zone dove si sono già verificati smottamenti o dove l’accesso stradale è più fragile. Per questo le indicazioni delle autorità insistono sull’evacuazione preventiva delle comunità esposte e sulla necessità di non attraversare strade o corsi d’acqua invasi dalla corrente.

La fase attuale mostra una caratteristica tipica degli episodi monsonici più problematici: non necessariamente un singolo rovescio eccezionale, ma una sequenza di piogge che mantiene elevata la risposta dei bacini e riduce il tempo disponibile per il drenaggio. La combinazione tra suoli già umidi, alta marea e nuovi apporti può quindi amplificare gli effetti anche quando l’intensità varia nel corso della giornata. Il monitoraggio resta essenziale per distinguere le pause temporanee da un reale miglioramento.

Le previsioni disponibili indicano che il Habagat potrebbe continuare a portare piogge monsoniche sulle zone occidentali di Luzon e precipitazioni intermittenti su Metro Manila, Central Luzon e altre aree vicine almeno tra il 29 e il 30 agosto, con effetti ancora possibili nei giorni successivi. Non è quindi possibile considerare conclusa l’emergenza sulla base di un temporaneo calo dei rovesci: la verifica dei bollettini locali e delle condizioni delle strade rimane decisiva per le comunità già colpite.

Il quadro di Luzon è dunque quello di un’emergenza ancora aperta, nella quale il fattore più delicato è la persistenza. Le evacuazioni già effettuate hanno ridotto l’esposizione diretta di molte famiglie, ma la pressione sui collegamenti, sui centri di accoglienza e sui sistemi di drenaggio resta elevata. Finché il flusso monsonico continuerà a riversare umidità sul settore occidentale delle Filippine, anche variazioni limitate della pioggia potranno produrre conseguenze molto diverse da una località all’altra.

La dinamica osservata non va letta soltanto come il risultato di piogge localmente intense. Il problema nasce dall’interazione tra una circolazione monsonica persistente e un territorio che, dopo settimane di episodi piovosi e il passaggio di sistemi tropicali, dispone di una capacità di assorbimento ridotta. L’alta marea segnalata a Pangasinan aggiunge un ulteriore ostacolo al deflusso. In termini pratici, ciò significa che la stessa quantità di acqua può produrre oggi effetti più seri rispetto all’inizio della perturbazione.

Le conseguenze più importanti riguardano la continuità della vita quotidiana. Strade sommerse significano difficoltà per raggiungere scuole, presidi sanitari, mercati e luoghi di lavoro; per le famiglie evacuate si aggiunge la necessità di ricevere alimenti, acqua e assistenza per più giorni. Il coinvolgimento di numerose amministrazioni locali rende indispensabile una risposta coordinata, perché le interruzioni della viabilità possono isolare rapidamente piccoli centri e rallentare la distribuzione degli aiuti.

Il rischio residuo resterà legato soprattutto alla velocità con cui diminuiranno le precipitazioni e alla risposta dei fiumi e dei canali. Anche dopo la fine dei rovesci più intensi, l’acqua può continuare a defluire verso le pianure e mantenere allagati i settori più depressi. Sarà quindi necessario seguire non solo gli avvisi meteorologici, ma anche quelli idrologici e le comunicazioni dei singoli comuni, che possono disporre chiusure o evacuazioni mirate.

Un altro elemento da monitorare è l’evoluzione della bassa pressione a est dell’estremo nord di Luzon. Anche senza un impatto diretto sulla terraferma, un sistema tropicale può modificare il trasporto di umidità e mantenere più attivo il monsone. Se invece la circolazione dovesse allontanarsi e il flusso umido indebolirsi, il miglioramento potrebbe iniziare gradualmente, ma non sarebbe immediato nelle aree già invase dall’acqua. Le prospettive, quindi, dipendono dall’interazione tra atmosfera e condizioni locali del territorio.

Nelle prossime ore la priorità operativa sarà verificare la sicurezza degli spostamenti e impedire che la popolazione rientri prematuramente nelle abitazioni o percorra strade ancora sommerse. Le autorità dovranno aggiornare con rapidità l’elenco dei collegamenti chiusi, dei centri disponibili e delle comunità che necessitano di trasferimenti. L’attenzione dovrà restare alta anche nei quartieri non ancora allagati, perché l’arrivo di nuove piogge può cambiare rapidamente la situazione.

Federica Cavalera

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