Con l’arrivo del mese di maggio, la situazione atmosferica sull’Europa e sull’Italia si prepara a subire un drastico mutamento. A partire dal 5 maggio, è atteso un significativo scossone meteorologico: una robusta saccatura di origine artica farà irruzione sul continente europeo, interrompendo la temporanea stabilità garantita da un promontorio subtropicale che fino ad ora aveva dominato lo scenario mediterraneo. Secondo quanto indicato dalle proiezioni probabilistiche del modello europeo ECMWF, tale saccatura evolverà successivamente in una “goccia fredda” che influenzerà in modo marcato soprattutto l’Italia centro-settentrionale.

Tra il 5 e l’8 maggio è previsto un marcato calo termico, con temperature in diminuzione fino a 10°C, accompagnato da temporali intensi soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro, talvolta associati a grandine e forti raffiche di vento.
Nella settimana successiva, tra il 12 e il 19 maggio, si prevede la persistenza di condizioni instabili dovute a un fronte polare alimentato da correnti nordatlantiche, che potrebbe generare nuove ciclogenesi sul Mediterraneo, con piogge sopra la media specialmente al Centro-Sud.
Le forti precipitazioni attese, in particolare al Nord e al Centro, potrebbero aumentare il rischio di fenomeni idrogeologici come allagamenti e frane, rendendo necessario un costante monitoraggio delle previsioni e l’adozione di misure preventive adeguate
Dinamiche atmosferiche: il ruolo dell’anticiclone e l’irruzione artica
La configurazione barica prevista mostra un anticiclone di blocco localizzato sulle Isole Britanniche, che fungerà da argine alla discesa di masse d’aria molto fredde di origine polare. Questa discesa gelida si estenderà rapidamente verso l’Europa centrale, riportando condizioni atmosferiche tipiche della fine dell’inverno in un periodo normalmente contraddistinto da clima mite. Anche se le conseguenze sull’Italia non saranno estreme come quelle previste per altre aree del continente, ci si attende comunque un deciso calo delle temperature.
Brusco raffreddamento e temporali
Il raffreddamento interesserà in modo progressivo l’intero territorio nazionale tra il 5 e l’8 maggio, con una diminuzione delle temperature che potrebbe raggiungere anche i 10°C. Il contrasto tra l’aria fredda in discesa dal Nord e le masse d’aria più calde preesistenti favorirà la formazione di fenomeni temporaleschi anche intensi, tipici dei fronti freddi estivi. Le zone più colpite da questi episodi di maltempo saranno principalmente le regioni settentrionali e centrali, anche se la localizzazione esatta dei fenomeni resta al momento incerta, data la natura probabilistica delle proiezioni.
Dopo la fase acuta dell’irruzione fredda, è previsto che la saccatura artica si isoli sotto forma di una goccia fredda sul bacino del Mediterraneo, con un cosiddetto “cut-off”. Questa configurazione barica può risultare particolarmente insidiosa per l’Italia, in quanto porta a una stagnazione dell’instabilità con precipitazioni frequenti e localmente abbondanti. In effetti, le proiezioni delle anomalie di pioggia calcolate dal modello ECMWF per il periodo 5-12 maggio indicano precipitazioni superiori alla media sul Centro-Nord, mentre il Sud sarà meno coinvolto ma comunque interessato da alcuni episodi piovosi.

La previsione per l’8 maggio 2025
Seconda fase di maggio: nuove perturbazioni dall’Atlantico
Lo scenario per la seconda metà della prima quindicina di maggio (dal 12 al 19) evidenzia un’ulteriore evoluzione. In questo periodo si attende il ritorno di un fronte polare attivo, questa volta non più di natura artica ma nordatlantica. Le previsioni indicano geopotenziali inferiori alla norma su gran parte del Mediterraneo centro-occidentale, interessando quindi territori che vanno dalla penisola iberica fino alla Grecia, passando per l’Italia. Il blocco anticiclonico sull’Atlantico settentrionale (conosciuto anche come “Atlantic Ridge”) devierà le correnti cicloniche verso sud, dove, entrando in contatto con le acque relativamente più calde del Mediterraneo, favoriranno lo sviluppo di intense ciclogenesi.
Piogge abbondanti anche al Centro-Sud. In linea con questo scenario, le anomalie precipitative calcolate per il periodo 12-19 maggio mostrano un surplus di precipitazioni, questa volta maggiormente concentrate al Centro-Sud della penisola. Si conferma dunque una tendenza verso un mese di maggio insolitamente dinamico e piovoso, con la possibilità di fasi prolungate di instabilità atmosferica.
È fondamentale ricordare che le informazioni qui riportate derivano da proiezioni probabilistiche a medio termine. Non si tratta di previsioni deterministiche, come quelle che possiamo consultare con affidabilità a 24-48 ore. Le mappe del modello ECMWF ENS sono strumenti utili per cogliere i segnali di fondo e le tendenze predominanti, ma non consentono di definire con precisione i dettagli locali dei fenomeni. Detto ciò, il messaggio principale è chiaro: l’inizio di maggio porterà un cambiamento netto e potenzialmente duraturo nello scenario meteorologico dell’Italia.





