Tifone Saudel, landfall nello Zhejiang: vento a 126 km/h e massima allerta

Saudel ha toccato terra a Yuhuan e ha proseguito verso il litorale di Wenzhou, con una lunga fase di piogge e venti intensi attesa sulla Cina orientale.

Il sistema tropicale Saudel ha raggiunto la costa orientale della Cina nella mattinata di venerdì 28 agosto 2026, entrando nello Zhejiang attraverso il distretto costiero di Kanmen, nella città di Yuhuan, sotto l’amministrazione di Taizhou. Al momento dell’impatto il ciclone presentava venti massimi sostenuti intorno a 35 metri al secondo, pari a circa 126 km/h, e una pressione centrale di 975 hPa. Il landfall ha aperto una fase di maltempo esteso sull’area costiera cinese.

Tifone Saudel sulla costa dello Zhejiang

Il tifone Saudel ha raggiunto Yuhuan con venti sostenuti fino a 35 metri al secondo, mentre il rischio maggiore riguarda la combinazione di piogge, mareggiate e alte maree. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

La traiettoria ha portato Saudel a compiere un secondo ingresso sulla terraferma poco dopo il primo approdo. Intorno alle 9:10 locali il centro ha raggiunto il tratto costiero di Longwan, nell’area di Wenzhou, mantenendo ancora venti prossimi ai 33 metri al secondo. In seguito, mentre avanzava nell’entroterra, il sistema è stato declassato a forte tempesta tropicale. Il passaggio sulla terraferma ha quindi iniziato a indebolire la circolazione, senza cancellare gli effetti sulle regioni già esposte.

La risposta istituzionale dello Zhejiang era stata portata al livello I già alle 20:00 del 27 agosto, prima dell’arrivo del tifone. Si tratta del massimo grado previsto dal sistema provinciale di difesa, attivato per il rischio di un impatto diretto e per la possibilità di combinare vento violento, piogge torrenziali, onde elevate e incremento della marea. Le autorità hanno comunicato che 14.682 pescherecci erano stati condotti nei porti-rifugio, mentre personale della pesca e dell’acquacoltura veniva fatto rientrare a terra.

Le conseguenze più rilevanti non dipendono soltanto dalla velocità del vento vicino al centro. Le previsioni indicano che Zhejiang e Fujian sono le aree destinate a ricevere le precipitazioni più abbondanti, con la possibilità di rovesci estremi in alcuni settori. La circolazione del tifone trasporta aria umida dal mare verso la terraferma e può mantenere per più ore condizioni favorevoli a piogge persistenti, allagamenti urbani, innalzamento dei corsi d’acqua e difficoltà nella viabilità.

Un elemento di particolare attenzione riguarda il tratto di costa vicino al punto di ingresso e le zone poste a nord della traiettoria. Qui la spinta del vento sul mare può sommarsi alle onde e alla marea, creando una situazione di rischio superiore a quella determinata dalla sola pioggia. Le autorità locali hanno segnalato la possibile sovrapposizione di vento forte, precipitazioni, moto ondoso e acqua alta, una combinazione capace di favorire ingressioni marine e allagamenti nelle aree più basse.

Saudel ha mostrato una struttura ampia, con una circolazione nuvolosa estesa per oltre 1.000 chilometri secondo le analisi diffuse dai servizi meteorologici cinesi. Per questo motivo l’impatto non resta confinato alla fascia immediatamente vicina al landfall: il vento e la pioggia possono interessare vaste porzioni della Cina orientale anche durante l’indebolimento del vortice. Le precipitazioni associate sono attese almeno fino al 31 agosto, con un successivo coinvolgimento di altre province dell’interno.

Dopo l’ingresso nello Zhejiang, la previsione indicava uno spostamento verso ovest-sudovest alla velocità di circa 20-25 km/h, accompagnato da una graduale perdita di energia. Il passaggio sulla terraferma riduce infatti l’apporto di calore e umidità che alimenta il ciclone, mentre l’attrito rallenta e disorganizza la circolazione. Tuttavia, un tifone in attenuazione può ancora produrre piogge molto intense e raffiche pericolose, soprattutto lungo il percorso delle bande temporalesche.

Prima di raggiungere la Cina, Saudel aveva interessato le isole sud-occidentali del Giappone, dove sono stati segnalati blackout, cancellazioni dei voli e due feriti lievi. Il passaggio sull’area insulare aveva inoltre prodotto piogge significative e attivato l’attenzione sul pericolo di frane. Questo precedente conferma la capacità del sistema di generare effetti importanti anche lontano dal centro e aiuta a leggere la fase cinese come parte di una traiettoria più ampia sul Mar Cinese Orientale.

L’episodio assume un rilievo particolare anche per la frequenza degli impatti nella stessa zona. Saudel è stato indicato come il terzo tifone a colpire Yuhuan in meno di due mesi, dopo Bavi e Dolphin. Secondo le informazioni locali, nella serie storica degli approdi a Yuhuan il 2026 rappresenta inoltre il primo anno con tre landfall nella stessa località. Il dato non consente da solo di stabilire una tendenza climatica, ma descrive una stagione eccezionalmente impegnativa per la costa dello Zhejiang.

La fase successiva richiede cautela anche dopo l’indebolimento del vortice. Le piogge cadono su un territorio che può presentare suoli già saturi e reti idrauliche sottoposte a stress, aumentando il rischio di smottamenti, frane, allagamenti e interruzioni nei collegamenti. Restano quindi fondamentali il monitoraggio dei bacini, la sorveglianza delle aree costiere e il rispetto delle limitazioni alla navigazione e alla circolazione. L’attenuazione dei venti non coincide automaticamente con la fine dell’emergenza.

Le proiezioni diffuse nella fase di landfall indicavano un’estensione degli effetti verso Jiangxi, Hunan, Hubei, Guangdong, Guangxi, Guizhou e Yunnan, oltre alle province direttamente colpite. In queste aree il pericolo principale sarebbe stato rappresentato dalla persistenza delle precipitazioni, più che dalla forza del vento associata al nucleo originario. L’evoluzione concreta dipenderà dalla velocità con cui Saudel perderà organizzazione e dall’interazione con i rilievi e i sistemi temporaleschi locali.

La sequenza di approdi ravvicinati mostra quanto la vulnerabilità costiera dipenda dalla combinazione fra intensità del singolo evento e tempi di recupero disponibili. Porti, reti elettriche, strade, argini e attività economiche devono essere messi in sicurezza più volte in un intervallo breve, mentre le comunità affrontano ogni nuovo sistema con risorse ancora impegnate. L’aspetto più significativo di Saudel, oltre ai 126 km/h registrati al landfall, è quindi l’effetto cumulativo su un territorio già sottoposto a ripetute sollecitazioni.

Nelle ore successive al landfall, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sull’evoluzione delle bande di pioggia e sul comportamento dei corsi d’acqua, più che sulla sola categoria del sistema. Anche una tempesta tropicale in rapido indebolimento può mantenere un’ampia area perturbata e scaricare quantitativi rilevanti sui versanti esposti. L’eventuale coincidenza fra precipitazioni residue e fasi di marea alta può inoltre rallentare il deflusso verso il mare e amplificare gli allagamenti nelle pianure costiere.

Lo scenario resta legato agli aggiornamenti dei servizi meteorologici e di protezione civile cinesi. La traiettoria prevista verso sudovest suggerisce un progressivo indebolimento, ma non permette di escludere variazioni nella distribuzione delle precipitazioni, soprattutto quando il vortice interagisce con rilievi e circolazioni monsoniche. Per questo le valutazioni più affidabili saranno quelle costruite sui dati osservati, sui livelli dei fiumi e sulle condizioni locali, evitando di considerare conclusa l’emergenza subito dopo il passaggio del centro depressionario.

La cronaca di Saudel conferma la necessità di distinguere fra landfall e fine degli effetti. Il primo è un momento preciso, legato all’ingresso del centro sulla terraferma; il secondo può arrivare molte ore o giorni dopo, quando vento, pioggia, mareggiate e piene si esauriscono. Nello Zhejiang la massima risposta d’emergenza è stata quindi una misura coerente con un rischio composito, destinato a interessare tanto la costa quanto le aree interne lungo il percorso del tifone.

Ugo Bellini

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