Il 28 luglio 2025, una serie di incendi di vasta portata hanno continuato a flagellare il Sud-Est Europa e i Balcani, alimentati da temperature eccezionalmente elevate e raffiche di vento. In nazioni come Turchia, Grecia, Albania, Montenegro e Macedonia del Nord, squadre di vigili del fuoco hanno operato senza sosta per arginare le fiamme, che hanno costretto migliaia di persone a lasciare le proprie case e provocato ingenti danni ambientali. L’ondata di calore, che ha raggiunto picchi record, ha reso i terreni boschivi e rurali altamente vulnerabili, complicando le operazioni di contenimento.

Gli incendi che il 28 luglio 2025 stanno devastando il Sud-Est Europa e i Balcani rappresentano una crisi di portata regionale, esacerbata da un’ondata di calore senza precedenti
Turchia: Villaggi Evacuati e Perdite Tragiche
In Turchia, gli incendi hanno colpito duramente diverse regioni. Nella provincia di Karabuk, affacciata sul Mar Nero e situata circa 200 km a nord di Ankara, un rogo attivo da sei giorni ha devastato foreste e costretto oltre una dozzina di villaggi a evacuare. Nella provincia di Bursa, nel nord-ovest, due incendi distinti hanno richiesto interventi massicci, mentre oltre 3600 persone sono state evacuate dalle province meridionali di Mersin e Antalya. Un bilancio drammatico ha visto la perdita di tre vigili del fuoco domenica, a causa di un incidente stradale durante le operazioni a Bursa, e di altri dieci pompieri la settimana precedente, mentre combattevano un rogo nella provincia centrale di Eskisehir. Il Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste ha descritto una situazione critica, aggravata da temperature che in alcune zone hanno toccato i 50,5 °C.
Grecia: Decine di Nuovi Focolai
In Grecia, i vigili del fuoco hanno registrato almeno 44 nuovi incendi nelle ultime 24 ore al 28 luglio 2025. Sull’isola meridionale di Kythera, venti intensi hanno ravvivato un rogo iniziato sabato, rendendo arduo il controllo delle fiamme. Ad Atene, un incendio divampato ai piedi del Monte Imetto, vicino a un campus universitario e a sobborghi densamente abitati, è stato rapidamente spento. Durante il fine settimana, diversi villaggi sono stati evacuati e cinque persone hanno riportato ferite in episodi separati. La terza ondata di calore estiva ha intensificato le condizioni di rischio, sebbene alcune piogge abbiano offerto un sollievo temporaneo in alcune aree del Paese.
Mentre i vigili del fuoco combattono le fiamme, spesso con aiuti internazionali, questa emergenza evidenzia l’urgenza di affrontare il cambiamento climatico, che sta rendendo questi fenomeni sempre più devastanti e frequenti
Albania, Montenegro e Macedonia del Nord: Sforzi per Contenere i Roghi
In Albania, circa 900 vigili del fuoco, supportati dall’esercito, hanno lavorato per impedire che un incendio raggiungesse Saranda e altre località turistiche lungo la costa ionica. Negli ultimi tre giorni, tredici individui sono stati arrestati con l’accusa di aver provocato incendi dolosi. In Montenegro, dense colonne di fumo si sono levate da aree vicine a Podgorica, dove i roghi hanno consumato vegetazione domenica. In Macedonia del Nord, un incendio nel villaggio di Buchinci, vicino a Skopje, ha danneggiato strutture come officine. In Serbia, l’arrivo di precipitazioni ha permesso di controllare oltre 100 incendi, ma la situazione nella regione rimane critica.Bulgaria: Supporto Internazionale contro gli Incendi
In Bulgaria, un vasto rogo vicino al confine turco ha distrutto circa 6500 ettari di territorio. Grazie all’intervento di aerei antincendio forniti da altri Paesi europei, le autorità stanno cercando di contenere le fiamme. Due persone sono state fermate nell’ambito delle indagini sulle origini dei roghi, che potrebbero essere legati ad atti dolosi. La combinazione di caldo estremo e vegetazione arida ha reso la gestione degli incendi particolarmente difficoltosa, con gravi conseguenze per l’ecosistema locale.
Le estati calde e secche sono una caratteristica del Mediterraneo, ma le ondate di calore sempre più intense, legate al cambiamento climatico, stanno amplificando la frequenza e la gravità degli incendi. Temperature record e venti forti hanno trasformato vaste aree in focolai pronti a divampare, causando danni a case, veicoli e infrastrutture. Migliaia di persone sono state costrette a evacuare, mentre le perdite umane, tra cui vigili del fuoco, sottolineano la pericolosità di questi eventi. Le autorità locali, con il supporto di squadre internazionali, stanno lavorando per limitare i danni, ma le condizioni climatiche avverse indicano che il rischio di incendi persisterà nei prossimi giorni.















