Il 12 agosto ha segnato da un’ondata di calore eccezionale per i Balcani, che ha fatto schizzare le temperature oltre i 40°C in numerose località. A Tirana, capitale dell’Albania, il termometro ha raggiunto i 43,6°C, uno dei valori più alti mai registrati. In Montenegro, Ulcinj ha segnato 42,3°C, mentre Skala, in Grecia, ha toccato i 42°C. Altre città come Trebinje (Bosnia ed Erzegovina) e Lom (Bulgaria) hanno registrato 40,6°C, seguite da Calafat (Romania) con 40,3°C, Ploče (Croazia) con 40,1°C, Knjaževac (Serbia) con 39,7°C e Skopje (Macedonia del Nord) con 39,5°C. Questi dati, raccolti da fonti meteorologiche locali, evidenziano un evento climatico di portata straordinaria, che ha colpito in modo simultaneo vaste aree dei Balcani orientali e meridionali.

Da Tirana a Skopje, l’ondata di calore ha messo in luce le sfide per salute, ambiente e infrastrutture. In attesa di un miglioramento delle condizioni meteo, è cruciale che governi e comunità collaborino per proteggere i più vulnerabili e adottare strategie di adattamento
È sempre centrale il ruolo dell’Anticiclone
L’eccezionale ondata di calore è stata alimentata da un robusto anticiclone che ha dominato la regione, comprimendo l’aria nei bassi strati atmosferici e bloccando la formazione di nubi. Questo ha provocato anomalie termiche rilevanti, con temperature superiori di 10-15°C rispetto alle medie di agosto. Nelle aree urbane, l’effetto dell’isola di calore ha intensificato il disagio, rendendo l’afa particolarmente opprimente. Si sottolinea la costanza di queste deviazioni termiche, con scarti fino a +10°C rispetto alla norma, un fenomeno che ha caratterizzato l’estate 2025 nei Balcani.
Il caldo torrido ha generato impatti significativi su più fronti. Le autorità sanitarie hanno diramato allerte per il rischio elevato, con particolare attenzione a anziani, bambini e persone con condizioni mediche preesistenti. Le notti tropicali, con temperature minime spesso oltre i 25°C, hanno aggravato lo stress termico per la popolazione. In Albania e Montenegro, il rischio di incendi è stato classificato come critico, con roghi che hanno costretto a evacuazioni in zone rurali e messo in pericolo infrastrutture essenziali. L’agricoltura ha sofferto per lo stress termico su colture come vite e mais, con possibili cali produttivi. Inoltre, la rete elettrica e i trasporti hanno subito interruzioni, con sovraccarichi causati dall’elevata domanda di energia per il raffrescamento.
I dati di luglio
A fine luglio, Klina, in Kosovo, aveva raggiunto i 42,4°C, un record per la regione. Questo andamento, iniziato a giugno, conferma il 2025 come uno degli anni più caldi degli ultimi decenni nei Balcani. La persistenza delle ondate di calore, più che i singoli picchi, rappresentano una novità preoccupante, con un anticiclone subtropicale sempre più frequente. L’Europa sud-orientale sta vivendo un’estate fuori dall’ordinario, con temperature che in alcune zone hanno sfiorato i 44°C, alimentando incendi e disagi diffusi.
Le proiezioni indicano che il caldo intenso potrebbe dominare i Balcani anche nei giorni successivi al 12 agosto, con temperature sopra la media in molte aree. Altre previsioni suggeriscono che l’ondata di calore possa protrarsi fino al 20 agosto, con valori elevati per più giorni consecutivi. Sono attese fasi di instabilità, con possibili temporali pomeridiani nelle zone montuose, che potrebbero offrire un leggero sollievo. Un cambiamento più netto, con l’arrivo di aria più fresca, è previsto verso la fine della seconda decade di agosto, ma l’evoluzione dell’anticiclone richiederà un monitoraggio costante.
La combinazione di siccità, venti caldi e anticicloni persistenti favorisce incendi e crisi agricole, con ricadute su economia e salute pubblica. Le autorità stanno intensificando le misure di prevenzione, come allerte sanitarie e restrizioni sulle attività all’aperto, ma il cambiamento climatico richiede soluzioni a lungo termine.















