Mentre la stagione degli uragani si avvicina con l’inizio ufficiale previsto per il 1° giugno, emergono dati preoccupanti sullo stato attuale del National Weather Service (NWS), l’agenzia federale incaricata di monitorare e prevedere fenomeni atmosferici pericolosi negli Stati Uniti. Secondo un’inchiesta di CNN basata su interviste a meteorologi in servizio e in pensione, il sistema di previsione meteorologica nazionale sta affrontando una crisi più profonda di quanto si pensasse. Tagli di personale, pensionamenti anticipati e posti vacanti non ancora coperti hanno minato la capacità dell’agenzia di emettere previsioni tempestive e allarmi salvavita.

La stagione degli uragani è alle porte
In almeno 30 dei 122 uffici locali sparsi sul territorio americano manca la figura del meteorologist-in-charge (MIC), ossia il responsabile con maggiore esperienza, fondamentale per il coordinamento e la supervisione delle operazioni quotidiane. Questa carenza riguarda anche aree densamente popolate e particolarmente vulnerabili, come New York, Cleveland, Houston e Tampa. La sede di Houston-Galveston — cruciale durante l’emergenza dell’uragano Harvey nel 2017 — è oggi priva di qualsiasi dirigente.
Una rete indebolita nel momento peggiore?
La mancanza di figure di comando non è l’unico problema. La riduzione o eliminazione del lancio quotidiano di palloni meteorologici — strumento essenziale per raccogliere dati atmosferici utilizzati nei modelli previsionali — sta diventando sempre più comune. Alcuni uffici, come quello di Goodland (Kansas), hanno interrotto le operazioni continuative 24 ore su 24, una decisione rara che, in passato, veniva presa solo durante eventi catastrofici come uragani o tornado.
A ciò si aggiungono oltre 90 posti vacanti tra i tecnici incaricati della manutenzione dei radar Doppler e delle stazioni automatiche di osservazione del tempo. Questa situazione espone l’intero sistema a guasti prolungati, con potenziali ricadute anche sul traffico aereo, poiché i piloti dipendono da dati in tempo reale su vento, visibilità e pressione atmosferica.
Dal punto di vista del rischio idrologico, i recenti tagli al personale dello USGS aggravano ulteriormente le già gravi carenze di personale e competenze del National Weather Service (NWS) della NOAA, compromettendo la capacità di valutare e prevedere in tempo reale il rischio di alluvioni e altri eventi estremi. La crescente impossibilità per numerosi uffici locali del NWS di operare 24 ore su 24, la mancanza di meteorologi supervisori in sedi che servono grandi aree urbane e la carenza di tecnici per il mantenimento dei radar rappresentano segnali allarmanti. In un contesto di emergenza come un uragano, un’alluvione, un tornado o un incendio su vasta scala, questa situazione potrebbe avere conseguenze fatali.
Dal secondo mandato dell’ex presidente Trump, il National Weather Service ha perso oltre 550 dipendenti, una cifra paragonabile all’intero personale andato via tra il 2010 e il 2025. Questo esodo di massa rappresenta un’emorragia di competenze difficilmente rimpiazzabili in tempi brevi.
Secondo Tom Fahy di Capitol Meteorologics, questo vuoto operativo è “senza precedenti” e sta erodendo la capacità di risposta della rete meteorologica proprio mentre eventi estremi si fanno sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici.
Il ruolo chiave dei meteorologi in capo
La mancanza dei meteorologist-in-charge è considerata da molti esperti l’aspetto più critico. Questi professionisti non solo dirigono i team, ma forniscono anche supporto operativo durante le emergenze, interpretano le direttive provenienti dalla sede centrale e fungono da intermediari con la protezione civile e i media locali. La loro assenza indebolisce i legami istituzionali, rallenta le comunicazioni e complica la gestione delle crisi.
Gary Szatkowski, che fu a capo dell’ufficio NWS di Mt. Holly (New Jersey) durante l’uragano Sandy nel 2012, ha ricordato l’importanza della sua presenza continua in ufficio per dieci giorni, necessaria per garantire aggiornamenti e coordinamento costante con i soccorsi locali. Oggi, secondo lui, senza questi ruoli fondamentali si rischia “di guidare con le gomme lisce: potresti fare molta strada o fermarti subito. In ogni caso, è un comportamento ad alto rischio”.
Previsioni meteorologiche compromesse: un pericolo collettivo
Un altro fattore allarmante è la combinazione tra la carenza di personale al NWS e i vuoti simili in agenzie come FEMA (Federal Emergency Management Agency), che aggravano ulteriormente la catena decisionale in caso di emergenza. In molte situazioni, i MIC intervengono personalmente per coprire i turni vacanti e assicurare la continuità del servizio. Senza di loro, anche questa flessibilità va perduta.
Mentre si profilano ulteriori tagli al budget della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), agenzia madre del NWS, cresce l’incertezza sul futuro della meteorologia pubblica negli Stati Uniti. Nonostante si ipotizzi che il NWS non sarà il settore più colpito nel prossimo round di riduzioni, l’agenzia si trova già in uno stato di “funzionamento minimo”, secondo le fonti interne.
Il tempo stringe, e senza un intervento rapido e deciso, la prossima emergenza potrebbe cogliere il Paese completamente impreparato.
Nel contesto di una crisi climatica globale che aumenta la frequenza e la gravità degli eventi meteorologici estremi, la capacità predittiva del NWS rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza nazionale. Trascurare questo sistema equivale a esporsi a rischi potenzialmente devastanti. Con l’estate alle porte e le tempeste tropicali all’orizzonte, la carenza di personale esperto, la riduzione delle osservazioni strumentali e la mancanza di coordinamento con le autorità locali potrebbero compromettere la capacità degli Stati Uniti di rispondere in modo tempestivo ed efficace ai prossimi disastri naturali.





