- Epicentro nell’area di Massa-Carrara, tremore percepito anche in Liguria orientale
- Profondità intorno ai dieci chilometri: perché il dato conta
- Cosa si può dire sull’evoluzione nelle prossime ore
- Indicazioni di sicurezza dopo una scossa avvertita
- La posizione appenninica aiuta a spiegare il risentimento territoriale
Una scossa di terremoto è stata registrata all’alba di domenica 16 agosto 2026 nell’area di Fosdinovo, in provincia di Massa–Carrara. L’evento ha raggiunto una magnitudo di 3,9 ed è stato rilevato alle 05:49, con una profondità indicata intorno ai dieci chilometri. La posizione, nell’Appennino tosco-ligure, ha favorito la percezione del movimento anche in località situate tra la Toscana settentrionale e la Liguria orientale.

La scossa di magnitudo 3,9 è stata registrata alle 05:49 del 16 agosto 2026 nell’area di Fosdinovo, in provincia di Massa-Carrara. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
Epicentro nell’area di Massa-Carrara, tremore percepito anche in Liguria orientale
Il dato più importante riguarda la collocazione dell’evento: l’area di Fosdinovo si trova nella provincia di Massa-Carrara, a breve distanza dal confine regionale con la Liguria. La scossa è stata quindi avvertita anche nei territori circostanti, dove la propagazione delle onde sismiche può essere percepita in modo diverso in base alla distanza dall’epicentro, alle caratteristiche del sottosuolo e agli edifici presenti.
La magnitudo 3,9 descrive l’energia liberata dal terremoto e non coincide automaticamente con l’intensità degli effetti osservati in superficie. La percezione può variare sensibilmente da una località all’altra: nelle abitazioni ai piani alti il movimento può risultare più evidente, mentre la risposta degli edifici dipende dall’epoca di costruzione, dai materiali e dalle condizioni strutturali. Per questo il solo valore della magnitudo non consente di stabilire da solo eventuali danni.
Profondità intorno ai dieci chilometri: perché il dato conta
La profondità indicata, pari a circa dieci chilometri, corrisponde alla distanza dell’ipocentro dalla superficie terrestre. È il punto sotterraneo nel quale ha origine la rottura delle rocce, mentre l’epicentro è la sua proiezione verticale in superficie. La combinazione tra profondità, magnitudo e distanza dai centri abitati contribuisce a determinare quanto il terremoto possa essere avvertito dalla popolazione.
Nel caso di Fosdinovo, l’evento è stato localizzato in un settore appenninico dove la sismicità viene monitorata attraverso la rete nazionale. La Regione Toscana pubblica gli eventi con epicentro regionale e quelli di maggiore magnitudo avvertiti sul territorio, offrendo un quadro utile per distinguere le singole scosse dalle sequenze più articolate. Al momento, le informazioni disponibili per l’evento del 16 agosto descrivono la scossa principale, senza elementi sufficienti per parlare di uno sciame sismico.
Cosa si può dire sull’evoluzione nelle prossime ore
Dopo una scossa, l’attenzione viene normalmente rivolta alla possibile comparsa di repliche, cioè eventi successivi collegati allo stesso processo di fratturazione. Tuttavia, la frequenza e la magnitudo delle eventuali scosse non possono essere stabilite in anticipo. Le autorità scientifiche ricordano che i terremoti non sono oggi prevedibili con esattezza quanto a luogo, momento e intensità; ogni aggiornamento deve quindi basarsi sui dati registrati dalla rete sismica.
Per questo motivo, nelle ore successive è utile seguire soltanto le comunicazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, della Protezione Civile e degli enti locali. Le informazioni possono essere aggiornate dopo le verifiche tecniche, soprattutto per quanto riguarda la localizzazione, la profondità e la magnitudo definitiva. Le segnalazioni diffuse sui social, se non accompagnate da conferme ufficiali, non permettono invece di ricostruire con certezza l’evoluzione dell’evento.
Indicazioni di sicurezza dopo una scossa avvertita
In caso di nuove vibrazioni, la Protezione Civile raccomanda di mantenere la calma e, se ci si trova al chiuso, ripararsi sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante, lontano da vetri, mobili e oggetti che possono cadere. È consigliato evitare ascensori e scale durante il movimento, mentre all’aperto occorre allontanarsi da edifici, alberi, lampioni e linee elettriche.
Terminata la scossa, l’uscita dall’edificio deve avvenire con prudenza e indossando calzature adeguate, perché vetri o detriti possono trovarsi sul pavimento e lungo le strade. Se vengono notati danni, crepe importanti, odore di gas o altre situazioni di pericolo, è necessario allontanarsi e contattare i soccorsi attraverso il numero di emergenza. L’uso dell’auto e del telefono va limitato per non ostacolare gli interventi.
La posizione appenninica aiuta a spiegare il risentimento territoriale
La percezione della scossa in Toscana e Liguria non indica necessariamente un evento eccezionale, ma riflette la collocazione dell’epicentro in una zona di collegamento tra due regioni e lungo un settore appenninico sismicamente attivo. Il dato della magnitudo va letto insieme alla profondità e alla distanza dai centri abitati. L’interpretazione più prudente è quella di un terremoto avvertibile su un’area relativamente ampia, ma non sufficiente, da solo, per dedurre conseguenze strutturali.
L’aspetto da monitorare riguarda ora l’eventuale registrazione di repliche e gli aggiornamenti degli organismi di monitoraggio. Non è possibile formulare una previsione certa sull’evoluzione della sequenza, né stabilire in anticipo se seguiranno altre scosse. Le informazioni più attendibili saranno quelle relative a nuovi eventi, segnalazioni di danni e controlli sugli edifici. In assenza di comunicazioni ufficiali, è opportuno evitare allarmismi e attenersi alle indicazioni della Protezione Civile.














