Una nuova fase di caldo africano si prepara a interessare l’Italia nel cuore della settimana, accompagnata dal trasporto di polvere sahariana verso il Mediterraneo. L’alta pressione subtropicale spingerà aria molto calda soprattutto verso il Centro-Sud e le Isole Maggiori, mentre il Nord resterà più esposto all’arrivo di correnti instabili in quota. Il passaggio più intenso è atteso tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio 2026, prima di un possibile cambiamento nel fine settimana.

Il picco della calura tra giovedì e venerdì!
Secondo gli aggiornamenti disponibili, la Sardegna sarà una delle aree più esposte alla nuova espansione dell’anticiclone africano. Nelle zone interne dell’isola i valori potranno avvicinarsi ai 44 gradi, mentre temperature prossime o superiori ai 40 gradi sono indicate anche in alcune aree della Sicilia, della Puglia, dell’Umbria e della Toscana. Il caldo sarà comunque diffuso, con condizioni afose e disagio crescente nei centri urbani e lungo le coste.
La configurazione atmosferica non sarà identica su tutto il Paese. Il promontorio subtropicale proteggerà soprattutto il Mezzogiorno e le due Isole Maggiori, favorendo cieli spesso sereni e una lunga permanenza dell’aria calda. Al Nord, invece, l’avvicinamento di un nucleo più fresco in quota potrà destabilizzare l’atmosfera, creando le condizioni per rovesci e temporali localmente intensi già durante la fase di massima energia termica.

Perché il cielo potrà diventare lattiginoso
L’afflusso meridionale non porterà soltanto temperature elevate, ma anche particelle minerali sollevate dai venti sulle regioni desertiche del Nord Africa. La polvere resterà in parte sospesa alle quote medio-alte, rendendo il cielo più opaco, biancastro o tendente all’ocra. Il fenomeno potrà ridurre leggermente la radiazione solare diretta durante il giorno, ma non sarà sufficiente a neutralizzare la calura prevista nella parte centrale della settimana.
La presenza della polvere può produrre effetti termici apparentemente contraddittori. Di giorno la schermatura parziale dei raggi solari può contenere di poco le massime, mentre durante la notte le particelle sospese possono limitare la dispersione del calore verso l’alto. In presenza di umidità elevata, questa dinamica contribuisce a rendere le notti più pesanti, con una sensazione di afa che può risultare più fastidiosa dei valori misurati dai termometri.
Il possibile cambiamento da domenica 19 luglio
La domanda principale riguarda la durata dell’ondata. Le proiezioni indicano un primo indebolimento dell’alta pressione tra sabato 18 e domenica 19 luglio, quando correnti più fresche provenienti dall’Europa centro-orientale potrebbero raggiungere il Nord e i versanti adriatici. Il calo non sarebbe uniforme né immediato, ma potrebbe riportare le temperature su valori meno estremi, interrompendo almeno in parte la fase più opprimente.
Il passaggio dell’aria più fresca sopra una superficie già surriscaldata potrebbe però favorire temporali energici. Il contrasto tra il caldo accumulato nei bassi strati e l’instabilità in quota aumenta infatti il rischio di rovesci intensi, grandinate e raffiche di vento, con maggiore attenzione per il Nord-Est e la Pianura Padana. Una rinfrescata, dunque, potrebbe arrivare insieme a fenomeni localmente severi e non rappresenterebbe necessariamente la fine dell’estate calda.
Anche dopo il possibile passaggio instabile, il quadro potrebbe restare pienamente estivo. Le indicazioni attuali descrivono una riduzione delle temperature più che un vero crollo: dai picchi vicini ai 40 gradi si potrebbe passare a valori ancora elevati, attorno ai 32-34 gradi in diverse zone. Per questo l’allontanamento dell’aria sahariana va interpretato come un processo graduale, con differenze importanti tra Nord, Centro, Sud e Isole.
La fase richiede attenzione anche sul piano pratico. Durante le ore più calde sarà opportuno limitare l’esposizione al sole, bere con regolarità e prestare particolare cautela alle persone anziane, ai bambini e a chi soffre di patologie sensibili alle alte temperature. La polvere può inoltre peggiorare temporaneamente la qualità dell’aria e ridurre la visibilità, soprattutto quando viene mescolata a umidità o precipitazioni. Il quadro resterà comunque soggetto ad aggiornamenti, soprattutto per la collocazione dei temporali e per la durata del calo termico.
In sintesi, il cuore della nuova ondata è atteso tra il 16 e il 17 luglio 2026, con la Sardegna e il Centro-Sud tra le aree più calde e il Nord esposto a un maggiore rischio di instabilità. Il primo segnale di cambiamento dovrebbe arrivare nel weekend, soprattutto da domenica 19 luglio, quando l’aria più fresca potrebbe ridimensionare la calura. La massa sahariana non sparirà però ovunque nello stesso momento: il suo allontanamento dipenderà dall’avanzata dei temporali e dalla capacità delle correnti più fresche di sostituire gradualmente l’aria subtropicale.





